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Giustizia, Covid, David Rossi: Commissioni parlamentari d’inchiesta necessarie o strumento di lotta politica?

L’enensima assoluzione di Berlusconi accelera l’approvazione di una Commissione parlamentare sull’uso politico della giustizia. Stanno per essere approvate anche quella sul Covid e sul “suicidio” di David Rossi

Claudia Fusanidi Claudia Fusani   
Giustizia, Covid, David Rossi: Commissioni parlamentari d’inchiesta necessarie o strumento di lotta politica?
Commissione d'inchiesta anche per la morte di David Rossi

La Commissione parlamentare d’inchiesta sull’uso politico della giustizia, cavallo di battaglia di Forza Italia. L’altra sull’emergenza Covid che dovrà rimettere in fila decisioni e scelte fatte dal governo ai tempi della pandemia. Un riedizione della Commissione, anche questa parlamentare, sul “suicidio” di David Rossi, l’uomo delle relazioni istituzionali morto ai tempi del crac del Monte dei Paschi.  Ce ne sarà anche qualcun’ altra qua e là che adesso ci sfugge. Non si tratta delle Commissioni parlamentari tradizionali, bicamerali e non, previste dai regolamenti parlamentari che svolgono da settanta anni un ruolo doppio di approfondimento e controllo su tematiche specifiche, dai rifiuti alla Vigilanza Rai passando per l’Antimafia.  Qui si tratta di nuove commissioni specifiche su temi che il dibattito politico ritiene debbano essere approfondite nell’interesse della Repubblica. Hanno tutte potere d’indagine. Spesso, nel passato, sono state usate per regolare conti interni nei singoli partiti (ad esempio la commissione banche)  e accendere i ventilatori sugli avversari politici, umiliarli e ucciderli politicamente. Il lavoro più sporco da questo punto di vista lo fece la Commissione Mitrokhin. In questo caso si vuole regolare i conti con la magistratura alla luce dell’ennesima assoluzione del senatore Berlusconi, “la 135 esima su un totale di 136 verdetti” è il conto che viene fatto da Forza Italia. Con la Covid si vuole capire dove sono finiti i 160 miliardi fatti a debito in quei mesi, dove sono andati a finire visto la carenza di medici e infermieri è peggiorata invece che migliorare; se l’acquisto di mascherine, ventilatori e anche a rotelle ha seguito iter regolari; si vuole capire se l’uso dei Dpcm  con cui per oltre un anno sono state limitate le nostre libertà individuali è stato una necessità o un abuso (al netto del metodo, cioè la conferenza stampa fiume e quasi sempre notturne dell’allora presidente Conte). Con la commissione David Rossi si insiste nel voler trovare “la verità”, quella che non hanno trovato tre diverse inchieste della magistratura e che ruotavano tutte intorno a un dubbio atroce - Rossi è stato ucciso - com moventi poco edificanti: ricatti, umiliazioni, scandali. Il testo del disegno di legge con cui si istituiscono queste commissione d’inchiesta con poteri pari a quelli della magistratura sono lunghi quattro pagine fitte di motivazioni e domande.  

Segnare la svolta

E’ evidente che dietro questa più che legittima sete di verità e giustizia c’è dell’altro che ha a che fare, soprattutto, con Fratelli d’Italia e la voglia di segnare una svolta rispetto al passato. Della serie: “Siamo arrivati noi, governiamo noi e adesso le cose cambiano”. Dice un parlamentare di prima linea della maggioranza: “Si tratta di richieste molto identitarie, quasi di bandiera visto che su Covid e Rossi ci sono state ormai varie inchieste della magistratura”. Diverso per la commissione sull’uso politico della giustizia: “Quella - spiega lo stesso parlamentare della maggioranza - è la bandiera di Forza Italia, sempre la stessa: Berlusconi vittima di una persecuzione giudiziaria. E’ chiaro che se lo dice una Commissione parlamentare ha tutto un altro peso”.  Insomma, una sorta di Parlamento giustiziere della notte di presunti torti e ingiustizie subite. Su cui per altro la magistratura non sarebbe riuscita a fare luce e arrivare alla verità. Un parlamentare per primo dovrebbe sapere che la verità, soprattutto o anche per fortuna, processuale non è quasi mai quella che si aspetta un cittadino. Ma siamo su piani diversi. Suona pericoloso che un Parlamento si travesta da giustiziere che regola i conti a maggioranza sull’operato di governi precedenti e di colore diverso. Lo stesso Parlamento che viene - e non da oggi - costantemente umiliato con continui voti di fiducia. La sensazione è anche che, visto l’oggetto di queste Commissioni parlamentari d’inchiesta, la premier lasci a questo ambito il ruolo delle battaglie identitarie, sovraniste e populiste, di destra, cibo da dare in pasto ad un elettorato, lo zoccolo duro, che non troverebbe soddisfazione nell’azione di governo. Un po’ come è sucesso per Cospito e il 41 bis: il gruppo parlamentare di Fratelli d’Italia ha creato un’emergenza anarchica su cui poter puoi attaccare la sinistra che tutela i principi costituzionali sul carcere e sulla pena.

Una Commissione sulla “persecuzione giudiziaria” 

Ma vediamo nello specifico. Ieri mattina on passa nemmeno unora dalla sentenza, che arriva la richiesta di varare una commissione parlamentare d’inchiesta proprio su questo. La chiedono un po’ tutti i suoi fedelissimi. In aula parla il capogruppo Alessandro Cattaneo e sono parole posate ma durissime: “Il gruppo di Forza Italia esprime l'amara soddisfazione per l'ennesima assoluzione di Silvio Berlusconi nel processo Ruby ter: è la 135esima assoluzione su 136 processi. Si chiude un altro cerchio di veleno che ha intossicato la vita politica del Paese con una persecuzione giudiziaria e mediatica inaccettabile. Anni di ingiustizie affrontate sempre a testa alta si concludono come era giusto che fosse: con un'assoluzione piena, inequivocabile. Giustizia è fatta ma un dato resta: la riforma della giustizia è quanto mai urgente e Forza Italia lavorerà per portarla a compimento”. Torna quindi in primo piano la proposta di istituire una commissione “sull'uso politico della giustizia”. Si parla di marzo come data per l’approvazione del disegno di legge istitutivo che, come si sottolinea in Forza Italia, “non è stato presentato oggi ma all’inizio della legislatura. E’ chiaro che l’assoluzione di oggi (per quanto per motivi tecnici, le ragazze oggetto della corruzione non potevano essere testi ndr) ha accelerato un po’ tutto. Il presidente della Commissione Giustizia della Camera, l’azzurro Ciro Maschio, la mette in primo piano sulla scrivania.  “La richiesta formale in Aula del capogruppo Cattaneo ha senz’altro impresso un'accelerazione. Ora concorderemo una data, compatibilmente con le agende delle due commissioni, ma penso che già entro i primi di marzo potrà essere messo in calendario”.

Negli stessi minuti in cui il suo gruppo parlamentare lavorava sulla Commissione parlamentare, Silvio Berlusconi ha affidato a poche righe sui social la sua soddisfazione, non senza togliersi qualche sassolino dalle scarpe. “Sono stato finalmente assolto dopo più di undici anni di sofferenze, di fango e di danni politici incalcolabili, perché ho avuto la fortuna di essere giudicato da magistrati che hanno saputo mantenersi indipendenti, imparziali e corretti di fronte alle accuse infondate che mi erano state rivolte”. Sottotesto: “Non come quelli che mi hanno condannato per frode fiscale portando alla mia decadenza politica”. In poche righe ci sono le “ragioni” che si leggono nel testo della legge istitutiva della Commissione d’inchiesta. Su cui però in serata sarebbe arrivata la frenata di  Giorgia Meloni che ha gioito con l’alleato per l’assoluzione ma non vorrebbe aprire un fronte di scontro con la magistratura. 

La Commissione Covid

Il fascicolo è affidato ad un altro fedelissimo della premier, quel Galeazzo Bignami, nominato viceministro ai Trasporti e diventato famoso perchè qualche anno fa si travestì da gerarca nazista. Pare fosse Carnevale. Bignami ha chiesto più volte scusa ma quella sua foto continua a girare sul web.  Secondo Bignami, appunto, “a primavera la Commissione deve assolutamente partire. Dobbiamo capire cosa è accaduto tra il 2020 e il 2022 e approfondire”. Il viceministro ha anche aggiunto di non essere disponibile “a mettere un perimetro temporale, come qualcuno voleva fare. Dobbiamo indagare per bene e fare chiarezza su tutto: dall'assenza del piano pandemico ai verbali secretati, dalla carenza dei dispositivi alla gestione delle mascherine alle cure domiciliari negate. E non possiamo dimenticare quello che è successo in Val Seriana”.

In Parlamento, tra i gruppi di minoranza e soprattutto i 5 Stelle, aleggia forte il dubbio che dietro la Commissione ci sia soprattutto “la volontà politica di andare a colpevolizzare i governi precedenti, che hanno comunque gestito bene la pandemia di Covid in una situazione difficilissima, che il nostro Paese non aveva mai conosciuto”. Anche perchè, aggiungo, “perdere tempo, soldi e risorse su questo tema quando le emergenze della sanità, sembra veramente strumentale a fini politici”. Ufficialmente però nessuno, meno che mai il Pd, ha preclusioni e contrarietà. La presidenza dovrebbe andare al Terzo Polo. “Se si vuole fare un lavoro serio servono i dati e le analisi - ha detto Ilenia Malavasi del Pd -  ma questi dati mancano e viene il sospetto che ci sia solo la volontà politica di aprire una discussione in un momento in cui il Governo ha sdoganato i medici no-vax, di dare vita a una Commissione d'indagine su alcune questioni coprendone altre”.

Commissioni parlamentari d’inchiesta per mettere l’avversario politico in ogni modo alla gogna. Non sembra l’approccio migliore. Pur sapendo che errori ne sono stati fatti e molti in quei terribili mesi della pandemia. Ma nessuno all’epoca poteva avere la ricetta perfetta.

Il mistero di David Rossi continua

Un altro fedelissimo di Meloni, il deputato Walter Rizzetto ora presidente della Commissione Lavoro, ha a cuore un’altra Commissione parlamentare d’inchiesta, quella su David Rossi. Giusto ieri ha annunciato che “la commissione monocamerale di inchiesta per la morte di David Rossi tornerà presto. I lavori procedono molto celermente, ne sono pienamente soddisfatto. Oggi nelle commissioni riunite Giustizia e Finanze abbiamo superato la fase emendativa e la prossima settimana sarà scelto il relatore per l'aula, dove confido che il provvedimento possa arrivare molto presto. Sulla morte di David Rossi restano ancora delle opacità e la commissione di inchiesta è uno degli strumenti più idonei per provare a fare luce. Termineremo, nella fase iniziale dei lavori, l'audizione dei soggetti che non è stato possibile sentire la scorsa legislatura”. La precedente Commissione concluse, parzialmente, inviando a Genova gli atti relativi al comportamento di tre magistrati senesi. 

 

Claudia Fusanidi Claudia Fusani   

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