[il caso] I commissari calabresi, lo streaming a sua insaputa e la nuova agenzia di 007: per Conte una legge di Bilancio piena di imprevisti 

La manovra, in ritardo di un mese, è di 38 miliardi. A breve nuovo scostamento di bilancio di circa venti miliardi. In Calabria il premier nomina un tandem di commissari: Gaudio e Strada, ma uno è indagato e l’altro non ci sta. Bombardieri (Uil) riprende in streaming l’incontro Conte-sindacati. Torna il vizietto degli 007: anche in questa legge una norma sulla cyberintelligence. Il Pd annusa e va in pressing per il rimpasto, una squadra più forte e un’agenda più chiara

Il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte
Il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte

 

Il Consiglio dei ministri ha approvato la legge di bilancio. Dopo un mese, quattro Dpcm, la pandemia che corre e due decreti Ristori in attesa del terzo. Con un ritardo mai visto, il testo cresciuto fino a contare 236 articoli, arriverà tra oggi e domani in Parlamento e dovrà essere approvato entro la fine dell’anno. Si sa già che lo potranno lavorare ed emendare solo i deputati. Non ci sarà il tempo della doppia lettura. È la legge già importante dello Stato, il pilastro di tutta l’azione di governo. Ma questo, si sa è un anno speciale. Anche la tradizionale e necessaria conferenza stampa è stata surrogata da una dozzina di post via Facebook dove ciascun ministro ha decantato le misure approvate. Il ministro economico Roberto Gualtieri la definisce “fortemente orientata alla crescita, all'occupazione, alla coesione sociale, con un focus particolare sui giovani, le donne e il Mezzogiorno”. Una legge che punta a “realizzare una ambiziosa trasformazione dell'Italia nella direzione dell'innovazione, della sostenibilità, della coesione, dell'equità e del lavoro”. 

Lo scostamento

Tutto questo ha un valore di 38 miliardi, gli stessi previsti un mese fa quando il Covid non era ancora emergenza. Sono aumentati gli articoli ma non il plafond. C’è da chiedersi perchè, allora, tanta attesa. La risposta è contenuta in una parola sola: rinvio.  Dopo lunghe discussioni, non indolori per le varie anime della maggioranza, Gualtieri ha “vinto” tenendo fermo il budget dello stato a 38 miliardi. Ma è una cifra “fasulla”. Lo stesso ministro durante la riunione ha spiegato che “la manovra potrà essere potenziata con nuovo scostamento di bilancio a seconda dell’intensità della seconda ondata”. Dopo quindi, in corso di conversione, quando sarà chiaro fino a che punto l’Italia andrà in lock down (da domani solo quattro Regini restano gialle, 10 sono rosse, sette arancioni) e quanto peseranno i ristori per le aziende e le attività costrette a chiudere. Si parla di uno scostamento (ulteriore deficit) per circa 20 miliardi che andranno a pesare, ovviamente, sul 2021. 

Tra notizie, smentite, gaffe e gag 

La parola chiave, ancora una volta, è rinvio. E il solito rosario di punti interrogativi e variabili. Tante. Troppe: deve essere riscritta la Nadef 2020, la legge di bilancio 2021 e il decreto Ristori ter. Se dovesse arrivare. Da qui l’ennesima giornata di rinvii dopo altre giornate di rinvii. 

Ma non è solo qui che si misura la fatica del governo.  Il Consiglio dei ministri, convocato alle 12 e 30, è iniziato alle 16 e 30 ed è terminato intorno alle 18. Da quel momento inizia un carosello di notizie, smentite, gaffe e gag tragicomiche. Più amare che divertenti. La fotografia di un paese impantanato e non causa Covid. 

I commissari calabresi

Tra le varie cose il Consiglio dei ministri nomina a sorpresa un nuovo commissario per la Sanità calabrese. Si tratta dell’ex - è appena andato in pensione - rettore della Sapienza Eugenio Gaudio, medico, originario di Cosenza, ha guidato l’ateneo della Capitale fino a due settimane fa. E’ il terzo commissario in una settimana. E anche questo potrebbe durare poco.

Ieri nella riunione del Consiglio dei ministri sono state accettate “con amarezza” le dimissioni del manager della Sanità Giuseppe Zuccatelli che sabato scorso era subentrato ad un altro commissario, il generale dell’Arma dei carabinieri Saverio Cotticelli che, pur essendo commissario, non sapeva di dover organizzare il Piano Covid in regione. Cotticelli è durato due anni. Zuccatelli una settimana. Il web ha riconsegnato due video in cui i manager disse che “le mascherine non servono a nulla” e che “per trasmettere il virus ci si doveva baciare in bocca 15 secondi…”.  Battute infelici dette a giugno quando il virus sembrava essere un ricordo. Il problema è che Zuccatelli era stato anche candidato per Liberi e Uguali due anni e vanta un rapporto antico con Bersani che, si sa, è il mentore di Speranza. Inevitabile che finisse così. Non è detto che vada meglio al terzo tentativo.  Eugenio Gaudio è rettore, medico e calabrese, l’uomo giusto al posto giusto, si direbbe. Peccato che il Professore risulti indagato dal 2019 in un’inchiesta su presunte irregolarità su concorsi accademici a Catania anche se la sua posizione è in via di archiviazione. I 5 Stelle hanno già fatto sapere che non se ne parla proprio, “uno indagato mai”. Ma il bello deve ancora venire. Palazzo Chigi ha confermato che in tandem con Gaudio lavorerà con un ruolo ancora da definire Gino Strada spinto con furore dal Movimento 5 Stelle e dalle Sardine. Peccato che proprio ieri sera Gino Strada ha comunicato su carta intestata Emergency che “non esiste alcun tandem o ticket con Gaudio. Io sono disponibile ma dobbiamo ancora definire per che cosa e in quali termini”.  La faccenda dovrebbe essere chiarita oggi in qualche modo. Ieri sera non c’è stato tempo. 

Lo streaming all’insaputa di Conte

Infatti, mentre fioccano gli avvocati in difesa di Gaudio (“sarà presto archiviato”) e i comunicati di Strada e le diffide dell’europarlamentare M5s Corrao (“un indagato che diventa commissario, impossibile”), Conte e Gualtieri sono  in riunione da remoto con i sindacati che minacciano lo sciopero. Tra i motivi, lo stop alle assunzioni nella pubblica amministrazione (in effetti in questo momento non è quello il settore in sofferenza). La riunione, dedicata a discutere la legge di Bilancio e le richieste dei sindacati, inizia tre ore in ritardo, alle 20 invece che alle 17. E dopo che i vari ministri hanno spiegato con dettagli la manovra sui rispettivi social. La ministra per la Funziona pubblica Dadone ha bollato come “irricevibili le istanze dei sindacati”, vere e proprie “intimidazioni”. Quando Conte appare sui monitor della riunione a distanza, Landini (Cgil), Furlan (Cisl) e Bombardieri (Uil) contestano metodo e merito. “La manovra è approvata, bollinata e spiegata in giro sui vari social. Alla fine arriviamo noi, un po’ tardi Presidente…”. E qui viene il bello. Perchè Conte non sa in quel momento di essere in diretta streaming sul canale Facebook della Uil. Dalla diretta si vede Conte che si allontana dal tavolo per una telefonata “urgente”. “Se è Trump ce lo saluti” scappa detto a Bombardieri. Un paio di minuti, forse tre.  Poi torna e chiede: “Scusi Bombardieri ma lei sta facendo una diretta streaming?”. Eh sì Presidente, ha spiegato il leader della Uil, “dopo tre ore di attesa e i commenti sui social dei suoi ministri, ci pare il minimo. Comunque durante la sua attesa ho informato i suoi ministri”. L’incontro si chiude nei fatti qua. In attesa di altri segnali. 

Resta un dato psicopolitico: Lo streaming ad insaputa di Conte fa il paio con gli sberleffi pubblici per le lettere su Babbo Natale e per un’altra lettera, questa volta a Repubblica, per garantire che “non è vero che durante l’estate il governo non ha lavorato, anzi”.  Significa che Conte non è più un intoccabile. Ha perso dieci punti nei sondaggi e sta mostrando qualche fragilità inedita in questi quattordici mesi di governo giallo-rosso. 

E spunta una nuova agenzia di cyber intelligence

Ma Conte non deve avvertire alcuna fragilità visto che non lesina azzardi. Come quello previsto all’articolo 104 della legge di bilancio. Si chiama ICC, Istituto Italiano della cybersicurezza, e ha lo scopo di “promuovere e sostenere l'accrescimento delle competenze e delle capacità tecnologiche, industriali e scientifiche nazionali nel campo della sicurezza cibernetica e della protezione informatica, nonché di favorire lo sviluppo della digitalizzazione del Paese, del sistema produttivo e delle pubbliche amministrazioni in una cornice di sicurezza”.  La nuova agenzia avrà a disposizione 10 milioni (dovevano essere 210 e Mollicone di Fratelli d’Italia si chiede “dove siano finiti quei soldi”) e tra i fondatori ci sono il presidente del Consiglio dei ministri, i ministri che partecipano al Comitato interministeriale per la Sicurezza della Repubblica e il ministro dell’Università. Il braccio operativo di Conte sarà il Dis dove a breve dovrebbe approdare Marco Mancini, ex Sismi, coinvolto e poi coperto dal segreto di Stato nei processi Abu Omar e Telecom.

Ora al di là della necessità strategica di questa agenzia (ci provò anche Renzi ma fu respinto come un sol uomo) non si capisce perchè debba nascere nell’ambito della legge di bilancio di un anno così disgraziato. I 5 Stelle sono felici. Il sottosegretario alla Difesa Tofalo, uno cui piace “giocare” con l’intelligence, ieri era entusiasta. “E’ un'ottima notizia per l'intero comparto- ha rivendicato - Un passo in avanti nella promozione e diffusione della cultura della sicurezza cibernetica e quindi nazionale”. Appunto, in linea teorica sarà anche la cosa più bella e utile al mondo. Perchè allora farla passare quasi di nascosto nella legge di bilancio? Il fatto è che non solo le opposizioni ("questa deve essere una legge di iniziativa parlamentare e ne deve discutere il Copasir”) ma anche il Pd è contrario. “In Parlamento ci sono molte perplessità su questa agenzia, dobbiamo sicuramente coinvolgere anche le opposizioni e comunque in questa fase è improprio che Tofalo si gonfi il petto. Qui può palare solo Conte” ha detto Carmelo Miceli (Pd). E’ la seconda volta che il premier “gioca a fare lo 007”. Ci aveva già provato, e c’era riuscito, durante l’estate infilando la proroga dei vertici degli 007 in uno dei tanti decreti Covid. Anche allora c’era di mezzo Tofalo. 

Torna il pressing del Pd 

Le leggi di bilancio non sono mai semplici. Questa comincia tra mille difficoltà, incidenti e incomprensioni. La pandemia sta logorando l’esecutivo che non riesce a dare la sensazione di fare, di portare avanti i dossier, di far vedere che c’è un progetto per il dopo Covid. E anche il progetto giusto per fronteggiare la crisi sanitaria. I vertici del Pd sono consapevoli di questa debolezza intrinseca del governo. Figlia di una maggioranza nata dalla necessità. E ora che ogni ipotesi di scissione del Movimento è stata sepolta dalla macchina della propaganda 5Stelle (con buona pace di Di Battista), temono quasi che il Movimento voglia continuare a dettare legge con la complicità di Conte. Tutto questo però manda all’aria i progetti del Pd che cerca da qualche mese un rimpasto che non va inteso come occupazione di poltrone ma come creazione di una squadra in grado di fronteggiare il presente e soprattutto il futuro e di gestire i 209 miliardi del Next generati eu.

Con questi “occhiali" va letta la lettera di Goffredo Bettini teorico e suggeritore del Pd dai tempi di Veltroni pubblicata ieri da Il Corriere della sera. Tenendo prioritari la tutela della vita e il sostegno economico delle parti più colpite della società italiana, il king maker del Pd nella fase Zingaretti ha scritto che “è giunta l’ora di chiamare al governo le energie migliori e necessarie per competenza forza politica” e che nel fare questo “è necessario raccogliere subito il segnale di Forza Italia”. “Non si tratta – scrive Bettini – di rinunciare ognuno alla propria identità”, bensì di “praticare tutte le vie possibili per raccogliere con generosità i contributi delle forze politiche consapevoli e democratiche che sinceramente intendono dare una mano”. 

Alleanza anti Covid

È l’apertura più concreta e vigorosa fatta nelle ultime tre settimane da quando l’emergenza sanitaria è tornata primaria e il Capo dello Stato, e poi Veltroni, Casini e molti altri hanno chiesto di portare avanti l’alleanza anti Covid. E’ proprio la legge di bilancio “tutt’uno col governo concreto della pandemia”il banco di prova indicato da Bettini per tentare l’approdo all’unità di azione “dentro questa tempesta”. Da Forza Italia hanno risposto subito Renato Brunetta e la capogruppo Maristella Gelmini. Brunetta insiste su questo tasto da settimane, “scriviamola insieme, nominiamo due relatori, uno di maggioranza e uno di opposizione”. Il Pd dunque vuole raccogliere la mano tesa di Forza Italia. E vuole farlo subito e con decisione.

I 5 Stelle restano spiazzati. “Collaborare non vuol dire scrivere la legge più importante dello Stato con le opposizioni” ha tagliato corto Vito Crimi. Non c’è dubbio che il coinvolgimento di Forza Italia sarebbe per il Pd la soluzione anche per altri fronti aperti. Il tema del rimpasto è sul tavolo da tempo per avere una squadra più idonea a gestire le sfide del Recovery fund. A ragionare sul Mes e su 36 miliardi che ci servono da morire. Il pressing a fare e fare bene arriva anche da Bruxelles dove sono preoccupati per la gestione italiana di quei fondi. Ecco che perchè anche a Conte conviene non ostacolare troppo il progetto del Pd.