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[Il retroscena] La panda è salva, ecco come cambia la tassa sull’auto. E reddito di cittadinanza ridotto a chi ha una casa

Nuovo scontro tra Luigi Di Maio e Matteo Salvini sull’eco-tassa per le macchine nuove in base a quanto inquinano. La Lega ottiene che vengano esentate dagli aggravi le utilitarie e i tecnici sfilano i seimila euro di incentivo per le super car elettriche. Vertice per la nuova Manovra che sarà votata dal Senato. Quota 100 e reddito di cittadinanza costeranno 4 miliardi in meno, ma la riforma delle pensioni non sarà generale: previste “finestre mobili”. L’M5s rinuncia a qualcosa sul reddito di cittadinanza: “200 euro in meno a chi ha la casa di proprietà, chi ne ha due potrebbe non prendere nulla”

[Il retroscena] La panda è salva, ecco come cambia la tassa sull’auto. E reddito di cittadinanza ridotto a chi ha una casa

Sulle dimensioni della manovra ha vinto la Lega: costerà 4 miliardi in meno. Sull’eco-tassa per le automobili, invece, il Movimento 5 stelle. Perché, nonostante la frenata di Matteo Salvini e l’imbarazzo di Luigi Di Maio, anche la “nuova” legge di Bilancio, quella che prenderà forma al Senato, conterrà il balzello. Già ieri mattina, prima che il premier Giuseppe Conte convocasse i due vice premier e il ministro dell’Economia Giovanni Tria a Palazzo Chigi, il titolare dei Rapporti col Parlamento Riccardo Fraccaro aveva cominciato a ragionarci insieme ai due sottosegretari al Tesoro Laura Castelli e Massimo Garavaglia e con i tecnici del Mef.

L’eco-tassa non scompare ma cambia

“Secondo me le auto nuove fortemente inquinanti, non quelle già in possesso degli italiani, vanno fortemente disincentivate. Se lo Stato favorisce l’acquisto di quelle più ecologiche, i prezzi di queste ultime scenderanno”, prevede il capo politico pentastellato in tv. L’eco-tassa non scompare, dunque, ma cambia. Dopo l’ammissione che  sarebbe andata a colpire anche le utilitarie e la gaffe della sottosegretaria pentastellata che invitava a comprare la Panda 1000,  l’imposta  per chi acquista una macchina inquinante e l’incentivo per chi acquista un’auto ecologica sono stati rimodulati.

Il modello “bonus-malus eco”

L’emendamento attorno al quale sta ragionando il governo prevede che l’acquirente di un’auto nuova - vale anche per gli affitti lunghi - pagherà un’imposta parametrata sui grammi di biossido di carbonio emessi sopra i 110 CO2 g/km.  Il modello al quale si ispirano i gialloverdi è quello del “bonus-malus eco” in vigore in Francia da qualche tempo. La nuova tassa entrerebbe in vigore  dal 1° gennaio 2019 e fino al 31 dicembre 2021 e prevede una serie di scaglioni di imposta in base al livello di inquinamento causato dal mezzo. La versione iniziale prevedeva  150 euro tra 110-120 C02 g/km; 300 euro tra 120-130 C02 g/km; 400 euro tra 130-140 C02 g/km; 500 euro tra 140-150 C02 g/km. E ancora: 1.000 euro tra 150-160 C02 g/km; 1.500 euro tra 160-175 C02 g/km; 2.000 euro tra 175-190 C02 g/km; 2.500 tra 190-250 C02 g/km; 3mila euro per emissioni superiori a 250 C02 g/km. L’ultima versione del provvedimento, che modifica sensibilmente le regole approvate alla Camera, elimina invece la tassa per le cilindrate più basse, mettendo dunque al riparo dal rincaro le piccole utilitarie. La Panda è salva, insomma. Fin qui il “malus”.

Fino a seimila euro di sconto per i veicoli elettrici

Ma l’altro aspetto della norma che, secondo il segretario politico pentastellato, serve a “risolvere il problema dell’inquinamento che esiste soprattutto al Nord”, prevede anche generosi incentivi per chi acquista nuovi veicoli amici dell’ambiente. Si arriva fino a seimila euro di sconto sul prezzo di acquisto per i veicoli totalmente elettrici, che dichiarano “emissioni tra 0-20 C02 g/km”, a tremila per le auto ibride  e a 1500 per quelle a metano. Nel riformulare il testo, però, qualcuno ha sollevato il problema supercar. Perché, se un tempo supercar era sinonimo di superinquinanti, da qualche anno le cose non stanno più così. Gli stessi tecnici del Ministero hanno rilevato che, estendendo a tutte le utilitarie la no tax area, il gettito dell’eco-tassa sarebbe diminuito sensibilmente,  e per questa ragione stanno studiando il modo di escludere dagli incentivi le supercar elettriche come per esempio i diversi modelli di Tesla. Il risultato, altrimenti, si sarebbe prestato a polemiche: con uno Stato che tassava le city car e incentivava invece l’acquisto di “mostri” da 250 cavalli. Oltretutto, i tecnici del Senato hanno sollevato alcune obiezioni. “Andrebbe valutata l’opportunità di individuare una clausola di salvaguardia da attivare nel caso in cui gli aventi diritto possano vantare un ammontare complessivo di crediti d’imposta superiori al tetto di spesa”, scrivono nella relazione tecnica. Il governo ha infatti stimato nella legge di Bilancio, come conseguenza del provvedimento, un “incremento del 70% delle immatricolazioni delle auto ecologiche”.

Niente nuove tasse su casa, risparmi e auto

Questa impennata comporterebbe un ammontare complessivo degli incentivi di circa 371,48 milioni euro per il triennio, “ben al di sopra degli indicati 300 milioni di euro posti come limite di spesa”. Ma la battaglia non è conclusa del tutto.  Anche per questo, il leader della Lega ha sentito il bisogno di fare una precisazione: “Posso assicurare che non ci saranno tasse sulle tre cose che stanno più care agli italiani: la casa, i risparmi e l’auto, così mettiamo un punto dopo giorni in cui ci sono state polemiche”.

Taglio delle “pensioni d’oro”

Lo stesso si può dire per il taglio delle “pensioni d’oro” annunciato dall’altro vicepremier, una misura sulla quale si registra da sempre una ferma opposizione dei leghisti. La soluzione sta in una misura temporanea. M5s e Lega chiederanno innanzitutto il blocco degli adeguamenti per gli assegni fino a 150 mila euro lordi e poi, gradualmente, metteranno in campo tagli graduali fino al 40%, ma soltanto per le fascia di reddito superiore ai 500 mila euro, che è decisamente poco diffusa. Si assottigliano anche i margini per il reddito di cittadinanza. “Agiamo sulla prima casa: per chi è proprietario di prima casa il reddito verrà decurtato di 200-280 euro. Chi ha due case vedrà sicuramente il suo Isee schizzare in alto e probabilmente non accederà al reddito di cittadinanza”, ha ammesso il ministro dello Sviluppo economico. L’assegno sarebbe erogato da marzo-aprile e alle imprese che assumono chi accede al beneficio andrebbero tra 3 e 6 mensilità.

Battaglia più dura su quota 100 e reddito di cittadinanza

Tra le misure ancora da rifinire anche il mini taglio del cuneo fiscale, con la riduzione di 600 milioni delle tariffe Inail, l’aumento della deducibilità dell'Imu sui capannoni, che salirà dal 40% dopo essere stato stabilito al 50% alla Camera, e il pagamento di debiti arretrati dello Stato per 30 miliardi per il tramite della Cassa depositi e prestiti. La partita più delicata, però, è quella che si svolge in commissione Bilancio al Senato e che riguarda quota 100 e reddito di cittadinanza. A Montecitorio erano stati stanziati per le due misure 16 miliardi, ma nel governo sono convinti di riuscire a spenderne 4 di meno. Il “trucco” dovrebbe essere quello di non riformare il sistema tout court, ma di prevedere finestre variabili per i pre pensionamenti parametrate alla luce dello stato dei conti e del numero delle adesioni. Il premier cercherà di ottenere qualcosa di più dall’Ue. Il mandato di M5s e Lega è far scendere il deficit non oltre il 2,1%, ma il premier dovrebbe portare due piani b che prevedono il 2% e l’1,9% nel rapporto deficit/Pil.

Paolo Emilio Russodi Paolo Emilio Russo, giornalista parlamentare   

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