Collegio Roma, Conte verso il no. Pd lavora su Furlan o Gasbarra

Collegio Roma, Conte verso il no. Pd lavora su Furlan o Gasbarra
di Askanews

Roma, 6 dic. (askanews) - "Ma non so spiegarti/che il nostro amore appena nato/ è già finito": il capolavoro di Ennio Morricone, Maurizio Costanzo e Gaetano De Chiara, cantato da Mina, sembra scritto apposta per la vicenda della candidatura di Giuseppe Conte nelle elezioni suppletive per la Camera. Il leader del Movimento 5 stelle avrebbe dovuto correre nel collegio di Roma 1, per il seggio lasciato libero dal nuovo sindaco della Capitale, Roberto Gualtieri. Alle 18 l'ex presidente del Consiglio scoprirà le sue carte in una conferenza stampa alla Camera ma il clima nei palazzi della politica sembra indicare che l'ipotesi è già tramontata.In giornata si fa sentire soprattutto il fuoco di sbarramento sollevato da Italia viva, a partire dal suo leader Matteo Renzi: "Se il Pd candida Conte, la candidatura riformista noi la troveremo in ogni caso ma non sarà Giuseppe Conte". "Oggi gli estremisti guidano i partiti di maggioranza, vedi il caso delle suppletive di Roma con Conte che comanda Letta", è il commento di Davide Faraone, capogruppo di Iv al Senato. Sulla stessa lunghezza d'onda Carlo Calenda: in quelle zone di Roma la sua lista alle recenti elezioni comunali ha fatto il pieno e lo stesso candidato sindaco ha raccolto i consensi si quasi un terzo degli elettori.L'europarlamentare fa sapere di essere pronto a candidarsi contro Conte e accusa: "Il Pd e Enrico Letta non hanno alcuna intenzione di trovare intese neanche in un collegio dove noi siamo la prima lista con il 31%. Da settimane chiedo un confronto senza pregiudiziali. Nessuna risposta. Quello che gli interessa sono sempre e solo i 5S. Peccato". Chi lo conosce bene sottolinea il fatto che comunque anche leggere sui giornali i nomi degli eventuali candidati alternativi a Conte, interni al Pd, non è piaciuto affatto a Calenda.C'è anche la campana opposta, quella di Loredana De Petris di Liberi e Uguali, secondo la quale la candidatura dell'ex premier "rafforzerebbe significativamente la costruzione di quella coalizione politica e dotata di un progetto comune alla quale stiamo dando vita". Ma è lo stesso Conte a far filtrare, a metà giornata, dopo qualche "perplessità", una indiscrezione che va oltre: "Ora è più un no", dicono i suoi. Dal Pd romano si limitano a ricordare che è stato Nicola Zingaretti il primo a costruire un'alleanza con i 5 stelle, ma che su Conte "è più una decisione che spetta al nazionale, a Enrico Letta e allo stesso Conte". Mentre in ambienti vicini al Nazareno tagliano corto spiegando che "Conte non aveva mai dato la sua disponibilità".Solo Conte potrà chiudere il capitolo e lo farà probabilmente a breve nella sua conferenza stampa, ma secondo quanto filtra da fonti parlamentari dem il Pd è pronto a lavorare a un candidato unitario con i centristi: potrebbe essere Annamaria Furlan, ex segretaria della Cisl poi "ingaggiata" da Letta nella squadra dei sei "esterni" al Pd che compongono l'Osservatorio degli indipendenti delle Agorà democratiche. In alternativa si fa il nome di Marco Bentivogli, ex segretario dei metalmeccanici Cisl, poco amato in area Pd anche perché considerato troppo vicino a Renzi. A quel punto più facile che il Pd si orienti, dicono, su Maurizio Gasbarra: già presidente della Provincia di Roma, vicesindaco della Capitale, deputato ed eurodeputato. Con l'impegno dei 5 stelle a riprodurre lo schema delle recenti suppletive che ad esempio hanno riportato in Parlamento, dal collegio di Siena, il leader dem Letta. Una desistenza di fatto, senza nessun candidato stellato a disturbare la corsa dell'uomo del Nazareno.