[Il punto] Sciopero per il clima, politica quasi assente: poche le iniziative di legge. Chi sono i più ambientalisti

Nel giorno del #fridayforfuture alla sbarra la politica italiana. Il governo stanzia 11 miliardi per il dissesto idrogeologico e il ministro Costa porta il "manager verde" dentro la Pa. Disegni di legge depositati contro la plastica usa e getta e per la mobilità sostenibile

[Il punto] Sciopero per il clima, politica quasi assente: poche le iniziative di legge. Chi sono i più ambientalisti

Anche il presidente della Repubblica Sergio Mattarella è sceso in campo per difendere le ragioni dell'ambiente, mentre sulle strade di tutti il mondo si davano appuntameno studenti e giovani rispondendo all'appello lanciato dalla quindicenne svedese Greta Thunberg. Da giorni non si parla d'altro che del #fridayforfuture, lo sciopero globale per il clima, che ha l'obiettivo di spingere i governi ad aggiornare le proprie agende politiche sul capitolo ambiente. L'Italia è uno di quelli che più hanno abdicato sul tema. Inutile negarlo: la crisi economica ormai atavica restituisce poco appeal alle tematiche ambientali. Eppure l'urgenza di prendere misure di sostenibilità ambientale chiama in causa anche l'Italia. Se l'Onu denuncia che un morto su 4 nel mondo è vittima dell'inquinamento, è bene non dimenticare che una delle zone più compromesse d'Europa, la Pianura padana, è roba nostra. E tutto questo mentre il passaggio dalle fonti fossili alle fonti energetiche alternative resta una manifestazione d'intenti ancora lontano dall'essere realizzata. 

La politica si gira dall'altra parte

Il Parlamento del resto non è particolarmente impegnato nella realizzazione di atti normativi che virino il timone dell'economia nazionale verso uno sviluppo sostenibile. Il governo Conte - diamogliene atto - ha stanziato con il decreto "proteggi Italia" 11 miliardi di euro in un arco pluriennale (i primi tre messi a sistema nel 2019) per la realizzazione di opere che prevedano e contrastino il dissesto idrogeologico, grande problema italiano accelerato proprio dagli effetti spesso devastanti dei cambiamenti climatici.

Il ministro dell'Ambiente Costa ha anche annunciato pochi giorni fa il deposito del disegno di legge "Cantiere Ambiente", che prevede la realizzazione di nuclei operativi regionali e l'istituzione della figura del "manager verde" (green manager) a cui spetterà "l'implementazione ambientale nella pubblica amministrazione", aggiungendo che presenterà "al Consiglio dei ministri il mio disegno di legge 'Salvamare' per far sì che i pescatori possano raccogliere e portare a terra la plastica pescata al largo, visto che adesso non possono farlo". Ma il decreto prevede anche il divieto di vendita di plastica monouso a partire dal 2020. Misure che tracciano una strada precisa.

Anche il Pd del neo segretario Nicola Zingaretti prova a mettere in campo il suo programma in 5 punti improntato allo "sviluppo sostenibile", mentre il sindaco di Parma Federico Pizzarotti lavora a un progetto elettorale per le prossime europee con i Verdi. 

Poco impegno per l'ambiente

Spostandoci sulle proposte di legge già in Parlamento, si notano poche iniziative dedicate all'ambiente. Il Sole 24 Ore certifica che i testi sul tema sono solo il 4 per cento del totale, che equivalgono a 110 proposte di legge su circa 2.800 censiti fino al 7 marzo. A vincere la palma di forza politica più ambientalista è il Movimento 5 Stelle che ha firmato 30 disegni di legge sul totale. A seguire il Pd con 19, mentre sono 16 quelli di Forza Italia e 12 quelli di Leu. Non mancano alcune iniziative di partiti evidentemente meno sensibili: Fratelli d'Italia che ne firma sette e la Lega 5. 

Gli interventi più importanti riguardano quelli per la riduzione dell'utilizzo della plastica usa e getta "per tutelare gli ecosistemi terrestri e marini", contenuti in alcuni dei provvedimenti targati 5 Stelle, e per l'uso condiviso di auto e biciclette. Il Pd propone lo sviluppo di spazi verdi negli strutture scolastiche, ma anche l'istituzione della "giornata nazionale del risparmio energetico". E si capisce quanto sia fondamentale il concetto del risparmio e dell'abbassamento dei consumi in un discorso che sia veramente ambientalista. Leu propone invece "il divieto di utilizzazione dell'olio di palma e della soia nel processo chimico per la produzione dei biocarburanti, dei bioliquidi e dei combustibili da biomassa".

Anche alcune Regioni stanno lavorando in questa direzione. A ben vedere grazie a un asse inedito tra M5Stelle e Pd. Così in Piemonte crescono le aree protette - che arrivano a 200 mila ettari - e in Emilia Romagna vengono assunte in Consiglio una serie di misure per ridurre le microplastiche.