Centrodestra si riscopre coalizione: uniti su Colle e no proporzionale

Centrodestra si riscopre coalizione: uniti su Colle e no proporzionale
di Askanews

Roma, 20 ott. (askanews) - Un vincolo di coalizione sull'elezione del prossimo Presidente della Repuubblica, incontri settimanali tra i leader per azioni parlamentari "condivise", e soprattutto il no deciso al cambiamento della legge elettorale in senso proporzionale. Il centrodestra reagisce così alla sconfitta elettorale delle amministrative, cercando di riaffermare l'unità in tutti gli ambiti in cui Fi, Lega e FdI non sono divisi dal sostegno al governo Draghi.Il comunicato congiunto diffuso al termine del vertice tra Matteo Salvini, Giorgia Meloni e Silvio Berlusconi, che per l'occasione è tornato a Roma dopo diversi mesi di assenza, parla di clima collaborativo e cordiale, e assicura che nonostante la diversa collocazione il centrodestra "intende continuare a lavorare come coalizione". La prima conseguenza è la "indisponibilità a sostenere un cambiamento della legge elettorale in senso proporzionale". La seconda è che nella partita per il Quirinale i tre partiti intendono muoversi insieme e fare blocco: "Il centrodestra voterà compatto; e siccome su mille persone che voteranno quattrocentocinquanta oggi sono di centrodestra, qualunque scelta da qua dovrà passare. E ci sarà un voto compatto di tutti i parlamentari del centrodestra, questo è poco ma sicuro", afferma Salvini dopo il vertice.Un risultato che soddisfa anche Fratelli d'Italia, i primi a chiedere l'incontro tra i leader: "Su tutti i temi che non riguardano strettamente il governo, oltre alla legge eelttorale pensiamo a Ius soli o ddl Zan ad esempio, o anche sui temi del nostro programma elettorale, c'è l'impegno a concordare le azioni parlamentari", sottolineano da via della Scrofa.Ma proprio nel giorno in cui il centrodestra si rilancia come coalizione, esplode in Forza Italia il caso Gelmini. Alla riunione del gruppo Camera per eleggere il nuovo presidente, la ministra per gli Affari Regionali è stata protagonista di un duro sfogo contro il "cerchio magico" che "non racconta tutta la verità a Berlusconi", e contro una linea politica "al traino degli alleati", invocando una maggiore autonomia degli azzurri rispetto a FdI e Lega. Uno sfogo che ha "infastidito" Berlusconi, spiegano da Fi, sottolineando che "la linea politica l'ha decisa il presidente: è venuto a Roma, ha firmato il comunicato congiunto. Il problema è di chi eventualmente non è d'accordo con il presidente".