Castelli: "Da gennaio pensioni a 780 euro e identità digitale. Il reddito? Ce lo copia anche Macron"

La vice ministra dell'Economia anticipa le misure che prenderanno il via dal prossimo anno. Previste anche misure contro il nero

Castelli: 'Da gennaio pensioni a 780 euro e identità digitale. Il reddito? Ce lo copia anche Macron'
TiscaliNews

Il reddito di cittadinanza si farà nel 2019, "come promesso. Partiremo il primo gennaio con le pensioni di cittadinanza, portando le minime a 780 euro. Intanto ci occuperemo della riforma dei centri per l'impiego. Abbiamo calcolato che ci vogliono 3-4 mesi. Successivamente partirà il reddito di cittadinanza". la vice ministra dell'Economia Laura Castelli (M5S), in un'intervista a La Stampa detta il timing delle operazioni economiche governative per arrivare alla misura manifesto del M5S, il reddito di cittadinanza. Si comincerà dalle pensioni dunque, spiega l'esponente pentastellata.

Il reddito costerà 10 miliardi

Per il reddito la platea sarà "quella prevista dal contratto" e "costerà 10 miliardi, ovviamente considerando le pensioni che partono a gennaio". E non è tutto, assicura, "le risorse ci sono". Infatti "creeremo un'identità digitale che disincentiverà il nero".

E spiega: "Con il team di Diego Piacentini, commissario per l'Agenda digitale, stiamo mettendo insieme tutte le banche dati necessarie, Inps, centri per l'impiego, centri di formazione", "si eviterà l'evasione, la corruzione, i furbetti.
Ormai il reddito ce lo copia anche Macron. Magari facciamo una joint venture", "si può pensare a un reddito Ue", dice. Il presidente francese proprio ieri aveva dichiarato di voler mettere in campo "con una legge nel 2020 un reddito universale per consentire a tutti di vivere decentemente". Posto che la Francia possiede già una misura di contenimento delle sacche di povertà e finalizzate all'inserimento nel mondo del lavoro, così come anche la Germania e la Spagna. 

Ci copia anche Macron

La vice ministra risponde anche al presidente della Bce, Mario Draghi, che ieri ha parlato di "danni" dopo le dichiarazioni del governo. "Avrete notato che lo spread è sceso da quando abbiamo fatto capire ai mercati che crediamo a un governo di legislatura e che il Def e la legge di Bilancio su cui stiamo lavorando guarda ai prossimi 15 anni". Per Castelli "Draghi cambierà idea tra dieci giorni quando leggerà il Def. Vedrà che facciamo sul serio. Se poi non gli piace questo governo...".