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Casini molla il Pd e confluisce nel gruppo Misto (e non è l'unico). Anche Forza Italia perde pezzi

Tutti nel gruppo Misto, dopo aver usufruito delle liste dei partiti più grandi. Ecco chi resta e chi se ne va

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Casini molla il Pd e confluisce nel gruppo Misto (e non è l'unico). Anche Forza Italia perde pezzi

Fatti i gruppi, si delinea la geografia del nuovo Parlamento e diventa chiara anche la consistenza dei gruppi. Come previsto M5S alla Camera è il Gruppo più numeroso con 222 membri, seguito dalla Lega con 125 e dal Pd con 111. Solo quarta Forza Italia, con 104 deputati, quindi il Misto con 36 (dove ancora non è stata costituita nessuna componente) e infine Fratelli d'Italia con 32. Anche al Senato i numeri dicono che il M5S è il Gruppo più numeroso anche al Senato con 109 membri, seguono Forza Italia con 61, Lega con 58, Pd con 52, Fratelli d'Italia con 18, Misto con 12 e Autonomie con 8. Occorre poi aggiungere i senatori a vita Renzo Piano e Carlo Rubbia, che non hanno aderito ad alcun Gruppo. Il totale è 320 senatori, vale a dire 314 eletti, più cinque senatori a vita e l'ex capo dello Stato, Giorgio Napolitano. Manca un seggio siciliano ottenuto dai 5Stelle.

Questi i numeri del peso politico che si è deineato nelle assemblee. Ad attirare l'attenzione è però il gruppo Misto, già bello consistente e destinato a delinearsi meglio, nel ricordo di quanto successe nella scorsa legislatura, quando a un certo punto divenne la terza componente dopo Pd e 5Stelle. Ma del resto il quinquennio appena concluso passerà alla storia come quello con il più alto numero di cambi di casacca. Oggi potrebbe verificarsi un fenomeno simile anche in virtù del nuovo regolamento che, al Senato, impone a chi fuoriesce da un gruppo di confluire in un altro già esistente con la conseguente impossibilità di crearne di nuovi.

Casini e Napolitano nel gruppo delle Autonnomie

C'è un gruppo, quello delle Autonomie, che è composto di otto membri, alcuni insospettabili do alto lignaggio. Giorgio Napolitqano, l'ex presidente della Repubblica, non si è iscritto al gruppo del Pd ma a quello delle Autonomie, come ha fatto anche Pierferdinando Casini, candidato nel collegio blindato di Bologna tra le file del Pd non senza polemiche. L'ex presidente della Camera, da ultimo alla guida della delicatissima commissione Banche, che andava a toccare direttamente gli interessi dellafamiglia della fedelissima renziana Maria Elena Boschi, non sembra aver avuto dubbi: grazie di tutto, ma non sono del Pd. 

Non solo Casini: ecco chi molla il Pd

Ma a mollare il Pd è anche Beatrice Lorenzin che, eletta grazie all'apparentamento con i democratici, ha deciso di iscriversi al gruppo misto così come ha fatto Emma Bonino, candidata di Più Europa al Senato nel collegio blindatissimo di Modena. Che dire poi dei compagni di viaggio Bruno Tabacci e Riccardo Magi, anch'essi confluiti nel Misto? Il dubbio accompagna soprattutto la scelta fatta da quest'ultimo che aveva manifestato addirittura la volontà di partecipare alle primarie (aperte) del Pd. E' possibile che alla fine confluiscano nello stesso calderone anche i senatori a vita Carlo Rubbia e Renzo Piano che per il momento si posizionano tra gli indipendenti.

Anche Forza Italia perde pezzi

Ma anche dall'altra parte della barricata si notano simpatici salti di siepe. I deputati eletti con Noi con l'Italia hanno deciso di non iscriversi al gruppo di Forza Italia. Gli ex alfaniani (Colucci, Costa, Lupi, Toccafondi, Tondo), infatti, hanno pensato bene di confluire nel Misto e mollare Forza Italia che invece al Senato è proprio grazie a loro che ha potuto raggiungere un numero più consistente del gruppo leghista. Sembra probabile che i deputati temano una salvinizzazione di Forza Italia. Un'ulteriore considerazione: stare nel gruppo misto significa comunque dover sottostare ai diktat dei parlamentari di sinistra, più numerosi. Tutto questo almeno finché Leu non otterrà la deroga per ottenere il diritto a costituire un gruppo proprio. 

Infine, resta da registrare il dietrofront di Riccardo Nencini eletto nella lista Insieme e in quota Prodi. Anche l'ex socialista ha preferito il Misto al Pd ancora in mano a Matteo Renzi. 

Il M5S è il Gruppo più numeroso anche al Senato con 109 membri, seguono Forza Italia con 61, Lega con 58, Pd con 52, Fratelli d'Italia con 18, Misto con 12 e Autonomie con 8. Occorre poi aggiungere i senatori a vita Renzo Piano e Carlo Rubbia, che non hanno aderito ad alcun Gruppo. Il totale è 320 senatori, vale a dire 314 eletti, più cinque senatori a vita e l'ex capo dello Stato, Giorgio Napolitano. Il plenum risulta incompleto, in quanto M5S in Sicilia ha ottenuto un seggio in più rispetto ai candidati presentati.

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