[La polemica] Boschi, Madia e le altre. Gli assurdi record della candidate con il paracadute

Casi da manuale di zoologia politica all’italiana derivano da una legge, il Rosatellum, di cui su Tiscali abbiamo denunciato mille volte la grave e lampante incostituzionalità, quando tutti minimizzavano o addirittura esaltavano questo bidone rifilato agli elettori

Marianna Madia e Maria Elena Boschi
Marianna Madia e Maria Elena Boschi

Paracadutisti d’Italia. Ecco i detentori del record di candidatura salva-trombatura: la Boschi colleziona sei (sei!) diverse candidature, cinque proporzionali e una uninominale. La Ronzulli pure, la Madia e la Milanato idem. La Annibali e la Malpezzi cinque a testa, la Boldrini pure. Alé, tutte donne. Per essere certi dell’elezione anche se gli elettori ti sparassero un colpo in fronte il paracadute aiuta, e il coraggio non è mai troppo. Persino una persona rigorosa come Roberto Giachetti aveva chiesto di correre nel suo collegio uninominale romano di Monteverde Gianicolense - fortemente insicuro - ma è stata paracadutato in un uninominale toscano (fortemente blindato).

Giachetti dice che è accaduto a sua insaputa, e c’è da credergli non si capisce se sia meglio o peggio. Del caso meraviglioso di Giacomo Mancini Jr, abbiamo già detto ma non sarà mai abbastanza. Lui il paracadute lo ha trovato addirittura in un partito opposto a quello in cui corre, il Pd. Infatti, visto che tre anni fa era sceso in campo per il centrodestra ed era il primo dei non eletti in consiglio regionale, il suo nome potrebbe scattare sia come deputato che come Consigliere. Come? Il paradosso folle è questo: è candidato in un uninominale nel Pd alla Camera, ma se vince il suo avversario di Fratelli d’Italia, Fausto Orsomarso, lui subentra in Consiglio regionale con Forza Italia al suo posto. Chiamalo, se vuoi, trasformismo.

Tutti questi casi da manuale di zoologia politica all’italiana derivano da una legge, il Rosatellum, di cui su Tiscali abbiamo denunciato mille volte la grave e lampante incostituzionalità, quando tutti minimizzavano o addirittura esaltavano questo bidone rifilato agli elettori. Basta pensare che voti un partito, ma il tuo voto finisce ad un altro partito, che con il Rosatellum voti un candidato ma ne eleggi un altro, che provi a dare consenso a un politico ma non sai che passa il meno votato, che scegli una donna e ti ritrovi un uomo.

Tutto grazie al cosiddetto paracadute. Che per criteri suggeriti solo da una logica di autotutela della Casta, funziona al contrario di come dovrebbe. Ad esempio: se Luca Telese corre sia come capolista del Lazio che in Lombardia, e viene eletto in entrambi i posti, passa dove ha preso meno voti. La norma è fatta per incentivare i galoppini di partito a correre dietro ai loro leader fiduciosi di raccogliere le briciole: ma è il contrario della democrazia. Quanto alla buffonata delle quote “di genere”. In virtù dell’alternanza imposta dalla legge dopo ogni candidatura di genere ce ne deve essere una di un altro genere, dopo una donna un uomo e viceversa. Serviva - secondo il mitico padre della legge, Ettore Rosato - a favorire l’ingresso delle donne in parlamento. Che pensiero tenero.

La norma - e loro ovviamente lo sapevano prima - ha ottenuto l’obiettivo esattamente opposto: con una donna candidata in sei diversi colleghi, infatti, passano cinque uomini che si trovano “nascosti” dietro il suo nome. Prendete il caso della Boschi: lei viene eletta nel collegio uninominale blindato di Bolzano, e quindi le cinque candidature proporzionali diventano tutte candidature civetta. In ogni circoscrizione in cui viene eletta - in tutte perché per il Pd l’elezione del capolista è automatica - subentrerà un uomo. Lo stesso per tutte le altre multi-paracadutiste.

Persino i partiti che hanno fatto opposizione alla legge sono “costretti” (o quasi) a usare questa norma, perché il meccanismo dei quozienti rende l’eleggibilità un terno al lotto che non dipende (solo) dai voti che ottieni tu, ma da quelli che prendono gli altri partiti. In questo caso la multi-candidatura ha il motivo opposto a quello dei grandi partiti: non sai dove scatterai, quindi devi tutelarti. Va detto che il M5s ha limitato le candidature multiple a una maggioritaria e una proporzionale. Ma il problema vero è quello di chi questa legge l’ha voluta e votata, e adesso se ne lava le mani facendo finta di non avere responsabilità.

Dicono: “Era l’unica legge possibile, peccato che non sia passato l’Italicum”. Dimenticando che su questo testo sono state imposti otto diversi voti di fiducia, violentando il parlamento che non la voleva approvare, e dimenticando che l’Italicum è stato bocciato dagli elettori (con la riforma) e dalla Corte Costituzionale. Facendo finta di dimenticare che anche l’Italicum imponeva il principio dei nominati che sottrae all’elettore la possibilità di scegliere, e gli consegna un solo ultimo diritto residuo (chissà fino a quando) quello di non votare il suo partito se gli prepara delle liste tarocche. Ecco spiegato perché si vola così tanto e così bene, in queste liste: buon paracadute a tutti (e a tutte). Il nome più giusto, però, sarebbe legge salva-trombati.