[Il ritratto] Ha preso una marea di voti ma non governerà. Ecco chi è Cancelleri, il populista di sinistra dei grillini

Storia, delusioni e passioni di un nuovo leader del M5s. L’unico epigono eccellente rimasto a correre per qualcosa nel Movimento 5 Stelle che viene dalle origini, quello dell’antipolitica guardata da sinistra, poco leghista e molto barricadera

Il candidato del M5S Cancelleri in mezzo ai suoi sostenitori

Comunque fosse andata, i voti collezionati da Giancarlo Cancelleri avrebbero rappresentato in ogni caso un segnale da non sottovalutare. Per tutti, compresi Grillo e David Casaleggio. Perché questo geometra di 42 anni, con la barba lunga da cantautore e la giacca azzurra senza una piega in perfetto stile Di Maio, umile impiegato alla srl Lo Cascio Salvatore a Caltanissetta prima di buttarsi anima e corpo in politica, è in realtà l’unico epigono eccellente rimasto a correre per qualcosa nel Movimento 5 Stelle che viene dalle origini, quello dell’antipolitica guardata da sinistra, poco leghista e molto barricadera. Non fatevi ingannare dai servizi giornalistici che lo hanno dipinto come il figlioccio di Grillo. Anche Pizzarotti, il sindaco di Parma, lo era. E abbiamo visto che fine ha fatto.

Cancelleri non appartiene alla schiera della Raggi e della Appendino, catapultate nell’agone da curricula poco affini all’ambientalismo e alle battaglie contro il sistema e le sue regole che identificavano i grillini prima maniera. E tantomeno alla cerchia del candidato premier Luigi Di Maio che guarda caso quando è sceso a Palermo per presentarlo non ha parlato proprio come lui, tenendo un discorso infuocato sulla Sicilia assalita dai barconi degli immigrati. Solo che Cancelleri in tutti questi anni di fervente lotta politica non s’è mai dimenticato di organizzare le giornate di solidarietà per gli immigrati, assieme alle proposte di legge, contenute anche nel suo programmna, per decurtare le indennità dei consiglieri regionali e sforbiciare gli stipendi d’oro dei dirigenti pubblici.

Non vale nemmeno la pena di sottolineare come per la Sicilia queste fossero tutte tematiche molto poco popolari, considerato anche l’elevato numero di alti funzionari che campano abbastanza bene negli intricati anfratti della Regione e della cosa pubblica grazie ai generosi emolumenti elargiti da Roma. Anche per tutto questo, il successo di Cancelleri era quasi impossibile da pronosticare. Troppi nemici e troppi meccanismi ormai consolidati da rimuovere. Oltre a un avversario, nel centrodestra, Sebastiano, detto Nello, Musumeci, così poco attaccabile sul piano dell’antipolitica, tanto che pochi giorni prima del voto aveva potuto permettersi di postare un messaggio che lo accusava di non avere nessuna esperienza amministrativa - «Non hai fatto l’aministratore nemmeno di un condomionio» - facendo presente come lui invece facesse questo da molti anni, «senza aver mai ricevuto neppure un avviso di garanzia. Io sono completamente pulito».

La verità, però, è che questa volta Grillo e Casaleggio hanno dovuto fare i conti con il disfacimento della sinistra e la sua emorragia di consensi: da quella parte bisognava pescare. E Cancelleri era l’uomo adatto. Parlava per lui la sua figura e il suo passato. Discreto chitarrista elettrico che si deverte a scrivere le canzoni, nel 1999, a 24 anni, aveva scelto il servizio civile all’Arci di Caltanissetta spiegando così questa sua decisione: «Non credo nell’uso delle armi e non ne condivido l’utilizzo in termini militari. Poi, il servizio civile mi ha dato la possibilità di mettermi al servizio degli altri in strutture di accoglienza sociale. Mentre non riconosco alcun ruolo educativo al servizio militare».

Il suo ingresso in politica avviene qualche anno dopo creando un comitato contro il caro bollette. Diventa presto un attivista del M5S e l’8 settembre del 2007 organizza in Sicilia il Vaffa Day «per proporre una legge di iniziativa popolare per un Parlamento pulito». Sul fronte civico riesce a ritagliarsi un ruolo di spicco in Sicilia, anche se i suoi primi risultati elettorali sono abbastanza deludenti (l’uno per cento di voti da candidato sindaco: un flop). Nel 2010 organizza una manifestazione per la legalità e viene intervistato da Michele Santoro. Promuove eventi e iniziative ambientaliste e le giornate di solidarietà agli immigrati. Nel 2011 avvia una raccolta di firme per chiedere la decurtazione dell’indennità ai consiglieri regionali.

E l’anno dopo fonda Scorta Civica, un comitato che si propone di supportare l’azione delle forze dell’ordine e dei magistrati antimafia. Per il suo impegno vince il premio Pippo Fava. E nello stesso anno si candida alla presidenza della Regione. Questa volta finisce bene, anche se si piazza solo terzo, dietro Rosario Crocetta e Musumeci. Raccoglie 368mila voti, il 18,17 per cento, che partendo da quasi zero è un gran risultato: 15 consiglieri eletti e primo partito. Dopo aver trattato con Crocetta, sceglie l’opposizione. In 5 anni firma 25 disegni di legge, 77 interrogazioni, 15 interpellanze, 30 mozioni. Decide di percepire solo 2500 euro di indennità più i rimborsi, restituendo l’eccedenza (che equivalgono, nel 2017, a tremila euro al mese). E rinuncia anche all’indennità di funzione di capogruppo. 

Nel 2015 partecipa all’espulsione dal M5S del sindaco di Gela, Mimmo Messinese, accusato di non volersi tagliare l’indennità e di attuare una politica filo Eni in merito alle concessioni minerarie. Dichiara di essere d’accordo ma per correttezza di non partecipare al voto. Comunque la si veda, Giancarlo Cancelleri è un duro e puro della prima ora. E fa un certo effetto, il giorno dell’incoronazione come candidato scelto dal web, vederlo correre all’aeroporto di Punta Raisi a ricevere David Casaleggio e la sua ombra Pietro Dettori, già alle 13 e 30 del pomeriggio benché il voto si chiuda solo alle sette di sera, agghindato per l’occasione come un perfetto allievo di Di Maio, con l’abito scuro, la cravatta blu e il fazzoletto bianco nel taschino. Dall’alto sembravano aver accettato di buon grado la scelta della base, persino con un po’ di anticipo. In realtà, forse, non potevano fare altrimenti. Cancelleri aveva vinto la sua battaglia dentro al Movimento. Adesso gli restava la sfida più difficile. Vincere fuori. Ma soprattutto convincere i suoi capi. Ha preso una marea di voti, ma non governerà. Ma la sua carriera politica inizia adesso.