Pensioni, Camusso boccia l'uscita anticipata a seconda del numero dei figli: "Discriminazione nella discriminazione"

La senatrice Pd boccia la manovra e punta il dito: "un'ossessione" che "sta diventando un giudizio sulle donna". Anche un mese di maternità in più all'80% "è conferma di un bisogno di tornare ai ruoli e alla società patriarcale"

Pensioni, Camusso boccia l'uscita anticipata a seconda del numero dei figli: 'Discriminazione nella discriminazione'
Susanna Camusso (Ansa)
TiscaliNews

La manovra economica è stata varata dal Cdm e, a meno di modifiche in Parlamento, deciderà del futuro della società italiana sotto diversi punti di vista. Ma è certo che per le donne la situazione non migliora, anzi. "Opzione Donna è già una gigantesca discriminazione contro le donne. Collegarla al numero dei figli è una discriminazione nella discriminazione: non pensavo fosse possibile": lo dice Susanna Camusso, ex segretaria della Cgil e attualmente deputata del Pd. La sindacalista non ha dubbi nel bocciare senza appello la parte che si occupa delle pensioni, definendola "triste e oscurantista, ci fa fare un improvviso salto all'indietro". 

In un'intervista a La Repubblica, Camusso spiega che "l'intera manovra è un'operazione di redistribuzione verso il basso", nel senso che "si prende tra chi già fatica a farcela per dare, poco, ai più poveri ancora. Mentre si amplia la flat tax a 85 mila euro per le partite Iva. Basta farsi due conti su quanto pagano i lavoratori dipendenti di tasse sullo stesso livello di reddito", dice. Per l'esponente del Pd "si irrigidisce il sistema fino a farlo diventare penalizzante per le persone - sostiene -. Sono stati capaci di mettere anche un tetto all'importo della pensione di chi sceglie Quota 41, oltre a quello dell'età a 62 anni. E - aggiunge - di fare cassa pure sulle donne". 

La spiegazione che segue è riferita alla possibilità per le lavoratrici che scelgono Opzione Donna di andare in pensione da 58 a 60 anni a seconda del numero dei figli. Per Camusso la misura originaria è "già penalizzante perché si perde il 30-35% dell'assegno col ricalcolo contributivo". E aggiunge: "Ma così si dimostra che in questo Paese la contribuzione delle donne vale meno di quella degli uomini. Perché la Meloni non ha fatto Opzione Uomo, come pure aveva detto di voler fare?".

Per la senatrice si tratta di "un'ossessione" che "sta diventando un giudizio sulle donna". "Come sempre dato per partito preso, con funzioni e ruoli assegnati alle donne senza attenzione alle loro scelte". E spiega che "in Opzione Donna con figli e senza viene usata male una rivendicazione fatta propria anche dai sindacati e dal movimento per le donne, cioè il riconoscimento del lavoro di cura delle donne. Ma - insiste - lo si deve fare per farti andare prima in pensione, non per decurtartela o farti uscire dopo".

"Bisogno di tornare a una società patriarcale"

Anche il congedo parentale aumantato di un mese all'80 per cento va nella stessa direzione. "Si parla del congedo della donna e non dell'uomo, la conferma di un bisogno di tornare ai ruoli e alla società patriarcale - dice Camusso -. Anche qui si riaffaccia l'idea che ti riconosco se sei donna e fai figli, altrimenti non esisti". E questo è un "modo insopportabile di considerare la società che non si confronta con le difficoltà delle giovani ragazze a costruirsi un'indipendenza e un posto non precario e subalterno. Si continua a costruire un sistema in cui la maternità è solo un affare delle donne, anziché creare un obbligo pure sul lato maschile".

Per la senatrice è insomma "un arretramento culturale e anche discriminatorio nei confronti dei padri. Ma così - insiste - il lavoro di cura non si ridistribuisce e rimane tutto sulle donne e gratuito".