“Calabria terra di mafia e terremoti”: l’imbarazzante campagna pubblicitaria di EasyJet che mette il dito nella piaga sul mancato sviluppo della Regione

Il caso diventa politico. Sui social gli utenti sono furibondi. Lo screenshot del testo pubblicato da EasyJet è diventato in poco tempo virale e anche la politica non ha potuto ignorare una vicenda così surreale e grottesca

“Calabria terra di mafia e terremoti”: l’imbarazzante campagna pubblicitaria di EasyJet che mette il dito nella piaga sul mancato sviluppo della Regione

Unisce tutti. Sui social imperversa e anche la politica, senza distinzione di partito, schieramento e coalizione, si schiera duramente contro la campagna “promozionale” di EasyJet sulla Calabria. Il flyer, apparso sul sito ufficiale della compagnia low cost, recita testualmente così: "Questa regione soffre di un'evidente assenza di turisti a causa della sua storia di attività mafiosa e di terremoti". Nella pagina, si scrive anche che la Calabria soffre "la mancanza di città iconiche come Roma o Venezia capaci di attrarre i fan di Instagram". Per poi proseguire: "Ma se cerchi un piccolo assaggio della dolce vita, senza troppi turisti, allora sei nel posto giusto. Arrampicati fino alla città di montagna di Morano Calabro per panorami mozzafiato e case bizzarre costruite su cime, che dovrai vedere per credere. Potrai essere tra i pochi turisti a conoscere e apprezzare veramente i tre spettacolari parchi nazionali di questa regione".

Il caso diventa politico

Sui social gli utenti sono furibondi. Lo screenshot del testo pubblicato da EasyJet è diventato in poco tempo virale e anche la politica non ha potuto ignorare una vicenda così surreale e grottesca da diventare un caso da cavalcare.

E così, da Enza Bruno Bossio del Partito Democratico a Ernesto Magorno di Italia Viva, passando per Laura Ferrara del Movimento 5 Stelle, Wanda Ferro di Fratelli d’Italia e molti altri, di centrodestra e centrosinistra, intervengono, indignati per la mossa di marketing della compagnia aerea, chiedendo che la stessa cancelli il messaggio dal proprio sito ufficiale.

Difficile entrare nella testa di colui che ha ideato il testo che – teoricamente – dovrebbe invogliare i viaggiatori a scegliere EasyJet, ma, soprattutto, a scegliere la Calabria. Passa, oggettivamente, in secondo piano il riferimento ai terremoti. Quello che più colpisce, anche perché più pregnante sotto il profilo socio-culturale, è il passaggio sulla presenza della criminalità organizzata. La regione ne esce, ancora una volta, malissimo, schiacciata da stereotipi e clichè sulla presenza mafiosa, mentre la compagnia ottiene una visibilità che forse con una campagna “canonica” mai avrebbe avuto.

Insomma, missione compiuta.

La Calabria e la “sindrome di paperino”

Sullo sfondo, resta la posizione del calabrese, spesso silente – per paura o, peggio, per connivenza – nei confronti delle logiche ‘ndranghetiste e clientelari, ma pronto a protestare quando qualcuno, seppur in maniera dozzinale come nel caso di EasyJet, riporta alla ribalta quello che, in maniera incontrovertibile, è il principale motivo del mancato sviluppo di una regione dalle infinite potenzialità paesaggistiche, climatiche, culturali, enogastronomiche: la ‘ndrangheta e le logiche clientelari che, da cinquant’anni, regolano l’agire della classe dirigente. Ancora una volta, la “sindrome di Paperino”, che spinge il calabrese medio a arrabbiarsi ogni volta che, soprattutto “da fuori”, vengono sottolineati i mali atavici del territorio.

Insomma, guai a chi dipinge i calabresi come “brutti, sporchi e cattivi”.

E, però, non è una bugia che, quotidianamente, vengano avallati comportamenti, atteggiamenti e patti che, anche quando la ‘ndrangheta non entra nel senso penale del termine, hanno “il puzzo del compromesso morale” di cui parlava Paolo Borsellino. E a fornire il più alto contributo alla ‘ndrangheta non è e non è stato, come spesso viene sostenuto, il livello più basso della popolazione, quello che, sempre nella vulgata, lo farebbe per bisogno e necessità. Ma i livelli più alti, quelli dei politici, degli imprenditori, dei professionisti, di coloro, insomma, che per grado d’istruzione e solidità economica non avrebbero dovuto vendere l’anima al diavolo. Ma lo hanno fatto e lo fanno. Uno strapotere, quello della ‘ndrangheta, che, ancor prima che criminale ed economico è culturale e che pesa come un macigno sulla testa di chi vorrebbe discostarsi da tale sistema.

E se avesse ragione Corrado Alvaro?

La reazione più intelligente arriva, come spesso accade, da “Lo Statale Jonico”, pagina satirica che vanta migliaia di followers e che ogni giorno ironizza su ‘ndrangheta, malaffare e malcostume dei calabresi: “Grazie agli amici di EasyJet per la splendida descrizione, ma ci teniamo a precisare - per amore di onestà- che abbiamo anche dei difetti” si legge sui canali social.

La risposta più giusta alla banalità della campagna della compagnia, ma anche alla spocchia e al campanilismo da quattro soldi che, spesso, pervade il calabrese medio.

E torna alla mente una delle frasi di Corrado Alvaro, uno degli intellettuali più grandi della storia calabrese, originario proprio di quella San Luca considerata nel mondo “la mamma” della ‘ndrangheta: “Dei Greci, i meridionali hanno preso il loro carattere di mitomani. E inventano favole sulla loro vita che in realtà è disadorna. A chi come me si occupa di dirne i mali e i bisogni, si fa l'accusa di rivelare le piaghe e le miserie, mentre il paesaggio, dicono, è così bello”.