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[Il ritratto] L’ultima bufala sulla Boldrini, perseguitata dalle fake news. Gaffe e privilegi sono l’origine della rabbia sui social contro di lei

Ma perché tutta questa acrimonia contro di lei? I suoi estimatori dicono che sia dovuto al fatto che lei si sia spesa senza mezzi termini in favore dei più deboli, degli immigrati e delle donne, con prese di posizione anche antipopolari. Può darsi. Qualche difettuccio ce l’ha anche lei. In tutti questi anni in cui ha ricoperto la carica di "presidenta della Camera", come vuole essere chiamata

[Il ritratto] L’ultima bufala sulla Boldrini, perseguitata dalle fake news. Gaffe e privilegi sono l’origine della rabbia sui social contro di lei

L'ultima fake news sulla Boldrini, della serie "calunnia che qualcosa resterà", l’hanno lanciata su Whatsapp: "Il nipote della Boldrini assunto alla Camera". Sarebbe un tale Luca Boldrini. Che la presidenta ha prontamente negato di aver mai visto in vita sua: "Non conosco Luca Boldrini e non ho mai fatto assumere un mio parente alla Camera". La poveretta sta passando parecchio del suo tempo a smentire di tutto, visto che sulla rete è un bombardamento continuo contro di lei. In un fotomontaggio l’hanno persino messa tra le ragazze Coccodé di Indietro tutta, tv anni 80. Hanno scritto che avrebbe proposto di modificare il calendario togliendo tutti i santi per non offendere gli immigrati (sito italianosveglia), che vuole rendere il burqa obbligatorio (quotidiano.wordpress.com), che avrebbe aperto un conto offshore a Panama (ilfattoquotidiano.altervista.org), si sono inventati addirittura interviste false in cui lei dichiara che "questi terroristi chiedono solo aiuto e comprensione" o che "l’Islam è una religione di pace. La colpa è nostra che non impariamo la loro cultura".

Perché tutta questa acrimonia contro Boldrini?

Tutto inventato. Gigantesche palle che offendono pure la credulità di quei lettori tipo Napalm51, lo spammatore seriale, che si affaticano in commenti esagerati, degni più degli imbecilli che delle persone appena normali cadute nell’inganno. Ma perché tutta questa acrimonia contro la Boldrini? I suoi estimatori (che non sembrano moltissimi, a onor del vero, ammesso che non sia una fake news pure questa) dicono che sia dovuto al fatto che lei si sia spesa senza mezzi termini in favore dei più deboli, degli immigrati e delle donne, con prese di posizione anche antipopolari. Può darsi. Molto è colpa del clima che ci governa da tangentopoli in avanti, dai lanci delle monetine all’esaltazione della «ggente», dal regno dei social al trionfo degli alcolisti, che dominano incontrastati la scena.

Più di una volta è stata faziosa

Oddio, qualche difettuccio, poi, ce l’ha anche lei. In tutti questi anni in cui ha ricoperto la carica di "presidenta della Camera", come vuole essere chiamata, ha dimostrato di essere più di una volta abbastanza faziosa, un tantino propensa alle gaffe, ma soprattutto degno rappresentante in più di un’occasione e perfetto avvocato difensore (non saprei come dire: avvocatessa difensitrice?) della casta, che si è tenuta ben stretta tutti i suoi privilegi e vitalizi vari, mentre questa crisi imperitura tagliava le gambe, e qualcos’altro, a tutti noi. Ma noi, che manteniamo lo Stato, che mantiene la casta, non facciamo evidentemente parte dei deboli: non siamo abbastanza meritevoli di considerazione. Così, la Boldrini, quando all’inizio della legislatura il governo minacciò (per carità, niente di più che una minaccia) di tagliare i costi della politica, ci mise la faccia, come quando difende i più deboli: è giusto "contenere le spese, senza ledere il decoro delle istituzioni". Si chiamano così i privilegi?

La scorta e la macchina blindata

Lei è quella che appena nominata sta col popolo: "Non c’è bisogno di girare con la scorta e dunque niente scorta" (19 marzo 2013). Poi un po’ meno. Oltre alla scorta, anche la macchina blindata. A chi glielo fa notare scrive che è una gran fatica girare con la macchina blindata. Perché la Boldrini dev’essere pure spiritosa, anche se non sembra. Quella scorta se la porta al funerale di Nelson Mandela, nel volo di Stato del presidente del Consiglio, come se potesse essere vittima di un attentato in Sudafrica. Che ci azzeccava lei? Ma soprattutto che ci accazzecavano i suoi sei funzionari che si era portato appresso? E che ci azzeccava il suo compagno? Quando i giornali fanno polemica (questi ignoranti) lei risponde così: "Posso confermare che non c’è stato un euro di spesa in più per le casse pubbliche, essendo la delegazione di Montecitorio ospite del volo di Stato". Che notoriamente non c’entra niente con le casse pubbliche. Se qualcuno continua a pensar male, meglio buttarla su un altro suo cavallo di battaglia: "Credo proprio che il problema sia un altro", dice con cipiglio severo, come quando si erge a difensore (difensitrice?) degli oppressi. "A fare scandalo è che una donna delle istituzioni sia accompagnata da suo marito o dal suo compagno. Nessuno si sogna di contestare la presenza di una moglie o di una compagna al fianco dei vertici istituzionali di genere maschile".

"le donne rappresentano il 50 per cento della popolazione femminile"

A volte dà l’impressione che farebbe meglio a star zitta. Ma prendetela come una fake news. Youtube rilancia all’infinito un suo intervento a Raitre: "le donne rappresentano il 50 per cento della popolazione femminile". Da Fazio che le fa presente i continui attacchi contro di lei sul blog di Grillo, risponde prontissima: "Chi partecipa a quel blog non vuole il confronto, ma offendere e umiliare. Sono potenziali stupratori". Chiarendo subito meglio il concetto: "C’è un rischio eversivo e un’emergenza democratica. A me fa venire alla mente qualcosa di brutto". La Boldrini, invece, come presidente della Camera, non è niente faziosa. Interviene su Di Battista che sta dicendo che il Pd è peggio del Pdl: "Non offenda, perfavore".

Il 2 giugno non degna nemmeno di un saluto i soldati

Alla sfilata del 2 giugno per la festa della Repubblica, cita Gandhi e i giovani del servizio civile che praticano "ogni giorno il pensiero di Mahatma Gandhi", ma non degna nemmeno di un saluto o di un ricordo i poveri soldati che rischiano la vita, se non l’hanno già persa, nei vari teatri di guerra. Solo se Di Battista attacca i vitalizi diventa molto più severa, ma va capita, perché c’è in ballo il decoro delle istituzioni, e magari pure il suo. L’onorevole 5stelle la incalza quando lei ricorda che il Senato si occuperà dei vitalizi: "Cosa ne sa che verrà approvata dal senato? E che non sarà modificata? Non sarà annacquata? Lei si può prendere questa responsabilità?". La presidenta ribatte che c’è un iter in corso e che lui non sta facendo un intervento nel merito: "La richiamo all’ordine, lei non può parlare adesso. La smetta, la smetta (lui cerca di ribattere). Si attenga alle regole. Lei ha già parlato. Esca da questa aula, si allontani dall’aula, la ringrazio".

A volte non viene capita

Cavaliere dell’ordine al merito della Repubblica italiana e italiana dell’anno 2009 per Famiglia cristiana, una carriera all’Onu, oltre che presidenta della Camera, a volte riesce a dare erroneamente come l’impressione di essere inadeguata al ruolo che ricopre, assurta a quella carica solo per le contorte vie del politichese, una sorta di camarilla che seleziona i suoi rappresentanti sulla base di inciuci e inspiegabili simpatie, assegnandone posti e onori senza competenza alcuna. Anche se lei fa di tutto per contraddire questa sensazione, succede poi che va tra gli sfollati del terremoto nel campo di Cascia, Perugia, il 30 ottobre 2016, e vuole parlare con i bambini e li accarezza. E ci parla davvero: "Adesso siete in vacanza", dice. In Parlamento, invece, nel suo habitat naturale, con tutto il decoro delle istituzioni che dev’essere garantito, completamente a suo agio in quel clima quasi oxfordiano, introduce la seduta con belle parole: "vorrei inviare anche un saluto molto sentito a Celeste Cosentino, la nostra collega che ha fatto un bambino che si chiama Bianca e che sta bene: un saluto a mamma e bimba". E il papà?, ha chiesto uno dei soliti cretini. E lei, un po’ meno affabile: "Come si dice? Beh il papà non è parte in causa in questo caso... Scusate, la bambina è stata fatta da Celeste Cosentino, è nostra collega, e noi ci rivolgiamo a lei, essenzialmente a lei". Daniele Capezzonele lei fa notare che forse anche il papà ha avuto qualche ruolo nella nascita della bambina, ma lei pone abilmente fine ai convenevoli perché ti pare che la Camera possa passare il tempo a fare gli auguri ai papà di una collega, con tutto il lavoro che c’è da fare per il decoro delle istituzioni? E’ che la Boldrini a volte non viene capita. E’ per questo che quando lei cacciò via Di Battista il leghista Davide Caparini disse: "Presidente, penso che Di Battista abbia il suo poster in camera, perché ogni suo intervento gli regala qualche milione di like".

La replica del portavoce della Boldrini

"Nel pezzo che dedica alla Presidente della Camera Pierangelo Sapegno comincia denunciando l’ultima fake news contro di lei - l’ennesimo parente inventato che vivrebbe a spese dello Stato - e altre balle circolanti sul suo conto. Ma quando prova a risalire alle origini dell’ostilità degli haters finisce anche lui in pasto alle bufale, nel senso che rilancia alcune delle grossolane falsità messe in circolazione in questi anni da giornali e siti attivamente impegnati nella disinformazione e nella denigrazione. Invenzioni di diversa gravità, ma tutte miranti a suscitare risentimento. Non è vero che Laura Boldrini voglia essere chiamata “presidenta”. Non chiede capricciosamente di usare termini nuovi e strambi. La sua richiesta di declinare al femminile i ruoli, anche quelli di vertice, fa riferimento all’Accademia della Crusca”, che indica “la presidente”, “la ministra”, “la sindaca”come la forma italiana corretta. Dalle parole passiamo ai comportamenti. La dotazione di agenti di scorta e l’uso della macchina blindata non sono sue scelte, ma decisioni non sindacabili degli organismi preposti alla sicurezza delle diverse figure istituzionali. In altri termini: la Presidente non ha titolo per rinunciare né alla scorta, né all’auto blindata. Quanto alla vecchia storia del viaggio in Sudafrica, la domanda “che ci azzeccava lei?” è davvero singolare, trattandosi della terza carica dello Stato, spesso impegnata in compiti di rappresentanza delle istituzioni. Nel caso specifico, per di più, la Presidente Boldrini era ospite a bordo del volo di Stato allestito per il Presidente del Consiglio Enrico Letta, e dunque il suo viaggio non comportava alcun aggravio per le casse pubbliche. A proposito dei soldi di tutti: descrivere Laura Boldrini come “perfetto avvocato difensore della casta, che si è tenuta ben stretta tutti i suoi privilegi e vitalizi vari” fa a pugni con la realtà dei fatti e dei numeri. Nella legislatura che si sta chiudendo, la politica di tagli e risparmi voluta da lei e dall’ufficio di Presidenza ha permesso di conseguire un record storico: 350 milioni di euro restituiti al bilancio dello Stato. Una cifra vera e importante, che però circola meno di tante fake news perché non fa comodo a chi specula sull’antipolitica. Così come non si vuole ricordare che il primo atto della Presidente fu il taglio del trenta per cento della sua retribuzione e dei compensi dei suoi collaboratori. Infine una notazione sul rispetto per chi serve la Patria in divisa. La Presidente Boldrini non ha mancato di partecipare ad una sola delle parate del 2 giugno nell’ultimo quinquennio, tributando in quelle occasioni e in numerose altre il suo doveroso omaggio ai soldati impegnati in rappresentanza del nostro Paese in tutto il mondo. La sua “ostilità ai militari” è dunque un’altra bufala. Di falsità come queste si è servito in questi anni chi ha fatto campagna contro Laura Boldrini. Rilanciarle senza sottoporle a verifica non è uno sgarbo fatto a lei: è un torto fatto ai lettori, che cercano notizie e non invenzioni velenose". (Roberto Natale, portavoce della presidente della Camera)

Pierangelo Sapegnodi Pierangelo Sapegno, giornalista e scrittore   

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