Il sindacato dei militari: "A tappare le buche di Roma ci vadano i parlamentari". Governo costretto al dietrofront

Secondo la sindaca di Roma i soldati del Genio avrebbero dovuto lasciare da parte i loro compiti istituzionali per fare i cantonieri. Il no del segretario generale del Sindacato dei Militari Luca Marco Comellini e della ministra della Difesa Trenta. Giunta capitolina allo sfascio

Buche di Roma
Buche di Roma

Il titolo di “congedatifolgore” spiega molto bene la situazione: “Esercito asfaltista a Roma: dual use o dual abuse?”. Le risposte a questa domanda ne sono arrivate, tutte velenose. Il segretario generale del sindacato dei militari, Luca Marco Comellini, ha proposto che a tappare le buche di Roma “ci vadano i parlamentari visto che la giudicano un’opera talmente nobile, elevata e meritoria da scomodare i soldati dell’Esercito”. Sembra che solo un deputato abbia dato la sua disponibilità (la Raggi potrebbe cominciare da lì). L’intervento di Comellini non è passato inosservato, così per difendere dalla prima cittadina i suoi soldati ha indossato l’elmetto anche la ministra della Difesa Trenta (ha chiarito che l'intervento sarà circoscritto alle "situazioni di emergenza"). In trincea anche l’ex capo di Stato Maggiore Camporini: “Se i militari vengono utilizzati per queste incombenze improprie, rinunceranno ad altre attività, anche addestrative, indebolendo l’efficienza complessiva del sistema Esercito, che ne verrà inevitabilmente a soffrire. E’ una scorciatoia troppo facile e presa troppo spesso anche in passato. Lo ripeto usare i militari come manodopera gratuita è una cosa da far venire l’orticaria”.

Ecco l’antefatto

Che cosa è successo? Ecco l’antefatto. Secondo la sindaca di Roma infatti i nostri soldati del genio avrebbero dovuto lasciare da parte i loro compiti istituzionali per fare i cantonieri. Una proposta che è il simbolo di un fallimento amministrativo che farà epoca. Tutto questo assurdo bailamme è cominciato quando l’emendamento 1.2827 alla legge di Bilancio, annunciato dalla sindaca romana come risolutore per l’emergenza strade della Capitale, che avrebbe portato il Genio civile a rimediare all’emergenza buche, è stato dichiarato inammissibile dalla commissione Bilancio del Senato.

“Piano Marshall”

“Inutile creare allarmi ingiustificati – ha poi precisato il viceministro dell’Economia, Laura Castelli (M5S) – L’intervento per la manutenzione delle strade di Roma ci sarà e sarà regolarmente finanziato. Stiamo effettuando una semplice correzione formale del testo, che sarà ripresentato a breve e che finalmente aiuterà la Capitale a risolvere l’annosa questione delle buche nelle strade”. Nella cornice del deposito Atac di via Prenestina, Raggi aveva proclamato come “grande vittoria per Roma e i romani” lo stanziamento, da parte del Governo, di fondi per la riparazione delle arterie principali della Capitale. La rete viaria è nuovamente ammalorata dopo le piogge dei mesi scorsi, nonostante le riparazioni effettuate nell’ambito del cosiddetto “Piano Marshall” contro le buche lanciato dalla sua Giunta. Specificità dell’operazione, l’impiego dell’Esercito e del Genio civile a caratterizzare l’attenzione eccezionale garantita dal Governo “amico” alla Capitale a guida M5S.

Campidoglio in crisi

All’emendamento avrebbe lavorato, stando al Campidoglio, una Cabina di regia dedicata comprendente, tra gli altri, l’assessora ai Lavori pubblici capitolina Margherita Gatta, la ministra della Difesa Trenta, e la sottosegretaria all’Economia Laura Castelli. Già a ridosso della dichiarazione, però, fonti della Difesa correggevano il tiro dell’annuncio precisando che “l’impiego del Genio per l’intervento sul sistema infrastrutturale di Roma è una iniziativa di natura parlamentare, non governativa, il che significa che ad esprimersi dovrà essere il Parlamento: laddove l’emendamento passasse, ci metteremo a disposizione per valutarne un eventuale impiego”. Il Campidoglio conta di inserire i fondi promessi, qualora ne andasse in porto l’assegnazione in sede di Bilancio nazionale, già dall’assestamento Roma Capitale previsto entro febbraio.

La procedura, implicando l’impiego di una struttura dello Stato in sede esecutiva, andrebbe individuata, ma tra risorse “fresche” e spazi di finanza propri, l’impegno potrebbe essere decisivo per dare una svolta alla viabilità cittadina. Tanto che a Palazzo Senatorio si parla di un errore puramente formale che verrà corretto rapidamente in tempo utile, e che la sottosegretaria all’economia Laura Castelli ha definito “inutile creare allarmi ingiustificati”, perché “l’intervento per la manutenzione delle strade di Roma ci sarà” e che “sarà ripresentato a breve”. Dalle parte delle opposizioni capitoline, tuttavia, si contestano sia i numeri, sia il merito dell’intervento governativo. “Mentre i romani continuano ogni giorno a rischiare la vita nelle strade colabrodo – ha tuonato il segretario romano del Pd Andrea Casu – dei 180 milioni iniziali promessi e richiesti si era già scesi a soli 50 milioni in finanziaria per il 2019 da sommare ai 56 milioni che il Comune sta mettendo nel suo bilancio. Totale 106 milioni di interventi, meno della somma delle gare finanziate nel 2018 (140 milioni)”.

"Surreale"

Stefano Fassina, di Sinistra per Roma, definisce “surreale” l’idea di chiamare l’esercito per sistemare le buche: “È innanzitutto frutto di disperazione, comprensibile e giustificabile all’avvio della Giunta – attacca – ma grave a metà mandato della Sindaca Raggi. È l’ulteriore conferma delle condizioni patologiche dell’amministrazione capitolina e dello scarso senso istituzionale del Governo e, in particolare, della ministra della Difesa”, ha concluso. Dure critiche alla proposta sono arrivate da Luca Marco Comellini segretario generale del Partito per la tutela dei Diritti dei militari (Pdm), il “sindacato dei militari” che su Facebook ha scritto: “Come sindacato dei militari sono indignato: utilizzare i militari per riparare le buche sulle strade di Roma offende la loro professionalità. Ricordo a Raggi e al ministro Trenta che i militari sono altro. Perchè le buche nelle strade di Roma non le vanno a riparare i parlamentari italiani? Una nutrita squadra: il Movimento 5 Stelle ha 220 deputati e 109 senatori, 329 persone messe a lavorare sulle strade di Roma riparerebbero tutte le buche in brevissimo tempo. Volete il cambiamento? Fatevi vedere in mezzo alle strade che lavorate per i cittadini”.

L'affondo di Comellini

“Basta con la logica del militare tutto fare - dice Comellini - dei militare impiegati come bersagli nell'operazione strade sicure, basta con i militari impiegati a fare la guardia a cumuli di mondezza, con i militari utilizzati per ogni emergenza creata dall'incapacità di una classe politica che avrebbe dovuto cambiare il Paese e che invece lo sta affossando. Secondo la nostra Costituzione i militari devono difendere le istituzioni repubblicane, i cittadini, lo Stato e i confini. Sono quelli che hanno giurato fedeltà sulla bandiera e sono disposti a sacrificare la loro vita per adempiere al loro dovere, ma tra i loro doveri non c'è riparare le buche delle strade di Roma. È inaccettabile”. “Sulla questione di cosa è l'essere militari e cosa sono le forze armate la Difesa ha pochissime idee e moltissimo diffuse. I militari sono destinati alla difesa dell'Italia, non a soddisfare i capricci e le esigenze di chicchessia", conclude.

Le conclusioni

Il concetto espresso da Comellini è semplice e alla portata di tutti: quando i nostri giovani decidono di andare sotto le armi sanno che dovranno difendere il nostro Paese con le armi e non con la scopa o spargendo catrame come qualcuno vorrebbe per far risparmiare un po’ di soldoni allo Stato. Le cose paiono cambiate, gli ordini d'ora in poi saranno eseguiti senza commenti in tempo di guerra o nelle zone in cui si sta ‘esportando la civiltà’, ma in tempo di pace le cose stanno cambiando radicalmente, perché, ha osservato il segretario del Pdm, “il Genio non può essere considerato un’Anas bis”.