Esordio boom nei sondaggi, il partito di Giovanni Toti si "mangia" Forza Italia

Nell'ultimissimo sondaggio Swg il governatore della Liguria esordisce al 2,3 per cento – cifra altissima per un movimento mai testato prima

Giovanni Toti, Giorgia Meloni e Matteo Salvini
Giovanni Toti, Giorgia Meloni e Matteo Salvini

L’ultimissimo sondaggio Swg per Enrico Mentana e il Tg de La7, da questo punto di vista, è esaltante: Toti esordisce al 2,3 per cento – cifra altissima per un movimento mai testato prima, per capirci gli stessi suffragi attribuiti a +Europa e già un decimale in più dei Verdi – ma soprattutto è già quasi alla metà della casa madre di Forza Italia che, dall’esordio di Toti, è scesa dal 6,2 al 5,2 per cento perdendo un punto secco rispetto alla rilevazione precedente. Insomma, un pezzettino alla volta il governatore ligure si sta radicando fra gli elettori, ma inizia a fare la sua apparizione anche nelle istituzioni, oltre ovviamente alla Regione Liguria dove l’attuale gruppo “Giovanni Toti Liguria” a cui aderiscono lui e la consigliera Lilli Lauro, dovrebbe presto arricchirsi anche con gli arrivi di due azzurri: Angelo Vaccarezza e l’assessore regionale alla Casa Marco Scajola pronti a costituire il gruppo arancione. Oltre ovviamente ai due assessori fedelissimi totiani Giacomo Raul Giampedrone e Ilaria Cavo. E la stessa sorte sembra prossima in Comune a Genova, con un autonomo gruppo di “Cambiamo!”.

I rapporti con gli azzurri

Anche se, paradossalmente, la Liguria è il posto dove i rapporti con gli azzurri sono migliori, purché non siano quelli che frequentano Arcore, che invece sono i più duri nei confronti di Toti, dall’ex direttore di “Panorama” Giorgio Mulè, portavoce dei gruppi parlamentari, all’ex assessore comunale Giancarlo Vinacci, fino al medico personale del Cav Alberto Zangrillo che – proprio in segno di solidarietà con Vinacci, suo compagno di scuola, a cui il sindaco Marco Bucci ha ritirato le deleghe nel rimpasto di giunta - ha addirittura restituito la nomina ad ambasciatore di Genova nel mondo. Gli altri, invece, dal consigliere regionale Claudio Muzio, al capogruppo in Comune Mario David Mascia, fino ai deputati Roberto Bagnasco e Roberto Cassinelli, fino al sindaco di Rapallo Carlo Bagnasco, appena rieletto con quasi l’80 per cento dei suffragi nel sesto Comune della Liguria, pur essendo fedelissimi berlusconiani e ortodossi, rivendicano “l’ottimo lavoro comune che abbiamo sempre fatto con Toti e Bucci”.

Il gruppo

E il resto d’Italia? Nel Lazio l’altro giorno sono passati al Misto, pronti a costituire il gruppo di Cambiamo!, tre ex consiglieri regionali azzurri: il capogruppo Antonello Aurigemma, Pasquale Ciacciarelli e Adriano Palozzi. Ma gruppi consigliari sarebbero già pronti in Lombardia, ovviamente Liguria, Veneto e Calabria. E il simbolo di “Cambiamo!” con il tricolore nella parte alta e l’indicazione “Con Toti” nella seconda metà del cerchio sarà sulle schede alle regionali umbre, dove il centrodestra corre unito a sostegno della candidata leghista. Non sarà un test probante, viste le poche settimane a disposizione, ma è quasi un modo di mettere la propria bandierina anche sulle schede, di dire che si fa sul serio. Così come, ufficialmente, alle 14,07 della seduta della Camera dei deputati dell’11 settembre, “Cambiamo!” è entrata ufficialmente negli atti parlamentari, con tutti gli stelloni repubblicani al posto giusto e l’annuncio ufficiale del presidente della Camera Roberto Fico.

Cambiamo! – Dieci volte meglio

Uno solo dei cinque azzurri usciti dal gruppo di Forza Italia nei giorni scorsi è andato nelle truppe di Giorgia Meloni, l’emiliano Galeazzo Bignami, che ha raggiunto nel gruppo di Fratelli d’Italia l’ex grillino Salvatore Caiata che veniva dal gruppo “Sogno Italia – Dieci volte meglio”. Lo cito perché quello è proprio il gruppo di Toti che ha fatto il suo ingresso ufficiale a Montecitorio sotto la dizione un po’ burocratica, ma efficace: “Modifica della denominazione di una componente politica del gruppo misto”, passata per l’appunto da “Sogno Italia – Dieci volte meglio” a “Cambiamo! – Dieci volte meglio” e diventata la prima in assoluto nel Misto di Montecitorio, contando che ha sette deputati, tre in più delle Minoranze linguistiche, di Lupi e della Lorenzin che sono a quattro. All’interno di questa squadra ci sono i quattro totiani doc: Stefano Benigni, Manuela Gagliardi, Claudio Pedrazzini ed Alessandro Sorte, a cui si aggiungono gli esponenti storici del gruppo: l’ex pentastellato Catello Vitiello, avvocato ed ottimo oratore, l’altra ex del MoVimento Silvia Benedetti e l’ex azzurro Giorgio Silli. Tutti loro hanno già votato “no” al Conte bis, come i lupiani, e quindi differenziandosi dalla maggioranza filogovernativa del Misto.

Perché “Dieci volte meglio”

Resta da spiegare perché “Dieci volte meglio” resta sempre nella denominazione del gruppo: per potersi costituire come componente, servono almeno tre deputati, e qui come abbiamo visto ci siamo abbondantemente, ma serve anche un partito che si sia candidato alle elezioni e in questo caso proprio “Dieci volte meglio”, un gruppo di professionisti, l’aveva fatto in tutta Italia, pur restando lontanissimo dal quorum per i non coalizzati.

Ulteriori possibilità di allargamento per i totiani?

Ce ne sono: sia fra i 99 deputati tuttora azzurri e, chissà, forse anche fra qualcuno dei sette apolidi del misto: Vittorio Sgarbi, l’ex piddina Daniela Cardinale, l’ex leghista siciliano Carmelo Lo Monte, l’unico a scendere dal Carroccio in questa legislatura, e i quattro ex pentastellati: Sara Cunial, Veronica Giannone, Gloria Vizzini e Davide Galantino, quest’ultimo solidale con la piazza tricolore che chiedeva elezioni, ma che soprattutto ha firmato l’intervento più duro dell’aula insieme al capogruppo del Carroccio Molinari contro il governo Conte bis e contro il MoVimento Cinque Stelle, attirandosi urla e improperi degli ex compagni di partito. Il fixing di chi Cambierà, con e senza il punto esclamativo, è dato in ulteriore crescita. Esattamente come i sondaggi attuali di Toti, che parlano di un bacino che si può estendere al 7 per cento.