Bonafede "spara" sulla legittima difesa: "No al processo per chi si difende". Scoppia la polemica

Il ministro della Giustizia delinea i contorni delle modifiche che la Lega intende portare avanti. Ma "no a agevolare le archiviazioni"

Bonafede 'spara' sulla legittima difesa: 'No al processo per chi si difende'. Scoppia la polemica
TiscaliNews

"Voglio essere sicuro che, se una persona è stata attaccata e si è difesa legittimamente, non debba anche attraversare il calvario dei tre gradi di giudizio. Bisogna dare ai magistrati una norma più chiara, senza zone d'ombra. Stiamo lavorando al testo". A affermarlo è il ministro della Giustizia, Alfonso Bonafede, in un'intervista alla Verità in cui spiega che con la riforma della legittima difesa "si eviterà di andare sempre a processo, come avviene oggi", anche se smentisce di avere interesse ad "agevolare le archiviazioni. Faremo in modo di celebrare il processo solo quando si deve celebrare".

Quanto al rischio di un Far West, il ministro è sicuro: "Non esiste. Nessuna proliferazione di armi". In merito al Daspo per i corrotti, "esiste già un articolato. Dice che chi è condannato in via definitiva per corruzione non potrà più stipulare contratti con la pubblica amministrazione. A vita. Chi paga le mazzette deve sapere che rischia non solo il carcere, ma qualcosa che lo limiterà per sempre", insiste il ministro della Giustizia. Per Bonafede, oltre all'effetto deterrente con queste norme "si ottiene un altro risultato: si ripulisce il mercato dai corrotti". Con il Daspo e con l'agente sotto copertura, conclude, "l'Italia diventa leader a livello europeo della lotta alla corruzione".

Pd asll'attacco: ci opponiamo a questa deriva

Parole che non piacciono al Pd che vedono nelle intenzioni del ministro l'intento di stravolgere pericolosamente la legislazione in materia di legittima difesa. "Difficile, in una sola intervista, mettere insieme un così grande numero di scorrettezze, approssimazioni, ignoranza delle cose - ha detto Walter Verini, responsabile giustizia Dem -. Con due perle che riguardano le intercettazioni (sulle quali lui e il governo della demolizione vogliono scardinare una riforma che faceva cooperare polizia giudiziaria e procure e teneva insieme diritto all'informazione e diritto alla privacy) e la legittima difesa".

"Su questo tema - continua Verini -, che solo nel cinismo suo e di Salvini rappresenta una priorità, già oggi un cittadino che si difende da un pericolo reale è tutelato. Molto spesso, in questi casi, i magistrati riconoscono la legittima difesa e archiviano. Quando c'è un rinvio a giudizio, nel 99% dei casi c'è assoluzione. Ma i casi si contano comunque ogni anno sulle dita di una mano. Ci opponiamo radicalmente a questa deriva, che lancia messaggi pericolosi, che poi qualche sconsiderato raccoglie anche, sparando dalle finestre o in giro per la strada". Così il deputato Walter Verini, Responsabile nazionale Giustizia del Pd.