Ballottaggi, vincono il Pd e l’astensione. I dem conquistano Verona, Catanzaro e pure Monza

Astensione al 48%. Su 13 capoluoghi, finisce 7 a 4 per il centrosinistra. Erano 9 a tre per il centrodestra. Letta: “Ha premiato l’unità e la coerenza. Adesso al lavoro per le politiche”. Il risultato rafforza anche il governo Draghi

Il neo sindaco di Verona, Damiano Tommasi (Ansa)
Il neo sindaco di Verona, Damiano Tommasi (Ansa)

La vera verità è che ha vinto il partito del non voto. Laffluenza per i ballottaggi di queste amministrative si è fermata al 42% contro il 54 del primo turno. La metà circa degli aventi diritto non si sono curati per dire la loro sulla scelta del sindaco. Essendo la prima linea dellamministrazione e dei governi locali, significa che il tasso di disincanto è ormai arrivato a livelli tanto alti quando preoccupanti. Per lessenza stessa delle democrazia che è la rappresentanza della volontà popolare.

Detto questo, che è la necessaria premessa, il Pd di Enrico Letta ha stravinto questa partita. Così come aveva già stravinto quella delle amministrative dello scorso autunno. Anche allora con il dato preoccupante dellastensione. Il centrosinistra in modalità a campo largo ha vinto in città storicamente in mano alla destra come Verona, Alessandria, Piacenza, Catanzaro. E poi Parma (Guerra al 66,19%), Cuneo, Carrara. Persino Monza è andata al centrosinistra: nonostante leuforia calcistica (Berlusconi abbia portato il Monza in seria A) Paolo Pilotto ha strappato la città da una vittoria data per scontata con una rimonta finale che lo ha issato al 51, 2%.

Centrodestra logorato

Allo stesso modo il centrodestra è in frantumi e tutto da rifare, logorato, incapace di esprimere candidati nuovi e coerenti. Due casi soprattutto fotografano la disfatta del centrodestra, Verona e Catanzaro. Nella città scaligera, da sempre feudo delle destre, lex calciatore Damiano Tommasi ha segnato forse il suo goal più bello. Lex giocatore della Roma, ha saputo parlare alla città, convincere e motivare il 53,4% degli elettori. Contro aveva due candidati del centrodestra, il sindaco uscente Federico Sboarina (nel ballottaggio si è fermato al 46,6%) sostenuto soprattutto da Fratelli dItalia e formalmente anche da Lega e Forza Italia. Una fetta importante di centrodestra però a Verona si è sempre riconosciuta in un altro sindaco, Flavio Tosi, che si è invece iscritto a Forza Italia. Nello scontro diretto al primo turno ha vinto Sboarina.

E tutto è finito comunque nelle mani dei tosiani che hanno raccolto il 23,8% dei consensi. Al di là degli appelli dei tre leader, Berlusconi, Salvini e Meloni, convincenti come una promessa a Carnevale, i tosiani di Verona se ne sono invece andati al mare o al lago e qualcuno ha pure votato Tommasi, la novità. Ora poi la vittoria di uno può essere letta come la sconfitta dellaltro. Certamente il  centrodestra ha perso per le sue faide interne. E questo turno di amministrative, che fa seguito allaltro buco nero che furono le elezioni di ottobre 2021, ne è la prova schiacciante.

La faida di Catanzaro

Per faide interne il centrodestra ha perso anche Catanzaro, unaltra città governata dal centrodestra (sindaco uscente Sergio Abramo) in una regione governata dal centrodestra (Occhiuto, Fi)). Qui gli uscenti sono riusciti a fare il miracolo di candidare un distinto professore universitario Valerio Donato che però ha avuto in tasca la tessera del Pd fino ad un anno fa. Donato era in testa al primo turno ma Nicola Fiorita, candidato del campo largo Pd-M5s ma anche delle Sardine, soprattutto leader di un movimento Cambiavento che cinque anni fa prese da solo il 23%. Il Pd ha osservato questo professore cinquantenne di Diritto canonico e lo ha preferito rispetto a Donato, docente di diritto privato. Fiorita ha preso il 58,2% dei consensi.  Insieme a Monza (Dario Allevi era al 47,1 dopo il primo turno) è questa la sconfitta che fa più male a Forza Italia. 

Il centrodestra conquista Lucca

Lo spoglio arriva veloce nella notte. Il centrosinistra travolge il centrodestra conquistando sette capoluoghi su 13 chiamati al secondo turno delle amministrative. Al centrodestra ne restano quattro ma partivano da nove.

Oltre Verona e Catanzaro il campo largo di Enrico Letta riconquista anche Piacenza e Parma, rimane saldo a Cuneo con Patrizia Manassero, e vince la sfida nella Monza di Berlusconi, portando alla vittoria Paolo Pilotto. A chiudere la lista Carrara dove come prima cittadina ci sarà la dem, Serena Arrighi. Perde invece Lucca dove Francesco Raspini, candidato del centrosinistra, era in vantaggio al primo turno. Mario Pardini, candidato del centrodestra, vince con il 51,4%

Al centrodestra vanno anche Gorizia con Rodolfo Ziberna, Frosinone con Riccardo Mastrangeli, Barletta dove vince Cosimo Cannito. Un bottino molto magro. Difficile dire oggi se e quanto abbia pesato la scissione 5 Stelle semplicemente perchè non era in campo alcun candidato del Movimento. Su altri, Conte ha deciso di dare lappoggio. Difficile per questo connotarli come candidati di una parte. 

Letta rivendica la vittoria e il campo largo

Astensione a parte, il segretario dem che preferisce il basso profilo e non andare sopra le righe, ha messo il cappello su questa vittoria.  Ieri sera è stato il primo a convocare una conferenza stampa al Nazareno con Francesco Boccia, responsabile enti locali, e le due capigruppo Serracchisni e Malpezzi.   

Il non detto che si respira al Nazareno è che se ad ottobre 2021 era andata bene, non cè dubbio che in questo giugno le cose siano andate ancora meglio. Ben oltre le aspettative Un ultimo test positivo prima di iniziare il percorso di un anno che porta alle politiche. Un risultato straordinario che ci soddisfa pienamente. Un risultato che è ancora più importante se si va a vedere nel merito: noi rovesciamo molto significativamente sindaci uscenti di centrodestra penso a Verona, Alessandria, Piacenza, Monza. Risultati che arrivano, rivendica Letta, e premiano il Pd grazie al lavoro fatto in questi mesi e quindi c'è da festeggiare come si sta facendo in tutta Italia.

Letta ritiene che sia giusto il momento di rispondere ai tanti che in questi mesi, e soprattutto nelle ultime due settimane con la scissione M5s, hanno fatto molta ironia sul cosiddetto campo largo. Il Pd ha tessuto il filo del campo largo. Il campo largo è stato oggetto di prese in giro e le prese in giro in questo momento si sono rivoltate contro chi le faceva perchè si è visto che questa strategia paga, perche vinciamo e vinciamo bene in modo convincente.

Linea che vince, non cambia. Ma il segretario detta le regole d'ingaggio per chi vorrà concorrere con il Pd alla costruzione di un progetto per battere la destra. Il campo largo, ripete, non ha confini di sigle e partiti ma politici, legati ai temi e ai contenuti.  

Alla fine pagano linearità e serietàIl Pd vince - dice Letta - il centrosinistra vince perchè serietà, responsabilità,  linearità sono più importanti di qualunque altra considerazione. Questa è stata linea che ci siamo dati. I cittadini sono in un momento di difficoltà e di fronte a questo c'è bisogno di una politica che deve dare affidabilità. La vittoria del Pd responsabile, lineare e coerente è anche positiva per il governo Draghi. Questo risultato rafforza il governo. E un risultato su elezioni civiche ma -sottolinea Letta- se ci fosse stato un risultato diverso ci sarebbero state conseguenze o elementi negativi. Questo risultato rafforza la stabilità di governo e per me è una buona notizia.

Imbarazzo a destra

Silenti i leader della coalizione. Per la Lega parla Stefano Locatelli, responsabile Enti Locali: Le divisioni hanno penalizzato il centrodestra e aumentato l'astensione, che serva a tutti di lezione. Soddisfazione per le conferme, da Sesto San Giovanni (lex Stalingrado d'Italia) a Frosinone, dispiacere e analisi da fare città per città laddove si è perso, dopo un primo turno positivo. Quando litiga o si divide, il centrodestra perde, quando parte unito e allarga il suo campo, come a Lucca, vince dopo anni di sinistra. Anche Forza Italia lamenta. Ci ha ovviamente penalizzato la scarsa affluenza. Sindaci scelti da un terzo degli elettori dovrebbero preoccupare tutti. Questo dimostra che il doppio turno non funziona e non funziona votare in un solo giorno.Naturalmente l'astensionismo da sempre penalizza soprattutto noi dice Licia Ronzulli.

Due le liste civiche che prendono la guida di città come Como (Alessandro Rapinese) e Viterbo (Chiara Frontini). A fare da padrone tuttavia resta l'astensione con l'affluenza che crolla al 42,16% rispetto al 54,11% del primo turno. .

 

 

Inizia la campagna per le politiche

Da oggi si apre la partita per le politiche e per il segretario del Pd questo risultato ci rafforza in vista del futuro, della costruzione di un centrosinistra che sia vincente anche a livello nazionale per le politiche dell'anno prossimo.

Questi ballottaggi (in 65 comuni di cui 13 capoluoghi, due milioni di persone al voto)  sono un test molto importante per capire la tenuta delle alleanze in vista delle politiche del prossimo anno, dal campo largo di Enrico Letta e Giuseppe Conte, del centrodestra a traino FdI. E per valutare il ruolo al centro di Carlo Calenda. Oggi i voti di lista ci diranno quanto hanno pesato, ad esempio, Carlo Calenda nella conquista di alcune città. E quanto invece abbia pesato la presunzione di Giorgia Meloni di voler fare da sola (come a Verona).  

Non cè dubbio che la vittoria dell'ex calciatore della Roma, appoggiato da Pd, Azione, Più Europa, Partito socialista, Europa Verde, e liste civiche ma anche dal M5s diventa oggi il miglior viatico a favore della strategia di Enrico Letta, un campo largo attraente anche per Carlo Calenda. Sul lato opposto la perdita di Verona andrà a peggiorare il malessere nel centrodestra contro Giorgia Meloni. Ha insistito su Sboarina e ha perso.