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Ballottaggi, i seggi aperti in 101 comuni: le sfide principali a Firenze, Bari e Perugia. Crolla l'affluenza di 16 punti

Via alle votazioni per il secondo turno delle amministrative. Alle 12 aveva votato l'11,98% degli aventi diritto. Da seguire anche le votazioni di Campobasso e Potenza oltre a quelle di Lecce e Caltanissetta. In tutto sono 14 i capoluoghi chiamati a scegliere il primo cittadino.

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Ballottaggi: urne aperte (Ansa)
Ballottaggi: urne aperte (Ansa)

Netto calo dell'affluenza nel primo giorno di voto per i ballottaggi. Una flessione di sette punti rispetto al primo turno quando il dato "territoriale" aveva retto rispetto a quello per le europee che non ha raggiunto la soglia del 50% facendo segnare il risultato peggiore di sempre. Alle 19 si è recato alle urne il 27,89% degli elettori, rispetto al 34,79 di due settimane fa. Complessivamente sono 102 i comuni (al voto anche tre comuni in Sicilia non monitorati dal sito Eligendo del Viminale) in cui i seggi resteranno aperti fino alle 15 di lunedì.

Le sfide principali 

Le sfide principali ai ballottaggi saranno quelle di Firenze, Bari e Perugia ma da seguire anche quelle di Campobasso e Potenza oltre a quelle di Lecce e Caltanissetta. In tutto sono 14 i capoluoghi chiamati a scegliere il primo cittadino. Oggi i seggi resteranno aperti fino alle 23 per poi, lunedì, riaprire alle 7 e chiudere alle 15 quando partirà subito lo spoglio delle schede.

E' una tornata di ballottaggi in cui il centrosinistra, che ha vinto al primo turno in 10 capoluoghi, punta al bottino pieno mentre il centrodestra, che ha incassato 5 capoluoghi quindici giorni fa, cerca di ribaltare il risultato o di accorciare le distanze.

La macchina organizzativa non sembra avere registrato intoppi e il primo elemento da analizzare sarà quello dell'affluenza. Nell'election day dell'8 e 9 giugno il dato complessivo, per le elezioni europee, si è fermato al 49,6% che rappresenta la percentuale più bassa di sempre. Per il voto "territoriale" però le cifre erano state ben diverse con oltre il 62% dell'elettorato che si è recato ai seggi. Nelle tre città capoluogo di regione la sfida, in alcuni casi, si giocherà sul filo dei voti.

Per la corsa a Palazzo Vecchio, a Firenze, la candidata Sara Funaro, forte del 43% ottenuto due settimane fa, affronterà il candidato del centrodestra Eike Schmidt, arrivato al 32,86% . La Funaro nei giorni scorsi ha incassato l'appoggio del candidato degli M5s, Lorenzo Masi, e della candidata di Iv, Stefania Saccardi mentre il suo avversario potrà contare sul sostegno della 'ricostituita' Dc fiorentina e Toscana.

A Bari va in scena il campo largo dopo che il candidato del Pd, Vito Leccese, che al primo turno ha ottenuto il 48% dei voti, ha stretto accordo con Michele Laforgia che al primo turno era il candidato dei Pentastellati e di Avs. La sfida è a Fabio Romito che quindici giorni fa si è fermato al 29% ma spera nella rimonta facendo leva sugli indecisi.

Per la poltrona a primo cittadino di Perugia, la partita è decisamente aperta e comunque vada da lunedì il capoluogo umbro avrà la prima sindaca della sua storia. Il duello è tra Vittoria Ferdinandi, appoggiata dal campo 'larghissimo' e Margherita Scoccia, sostenuta dal centrodestra. Al primo turno Ferdinandi è arrivata avanti di una incollatura: 49% rispetto al 48.3% della rivale.

A Campobasso il candidato del centrodestra Aldo De Benedittis al primo turno ha sfiorato il 50% staccando di 16 l'avversaria Marialuisa Forte. Quest'ultima, però, ha ottenuto l'appoggio del candidato Pino Ruta, 20% di consensi ottenuti il 10 giugno e sostenuto da tre liste civiche.

Nella sfida di Lecce, il candidato della centrodestra, l'ex ministra Adriana Poli Bortoni e che ha mancato la vittoria al primo turno per un pugno di voti dopo il riconteggio, dovrà vedersela con il sindaco uscente Carlo Salvemini, candidato del centrosinistra.

Infine a Potenza la corsa a sindaco è tra Francesco Fanelli (centrodestra) e Vincenzo Telesca (centrosinistra). Nel primo turno Fanelli (Lega, vicepresidente uscente della Giunta lucana) ha raggiunto il 40,6% contro il 32,4 del consigliere comunale uscente Telesca.

La Puglia

Sono otto i Comuni pugliesi che tornano al voto per i ballottaggi e la scelta dei nuovi sindaci, fari puntati sui due capoluoghi Bari e Lecce.

A Bari sfida è tra il candidato del centrosinistra Vito Leccese e quello del centrodestra, Fabio Romito: il primo ha sfiorato la vittoria al primo turno con il 48,02% dei voti (73.735 preferenze); il suo avversario invece si è fermato a 29,12% (44.709 preferenze). Leccese era sostenuto al primo turno da 7 liste, tra queste Pd e Verdi, alle quali si aggiungono adesso le 6 di Michele Laforgia, candidato di M5s e SI. Romito ha potuto contare sul sostegno di nove liste, tra cui Fratelli d'Italia, Forza Italia, Udc, Noi Moderati. Assente il simbolo della Lega nonostante Romito sia un iscritto al Carroccio. Al primo turno (quando si votava anche per le Europee) l'affluenza è stata del 58,17%, per un totale di 145.985 voti su 278.609 residenti aventi diritto.

A Lecce scontro tra Adriana Poli Bortone per il centrodestra (10 liste a sostegno), che ha mancato la vittoria al primo turno per 24 voti, tanti erano quelli che servivano per ottenere il 50% + 1, e il sindaco uscente Carlo Salvemini (9 liste) del centrosinistra. Per il risultato definitivo i due candidati hanno dovuto attendere il termine delle procedure di verifica da parte della Commissione elettorale per un accertamento su alcune incongruenze dei verbali depositati relative a quattro sezioni. Poli Bortone ha ottenuto il 49,95% dei consensi (24.749 preferenze), Carlo Salvemini il 46,73% (23.430 voti). Dei 78.042 elettori totali, al primo turno a Lecce si è recato alle urne il 68,53%.

Gli altri sei Comuni al ballottaggio sono Putignano e Santeramo in Colle nel Barese; Copertino in Salento; Manfredonia, San Giovanni Rotondo e San Severo nel Foggiano.

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