[Il punto] I profeti dell’apocalisse già annunciavano il disastro: ma la procedura di infrazione Ue non è arrivata

Alla fine “le cassandre dell’uscita dall’euro, i trombettieri del Cigno nero, i vati dello spread, gli aedi della procedura d’inflazione, i sadomasochisti che chiedevano alla Commissione di punirci” devono ricredersi. Alla fine il governo “ha fatto un bagno di umiltà ma anche ottenuto qualche risultato dall’Europa”, come afferma Marco Travaglio in un suo fondo sul Fatto.

Conte e Tria a Bruxelles
Conte e Tria a Bruxelles

Una cosa bisogna dirla: c’è chi non si aspettava un simile epilogo del confronto tra governo gialloverde e Ue. E forse neppure se lo augurava. Potrebbe perfino esserci insomma chi se ne duole e non riesce a farsene una ragione. Basta pensare a tante cose comparse su media negli ultimi tempi. Dove finiranno adesso gli annunci da ultima spiaggia e i vaticini di disastro sparati per giorni e giorni da molti dei principali giornali e mezzi di comunicazione italiani? Se lo chiede anche Marco Travaglio in un gustoso fondo in cui rispolvera  le profezie nefaste dei giornali di punta a proposito della diatriba tra esecutivo e Unione Europea.

Già il titolo, “Apocalypse Ciao”, riferito all’ecatombe mancata è di per sé esilarante. “Possiamo salutare i profeti del disastro, le cassandre dell’uscita dall’euro, i trombettieri del Cigno nero, i vati dello spread, gli aedi della procedura d’inflazione, i sadomasochisti che chiedevano alla Commissione di punirci, mi raccomando ragazzi non fate scherzi, ohhh sììì, daiiiii ancorààà, frustateci di piùùùùù”, ironizza il direttore del Fatto, notando che invece, alla fine, è andata proprio come doveva andare, e come – in definitiva – era auspicabile.

Di Maio e Salvini, con i loro partiti e movimenti, hanno fatto in realtà un passo indietro e hanno cercato l’accordo possibile. “Fatto un bel bagno di umiltà e realtà” scendendo dal balcone e dalla ruspa e dando “retta a Conte (il signor nessuno). Ma va detta anche un’altra cosa, aggiunge il noto giornalista: “Hanno pure costretto la Ue a ritirare il diktat del deficit-Pil all’1,6%, a ingoiare il triplo rospo del 2,04 e di due misure che mai lor signori avrebbero voluto vedere neppure in cartolina”. Ovviamente si parla di Reddito di cittadinanza e Quota 100 sulle pensioni.

Conte e Juncker (Ansa)

Il compromesso 

Insomma alla fine sarebbe venuto fuori un compromesso. Nient’altro che un compromesso, come da millenni s’usa nella diatriba politica, o nel confronto degli interessi che dir si voglia. Del resto come osservava un vecchio e storico uomo di stato “la politica è l’arte del possibile”. Una asserzione rispolverata in questi ultimi tempi molto sovente, proprio per far notare quanto fosse sbagliato l’atteggiamento di chi voleva la rivoluzione subito. “Un compromesso a metà strada, anzi un pelino più verso la soglia fissata dall’Italia”, aggiunge comunque Travaglio.

Certo, viene da osservare, le due entità contrapposte avrebbero potuto accordarsi prima, magari “risparmiandoci tutto quello spread”. Ma chi lo sa? Senza quel duro braccio di ferro, senza l’incombenza dell'esempio dei gilet gialli di Parigi, “il tributo di sangue da versare sull’altare di Bruxelles forse sarebbe stato ancora più esoso”. Insomma, “come diceva l'indimenticabile Sandro Pertini, ‘A brigante, brigante  e mezzo’”.

Marco Travaglio

Le affermazioni sui giornali

Vengono poi riportate nelle due ampie pagine dell'articolo le affermazioni fatte dai grandi giornali e da noti giornalisti in quest’ultimo periodo. A quelle pagine si può ovviamente andare per un approfondimeno. Qui ci limitiamo a riportarne alcune tra le più significative. Unni e Visigoti. “Roma apre le porte ai moderni barbari (Financial Times, 15.5)”. Terrore. “L’Italia spaventa la Ue e Wall Street. Bufera sul contratto fra Lega e M5S”, “Boccia: aumentare ancora il deficit porterebbe il Paese allo schianto”, Wall Street teme lo choc del ‘governo inaffidabile’” (La Stampa, 16.5). Massacro. “Gioco al massacro. Se il governo passa, poi sarà bocciato dall’Europa” (Libero, 17.5). Incubo. “La maschera calma di Conte nasconde un progetto da incubo”. (Claudio Cerasa, Il Foglio, 6.6).

Passando poi per quelli che quasi si lagnano del comportamento poco rigido dell’Europa. “Merda, non ci hanno bocciati”, è il titoletto di un altro stralcio riportato dal Fatto. “L’Italia sfiora la bocciatura. Fitch: rating confermato ma prospettive negative” (Repubblica, 1.9). E ancora: Crimini. “La manovra criminogena…rischia di essere per il Paese un bagno di sangue” (Massimo Giannini, Rep. 27.9). Cigno nero. “Il cigno nero che nessuno vuole vedere e cambia la storia”, “Con la manovra del popolo …”, “…sarà solo, per dirla con Savona, un modo di prepararsi ad una catastrofe ’voluta da altri’”. Bonanni, Rep. 29.9). Terroristi. "Non lasceremo il Paese in mano a terroristi, per giunta kamikaze…” (Sallusti, Giorn, 1.10).Inoltre accenni al Titanic, ai virus, al crollo imminente. Anche perché Lo fanno apposta. “Una bocciatura  chiamata dal governo”, (Massimo Franco, Cor, 24.10). E dunque finiremo con l’essere Espulsi. “Governo extracomunitario” (Gior, 24.10). Ci siamo quasi. “Deficit, pronta la procedura Ue. La decisione attesa per il 21 novembre” (Fubini, Cor, 1.11). E Loro? Loro “Non sembrano avvertire il pericolo” (Ferruccio De Bortoli, Cor, 18.11). La soluzione? Per qualcuno scontata: Torna Monti, o qualcosa di simile. “Va tutto a rotoli. Tra qualche mese tornano i tecnici”. (Matteo Renzi, Pd, Gior, 4.11). Quindi “Va avanti l’iter per la sanzione” (Messaggero, 30.11). Ma poi qualcosa continua ad andare avanti quanto a trattativa. Si prospetta perfino una soluzione. Però, Dai che non ce la fanno. “Alla Ue non basta ancora: servono altri risparmi, per almeno 3 miliardi” (Fubini, Cor, 18.12).

E non è sufficiente. Se ne stanno per andare Tria ed anche Savona. No, non se ne vanno. Perfino Conte se ne potrebbe andare. No, resta. Anche perchè in definitiva qualcuno comincia a farsi pure domande. Com’è che la Francia farà un deficit superiore al nostro e nessuno protesta? Va beh il debito, ma comunque… E poi il rischio gilet gialli e le elezioni Europee in arrivo. Conclusione: Cazzo, ce l’han fatta – chiude ironico il direttore del Fatto – “La soluzione individuata con il governo italiano ci consente di evitare per ora di aprire una procedura per debito, posto che le misure negoziate siano attuate pienamente”. (Valdis Dombrovskis, vice presidente della Commissione Europea, 19.12”. Con buona pace dei tifosi della procedura e del disastro conseguente. Ora però vedremo, dirà qualcuno. Vedremo.