[Il caso] Accoltella un uomo con il crocefisso, Salvini: "Stretta sugli islamici". Ma Di Maio accusa: "Rimpatri fermi"

Il fatto è avvenuto sabato scorso a Roma e ha per protagonisti due senza fissa dimora, un cittadino marocchino e uno georgiano. Il ministro dell'Interno scrive una nota a prefetti e questori e il M5S va all'attacco

[Il caso] Accoltella un uomo con il crocefisso, Salvini: 'Stretta sugli islamici'. Ma Di Maio accusa: 'Rimpatri fermi'

E' già diventato una caso politico, l'accoltellamento avvenuta sabato scorso su un bus di Roma da parte di un uomo di origine marocchina ai danni di un georgiano, "perché portava un crocefisso al collo". Il fatto, risalente a sabato 20 aprile, è stato reso noto dal ministro dell'Interno Matteo Salvini in un post su Facebook, con il quale rendeva noto di aver emanato una serie di disposizioni a prefetti e questori "per aumentare controlli e attenzione in luoghi di aggregazione di cittadini islamici, per prevenire ogni tipo di violenza contro cittadini innocenti". 

L'aggressione su un bus

Secondo la ricostruzione dell'accaduto, i due, senza fissa dimora, si sarebbero incrociati su un bus nei pressi della Stazione Termini e qui avrebbero cominciato a litigare. Poi l'aggressione da parte di R.M. di 37anni ai danni di un 44enne, colpito al collo con un coltello da cucina. Secondo quanto riferisce un testimone a Repubblica, l'aggressore avrebbe apostrofato la vittima con l'espressione "italiano cattolico di merda". Dopo l'aggressione - la ferita è guaribile in 21 giorni - il georgiano è sceso dall'autobus e si è avvicinato ai carabinieri per denunciare l'accaduto. L'intervento tempestivo degli agenti ha impedito al maghrebino di allontanarsi, come scritto su una nota diffusa dalla Questura. 

Dalla stazione l'uomo è stato condotto in commissariato e posto in stato di fermo per tentato omicidio. Il Pm, dopo una prima constatazione dei fatti, gli ha contestato l'aggravante dell'"odio religioso". L'uomo non avrebbe precedenti penali per fatti cronaca legati al Jihad ed entrambi sarebbero regolari, con permesso di soggiorno valido.

I dubbi sulla prima versione dei fatti

Però a mettere insieme i fatti, emerge che niente è certo, perché il cittadino georgiano avrebbe dato versioni diverse di quanto accaduto. Ai medici del pronto soccorso che lo hanno curato avrebbe raccontato che l'intenzione del marocchino era quella di rubargli la catenina con il crocifisso mentre agli inquirenti ha spiegato che l'aggressore avrebbe compiuto il gesto per motivi religiosi.

Un caso politico

Il fatto è diventato inevitabilmente un caso politico. Al proclama del ministro dell'Interno sulla stretta sui controlli "nei luoghi frequentati dagli islamici", risponde con una nota il M5S, alleato di governo della Lega. 

"Dopo Torino, Roma. I tristi fatti di cronaca di questi giorni - sottolinea un comunicato dei pentastellati -, con l'aggressione prima a due agenti della polizia da un soggetto che sarebbe dovuto essere già espulso, poi con l'accoltellamento di oggi dimostrano che il vero problema sono i quasi 600mila irregolari che abbiamo in Italia. E sui rimpatri non è stato fatto ancora nulla. Il problema ce lo abbiamo in casa, non è che scrivendo una lettera o una circolare si risolvono le cose. Bisogna fare di più sui rimpatri che sono fermi al palo", scrivono i pentastellati in quello che appare subito come un attacco non del tutto velato all'alleato di governo che non si fa perdere nessuna occasione per sollevare polemiche.

Di Maio: subito un tavolo sui rimpatri

Il vicepremier Luigi Di Maio ha inoltre scritto al premier Conte, secondo quanto si apprende, chiedendogli di "convocare un tavolo sui rimpatri, sul cui fronte non è ancora stato fatto nulla".