[Il punto] Ecco perché il "Vinci Salvini" non è un gioco innocuo ma una operazione pericolosa

Il concorso lanciato sui social dal leader della Lega potrebbe essere scambiato per un colpo ad effetto un po’ kitsch e pacchiano, ma in realtà è una  complessa operazione di propaganda e schedatura dei propri sostenitori

[Il punto] Ecco perché il 'Vinci Salvini' non è un gioco innocuo ma una operazione pericolosa

La propaganda politica della Lega mette a segno un nuovo colpo ad effetto: il ritorno sui social del concorso "Vinci Salvini". A darne la notizia è stato lo stesso leader del Carroccio con un video. “Ebbene sì è tornato il Vinci Salvini, olè” ha esordito il vicepremier e ministro dell’Interno. “Iscriviti subito – ha proseguito - più like metti ai miei post sulla pagina Facebook più punti accumuli e quest’anno fai punti anche con Instagram e Twitter”. “Cosa si vince? Ogni giorno un post con la tua foto che diffonderemo ai 6 milioni di amici che ci sono sui nostri canali social e addirittura per i più fortunati una chiacchierata al telefono con me. Pensa te che premio incredibile!”. “Attenti però – ha proseguito il leader leghista - con i vincitori delle classifiche settimanali ci incontriamo di persona, come hanno avuto l’immensa fortuna di fare Federico, Lorella, Rita e Rosario”.

Le mani avanti

Nella parte finale del video Salvini ha messo le mani avanti. “Anche questa volta – ha attaccato - avrò tutti contro: i giornaloni, gli intellettualoni, i professoroni, gli analisti, i sociologi, ma noi usiamo la rete finché ce la lasciano libera e vinciamo in rete”.

Il bis dopo il concorso del 2018 

Il "Vinci Salvini" di quest’anno non è una novità assoluta. La prima edizione del concorso è stata lanciata nel 2018 prima delle elezioni politiche. La formula ha funzionato e dunque ecco il bis in vista delle elezioni europee di fine maggio. 

Dietro il giochino c'è La Bestia 

Apparentemente potrebbe sembrare una operazione innocua che ha come unico fine quello di aumentare la viralità sulle varie piattaforme social dei contenuti postati dal segretario leghista, che come noto non risparmia quotidianamente post e video. Ma questa è solo la punta dell’icerberg. La macchina della propaganda digitale di Salvini è molto sofisticata, in questo momento la più avanzata in Italia. Tra gli addetti ai lavori è nota come “La Bestia”. Un complesso sistema basato sull’uso massiccio di algoritmi di intelligenza artificiale, utilizzati per capire le opinioni dell’elettorato e i temi su cui puntare per aumentare il consenso.

Una grande operazione di raccolta dati 

Sistemi come La Bestia hanno bisogno di dati e quelli più preziosi sono quelli personali degli elettori, come dimostrato dalla vicenda di Cambridge Analytica. Il concorso "Vinci Salvini" oltre che essere uno strumento per aumentare la viralità dei contenuti è anche una grande campagna di schedatura dei propri simpatizzanti. Per partecipare al gioco è necessario infatti registrarsi. Operazione che si può fare anche con Facebook. In questo modo la Lega può raccogliere i dati dei profili social dei militanti, compreso indirizzo email e lista di amici.  Ovviamente è tutto perfettamente legale. La stessa operazione viene fatta dalle decine di app installate nei nostri pc, smartphone e tablet. 

L'allarme di Zuckerberg 

Si pone comunque un problema etico: è corretto consentire ad una organizzazione politica di raccogliere informazioni personali su migliaia di elettori? Si potrebbe dire che sta ai singoli cittadini essere consapevoli dei rischi esistenti in materia di privacy e manipolazione politica. Ma recentemente è stato lo stesso fondatore di Facebook, Mark Zuckerberg, in una lettera pubblicata dal Washington Post, indirizzata ai governi, a ribadire la necessità di regole più stringenti in materia di privacy. Il tema è molto complesso e delicato come conferma l’iniziativa "Vinci Salvini". Non ci troviamo di fronte ad un innocuo concorso a premi online ma ad un sofisticato strumento di propaganda politica computazionale. Di questo bisogna essere consapevoli.  

Il messaggio e il video spot di Salvini