[La polemica] Altro che spending review, i dirigenti di Conte incassano tutti il bonus

I premi di risultato in media valgono 15 mila euro l’anno con punte di oltre 30 mila. La spesa complessiva supera i 4 milioni di euro. Nonostante le promesse nei Palazzi del potere non c’è ancora traccia del taglio di spese e privilegi promesso per anni agli italiani

[La polemica] Altro che spending review, i dirigenti di Conte incassano tutti il bonus
di Michael Pontrelli   -   Twitter: @micpontrelli

Lo scorso settembre, con grande clamore mediatico, il capo politico dei Cinquestelle, Luigi Di Maio, aveva annunciato la nascita del team Mani di forbice.  “Comincerà a tagliare tutto quello che è inutile” aveva promesso il vicepremier parlando, a margine del Global Forum, delle coperture della manovra finanziaria. Dopo 6 mesi non solo non si è vista nessuna traccia della spending review promessa ma addirittura le spese sono aumentate. Per esempio quelle di Palazzo Chigi. Nel 2019 la struttura costerà 2,1 miliardi di euro con un incremento di 650 milioni rispetto allo scorso anno.

Il bonus è per tutti  

Una conferma che nei Palazzi del potere sia cambiato tutto per non cambiare niente l’ha pubblicata il quotidiano La Notizia che ha fatto le pulci ai bonus erogati ai dirigenti che lavorano nello staff del presidente del Consiglio, Giuseppe Conte. Un team di fuoriclasse dato che tutti hanno raggiunto il 100% degli obiettivi. Un risultato impensabile in qualunque azienda privata del mondo e contrario a qualsiasi principio di meritocrazia.

Oltre 4 milioni di euro l'anno in premi

Bonus che non sono proprio bruscolini. In media valgono 15 mila euro l’anno a testa con punte fino a oltre 30 mila euro. Un dirigente di prima fascia tra stipendio tabellare e retribuzione di posizione porta a casa oltre 165 mila euro, a cui si aggiunge un premio di risultato di 34 mila. Nel 2018 complessivamente Palazzo Chigi ne ha pagato per oltre 4 milioni di euro.

Apriscatole e forbici rimaste nel cassetto 

La conclusione è semplice: la casta dei dirigenti pubblici contro cui per anni si sono scagliati i Cinquestelle prospera più che mai. “Apriremo le stanze del potere come una scatoletta di tonno” ha tuonato per anni il front man del Movimento, Beppe Grillo. L’apriscatole è rimasto nel cassetto assieme alle forbici del team di Di Maio.