Colpo di scena, elezioni inquinate da mafia e corruzione: il candidato a rischio arresto si congela. La disperazione dello sfidante rimasto solo

Trapani diventa caso nazionale. Il candidato del Pd denuncia: "È stata una campagna elettorale inquinata da contaminazioni mafiose e da candidati appena arrestati per corruzione. Serve la rinascita morale e materiale della città"

Pietro Savona, candidato del Partito democratico, e Girolamo Fazio, sostenuto da 5 liste civiche, al ballottaggio per il comune di Trapani
Pietro Savona, candidato Pd, e Girolamo Fazio, sostenuto da 5 liste civiche

Mimmo Fazio teme di finire in carcere o ai domiciliari e con il divieto di soggiorno a Trapani. E dunque teme che se venisse eletto sindaco, dopo neppure un minuto dalla proclamazione Trapani si ritroverebbe commissariata. Ma non può dimettersi, ritirarsi formalmente dal ballottaggio perché verrebbe sostituito dal primo candidato escluso, cioè dal suo nemico, il senatore Tonino D'Alì, e allora chiede ai suoi 10.566 elettori di non votarlo.

Dimissioni annunciate

Convoca i giornalisti in un pomeriggio caldissimo. Racconta del suo travaglio interiore, di questi che sono i giorni più difficili della sua vita, ipotizza che per i prossimi tre anni sarà impegnato a chiarire le sue pendenze giudiziarie. Annuncia che si dimetterà anche da deputato regionale (oggi è solo sospeso) e anche da consigliere comunale che potrebbe spettargli se sconfitto al ballottaggio. «Non posso difendermi da chi continua a buttare fango senza contraddittorio. Se vogliono colpire me non posso trascinare la città in una gogna mediatica».

Voti congelati?

Se davvero congelerà i suoi voti e questo scenario venisse confermato, verrebbe eletto sindaco il PD Piero Savona, che al primo turno ha preso 8732 voti. Savona chiede aiuto alla opinione pubblica nazionale: «Non lasciateci soli. Accendete i riflettori su Trapani. È stata una campagna elettorale inquinata da contaminazioni mafiose e da candidati appena arrestati per corruzione. Ripartiamo dal consenso che ho ottenuto per allargarlo e per guidare la rinascita morale e materiale della città. Impegnamoci in una battaglia per la legalità e la democrazia».

Sospeso da deputato regionale

Sedici giorni agli arresti domiciliari per corruzione, poi un provvedimento molto controverso del gip che gli restituiva la libertà anche se con il divieto di soggiorno a Palermo. E dunque è stato sospeso da deputato regionale per la Severino e, contemporaneamente, ha recuperato il tempo perduto lanciandosi in una campagna elettorale frenetica. Ha invaso i quartieri popolari della città, forte del sostegno di cinque liste a lui collegate che gli hanno tirato la volata e che per il ballottaggio potrebbero non mobilitarsi.

Si valuta il divieto di soggiorno a Trapani

Lunedì mattina, a urne appena scrutinate, la Procura di Trapani ha presentato ricorso al tribunale del Riesame contro la decisione del gip di rimetterlo in libertà. Ma secondo indiscrezioni i magistrati oltre che chiedere di nuovo i domiciliari, vorrebbero imporgli il divieto di soggiorno a Trapani. E tante voci si rincorrono sulla sua compromessa posizione processuale.

Città simbolo della politica inquinata

Lascia inquieti Trapani. Che è diventata il simbolo della politica inquinata da mafia e corruzione. I due candidati che storicamente rappresentano questo inquinamento, Fazio e D'Alì hanno ottenuto insieme la maggioranza assoluta dei voti. È vero che al ballottaggio scattano altre dinamiche. La volata dei candidati al consiglio comunale delle liste che sostengano il candidato sindaco viene meno, al ballottaggio.

Le accuse

Fazio è stato sindaco di Trapani dal 2001 al 2011 e oggi si riscopre accusato di essere un grande corrotto a disposizione di un armatore che ha una flotta di aliscafi per i collegamenti veloci con le isole minori. L'annuncio di ritirarsi politicamente ma non tecnicamente dal ballottaggio è solo un annuncio. Per due settimane Fazio continuerà a rubare la scena.