Tornano i senatori a vita: un emendamento alla Camera li reintroduce cambiando il testo del Senato

Tornano i senatori a vita: un emendamento alla Camera li reintroduce cambiando il testo del Senato
TiscaliNews

Il Senato sarà composto da "novantacinque senatori rappresentativi delle istituzioni territoriali e da cinque senatori che possono essere nominati dal Presidente della Repubblica": lo prevede l'emendamento di Ettore Rosato del Pd alla riforma approvato dall'Aula di Montecitorio che ripristina il testo varato in Senato.

La norma era uscita nel testo uscito dal Senato - La modifica ripristina la norma del testo uscito dal Senato e cancellata poi in commissione Affari costituzionali della Camera con un emendamento del M5s votato anche dalla minoranza del Pd. Subito dopo il ministro delle Riforme, Maria Elena Boschi, aveva già ipotizzato che la norma non sarebbe sopravvissuta alla lettura dell'Aula.

Il dissenso - In dissenso al proprio gruppo si sono espressi in Aula i deputati della minoranza del Pd Enzo Lattuca, Rosy Bindi, Gianni Cuperlo, Massimo D'Attorre, Marilena Fabbri, Davide Zoggia, Riccardo Agostini, Stefano Fassina e anche i forzisti Daniele Capezzone, Pietro Laffranco e Nicola Citati, tutti contrari alla reintroduzione dei 5 senatori di nomina presidenziale. Voto contrario è stato espresso da M5s, Sel e Lega Nord.

Novantacinque senatori - Secondo il testo che uscirà da Montecitorio, quindi, la riforma prevederà che il Senato sia composto da "novantacinque senatori rappresentativi delle istituzioni territoriali e da cinque senatori che possono essere nominati dal presidente della Repubblica".