Come si stanno organizzando i Responsabili: è nato il gruppo Maie. Renzi: "Non ci sono i numeri"

l presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, sarà lunedì alla Camera per le comunicazioni sulla situazione politica che inizieranno alle ore 12. Martedì sarà al Senato. E intanto arrivano i primi "Costruttori"

Il presidente del Consiglio Giuseppe Conte
Il presidente del Consiglio Giuseppe Conte
TiscaliNews

Il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, sarà lunedì alla Camera per le comunicazioni sulla situazione politica che inizieranno alle ore 12. L'ordine dei lavori prevede l'intervento di Conte, il dibattito e la replica del premier. A seguire il voto sulla fiducia al governo posta su una delle risoluzioni presentate. Il voto si svolgerà con chiama per appello nominale. Il giorno successivo, martedì alle 9.30, Conte sarà in Senato per le comunicazioni, su cui verrà posta la questione di fiducia. Matteo Renzi torna a suonare il peana di guerra e piccona l'operazione 'costruttori': "Al Senato vedremo se ci saranno 161 voti a favore. Nel caso, la democrazia parlamentare avrà prodotto la terza diversa maggioranza in tre anni con lo stesso Premier".

Caccia ai Responsabili: nasce Maie

Intanto a Palazzo Madama è nato il gruppo MAIE-Italia23, "per costruire uno spazio politico che ha come punto di riferimento Giuseppe Conte. Alla luce del sole", per una "rinascita e resilienza" dell'Italia nell'era Covid, spiega il presidente del MAIE Ricardo Merlo E nelle indiscrezioni giornalistiche sembra strutturarsi anche l'idea di Conte di proiettarsi in futuro sulla creazione di un nuovo movimento politico. Dopo l'euforia, il clima della giornata è più riflessivo e molti dei nomi indicati dai media come responsabili smentiscono o si tengono coperti. "Noi abbiamo segnali di attenzione da molti parlamentari", dice però il vicesegretario del Pd Andrea Orlando ribadendo come, al momento, "ricucire con Renzi sarebbe velleitario". "Penso che i responsabili siano più di 12", conteggia l'ex M5s e presunto costruttore Gregorio De Falco.

La Lista Conte

La nuova impostazione, rispetto a quella perseguita finora da Palazzo Chigi, serve a nobilitare l'operazione in modo da evitare lo stigma per chi aderisce ("siete i nuovi Scilipoti"). Inoltre ciò favorirebbe l'adesione non solo di singoli ma di intere componenti, ad esempio dell'Udc o di Idea-Cambiamo, che in Senato hanno ciascuno tre seggi (rispettivamente De Poli, Sacconi e Binetti, nonché Berruti, Romani, Quagliariello), anche se al vertice di centrodestra Lorenzo Cesa e Giovanni Toti hanno escluso un soccorso a Conte. Attualmente Conte gode del sostegno di M5s (92 senatori), Pd (35), Leu (5), Autonomie (6), altri 9 senatori del gruppo Misto (Buccarella, Cario, De Bonis, Di Marzio, Fantetti, Fattori, Lonardo, Merlo, Ruotolo) e Italia Viva (18).

Dal pallottoliere mancano 11 voti

In totale dunque di 165 voti, che crollano 147 senza Iv. Dal pallottoliere mancano 11 voti per giungere a quota 158 cioè la maggioranza politica del Senato (gli eletti sono 315 a cui si aggiungono 6 senatori a vita). Tra i senatori del Misto che fanno parte della maggioranza ci sono 3 del Maie, che avendo presentato il simbolo alle ultime elezioni può formare un gruppo parlamentare se raggiunge i 10 parlamentari. Quindi nel pressing che la maggioranza in Senato fa su una serie di senatori (come appunto a quelli di Udc e Idea-Cambiamo) si prospetta di dar vita ad un gruppo autonomo del Maie che nel nome metterebbe anche quello di Giuseppe Conte, ormai sempre più lanciato in una prospettiva anche di leader politico per le prossime elezioni.

Chi arriva

Oltre agli ex grillini Gregorio De Falco e Tiziana Drago che hanno dato la loro disponibilità, per aumentare le truppe si punta ad altri ex pentastellati (Martelli, Ciampolillo, Pacifico, Marilotti), ad alcuni esponenti di Fi (Minuto, Tiraboschi, Masini), su cui però non ci sono conferme, come non ci sono per gli ex Fi oggi in Iv (Conzatti, Carbone) che anzi negano.

Lo schema alla Camera

In ogni caso se l'operazione della "lista Conte" andasse in porto e la maggioranza si presentasse da Mattarella con un quarto gruppo parlamentare, allora partirebbero le avances anche verso i senatori di Iv, invitandoli a "tornare a casa", separando il loro destino da quello di Renzi. Stesso schema alla Camera dove già 8 ex M5s hanno compiuto il passo. Cinque sono andati con il Centro democratico di Tabacci, e i tre di Popolo protagonista hanno dichiarato la loro disponibilità. Ci sono poi i 15 deputati del Misto non iscritti ad alcuna componente (quasi tutti ex M5s) e scouting viene fatto in Fi, tra i deputati sensibili al richiamo europeista e della responsabilità.

Vertice centrodestra

Intanto Matteo Salvini, riunito nell'ennesimo vertice di centrodestra, assicura che non sarà così facile per Conte trovare i numeri visto che diversi parlamentari sarebbero invece pronti a passare con la Lega. Mentre al Nazareno si riuniscono con Andrea Orlando - pare per parlare di Recovery plan - i ministri del Pd Gualtieri, Amendola e Provenzano, il Movimento cinque stelle continua a fibrillare a causa di un documento di 13 parlamentari che chiede un cambio di passo e sembra minare l'unità.

Renzi