Renzi promuove l'Italia a Tokio: chi la ama non le spara addosso. Basta piagnistei siamo ripartiti

Intesa con Abe. Il premier: daremo l'appoggio perché Ue dia un'approvazione rapida sia dell'accordo di libero scambio Ue-Giappone

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TiscaliNews

La "Abenomics", la filosofia macroeconomica con cui il premier nipponico Shinzo Abe tenta di rilanciare il suo paese, ha estimatori e critici. Alla prima si iscrive Matteo Renzi che, pur nei vincoli Ue, vuole spingere sulla crescita oltre l'austerità. Renzi e Abe, al loro quinto incontro, hanno rinsaldato il feeling, impegnandosi a rafforzare gli scambi commerciali e gli investimenti reciproci, a partire dallo sbarco di Finmeccanica nel Sol Levante.

"Italia è ripartita" - "Voler bene all'Italia vuol dire smettere di spararle addosso", è lo slogan con cui il premier attacca, dal Giappone, i gufi che non credono nelle riforme del governo. Al secondo giorno di visita a Tokyo, Renzi, accompagnato dalla moglie Agnese e dalla figlia più piccola, si concentra sui punti forti che uniscono Italia e Giappone: la cultura e le bellezze del Belpaese, che spingono 2,7 milioni di giapponesi in Italia, e i rapporti economici tra i due paesi. Nella lecture all'Università delle Belle Arti il premier esalta Pompei, "dopo anni di ritardi ora si presenta in tutta la sua bellezza", ignorando le tensioni con i sindacati. Ed elenca il fitto programma culturale per i 150 anni di relazioni tra Italia e Giappone, auspicando anche una prossima staffetta delle Olimpiadi tra Roma e Tokyo come avvenne negli anni '60.

 

 

Il Giappone è per noi un Paese Amico e partner, innamorato dell'Italia e degli italiani. Se ci guardassimo con lo stesso...

Posted by Matteo Renzi on Domenica 2 agosto 2015

 

I rapporti economici - Ma è nell'incontro mattutino con gli investitori nipponici e soprattutto nel bilaterale con Abe che il presidente del consiglio spiega che l'Italia è un paese "open to business". Le pmi italiane, spiega al noto imprenditore del tessile Yuzo Yagi, sono come il calabrone che "vola contro tutti i principi della fisica, troppo grosso e ali piccole, ma vola". Le pmi italiane sono piccole, a volte "troppo piccole per esportare, ma esportano". Al Kantei con Abe, poi, i due capi di governo concordano sui "valori strategici" in economia ed in geopolitica che accomunano i due paesi. Il premier nipponico spiega che "il Giappone è tornato a crescere" e omaggia Renzi sul "ritorno alla crescita" anche in Italia.

L'accordo con l'Europa - Partendo da questa intesa, il premier italiano assicura che si farà promotore in Ue per concludere entro l'anno l'accordo di libero scambio tra Ue e Giappone, rinviato da anni tra alti e bassi. "E' un accordo win to win", sostiene Renzi venendo incontro ad Abe. Che nel faccia a faccia con il premier italiano, ha spiegato il senso e le potenzialità del cambio della Costituzione con cui il Giappone ha abbandonato il pacifismo. "Pacifismo pro-attivo" lo chiama il capo del governo nipponico. Un cambiamento che, oltre che sul fronte geopolitico, rappresenta per l'Italia un'opportunità economica. "Finmeccanica - spiega il premier - ha scelto come partner Hitachi ed ha molti spazi di iniziativa in Giappone specie dopo il cosiddetto 'pacifismo pro-attivo' che Abe ci ha spiegato, con gli elicotteri realizzati con Kawasaki". La firma dell'accordo sulla "sicurezza delle informazioni" è un altro tassello nel feeling tra i due primi ministri in vista del G7 del 2016 proprio in Giappone. Una pedina nei rapporti internazionali che Renzi utilizza anche a uso di polemica interna per ribadire che "senza piagnistei e rimboccandoci le maniche" l'Italia può ripartire dopo anni di "decrescita infelice".