Renzi dice no alla guerra: "Nessuna azione bellica senza Usa e Russia"

Per il premier occorre essere prudenti: "Abbiamo la forza per poter affrontare questa grande sfida uniti. No all'equazione rifugiati uguale terroristi"

Renzi dice no alla guerra: 'Nessuna azione bellica senza Usa e Russia'
TiscaliNews

Il presidente francese Francoise Hollande chiede auto agli altri stati europei nella guerra all’Isis. In pratica chiama gli stati alleati a una reazione concreta davanti all'"aggressione armata a uno stato membro". L’Italia non sembra però intenzionata ad accogliere in pieno l’appello del Capo dello Stato Transalpino. Il premier Matteo Renzi tira il freno a mano e spiega: “Occorre prudenza, dobbiamo essere seri. Non stiamo discutendo di un congresso di partito ma di un conflitto e noi non vogliamo entrare in guerra”.

Questa la linea che proviene dall’esecutivo, con l’eccezione rappresentata dal ministro della Difesa Roberta Pinotti, propensa ad estendere i bombardamenti italiani oltre i confini dell’Iraq. Renzi pretende il "massimo di responsabilità" e – dunque – richiama anche lei alla cautela. Anche se - precisa - “restiamo impegnati nella coalizione sul fronte iracheno e lasciamo i nostri soldati in Afghanistan”, facciamo insomma la “nostra parte”.

In ogni caso, come dichiara il ministro degli Esteri Paolo Gentiloni, “non ci facciamo trascinare in una iniziativa di guerra senza gli Stati Uniti e la Russia”. Occorre inoltre avere chiaro il punto di caduta delle possibili azioni, la via d’uscita. “Per questo bisogna coinvolgere Putin – afferma Renzi – perché solo col contributo russo si può studiare, per esempio, una uscita di scena di Assad in Siria senza compiere gli stessi errori della Libia”. Per questa ragione è fondamentale rafforzare il rapporto con la Russia.

C’è poi la preoccupazione del presidente del Consiglio di scongiurare che gli italiani comincino a "sentirsi in guerra”. In secondo luogo quella di evitare un ruolo che ponga il nostro Paese al centro del mirino dei terroristi islamici. “E’ opportuno insomma mantenere la calma e non reagire d’istinto”, dice Renzi. Un atteggiamento che da alcuni settori della politica italiana viene però tacciato di pavidità. Ma “noi siamo capaci di usare anche il pugno duro – risponde il premier – e lo abbiamo dimostrato, ma siamo contro le soluzioni semplicistiche”.

Così, mentre i 5 Stelle dichiarano che “non si combatte la guerra con la guerra” e chiedono "controlli efficaci alle frontiere" unitamente al ritiro dall'Afghanistan, perché "missione inutile" che sottrae forze alla difesa dell'Italia, il governo spiega meglio la sua posizione invocando unità e determinazione. "Abbiamo la forza per poter affrontare questa grande sfida insieme: l'Italia deve essere unita", sostiene Renzi. Mentre il presidente Mattarella invoca la cultura come "farmaco contro l'oscurantismo e l'intolleranza".

Cultura aggiunge Renzi da Antalya significa anche "non credere alla facile equazione, che qualcuno fa, per cui rifugiati è uguale a terroristi". Perché "quasi tutti i rifugiati scappano dagli stessi terroristi in azione nelle nostre città". E perché "gli autori degli attentati sono nati o cresciuti in Europa".

In ogni caso "combatteremo per difendere i nostri valori non dichiarando guerra all'Islam, ma ai rinnegati", dichiara alla Camera Gentiloni, ricordando Valeria Solesin, la studentessa uccisa al teatro Bataclan di Parigi: "Lavoreremo per snidare terroristi ovunque cerchino di infiltrarsi".