Renzi: "Sarà il popolo a decidere se la nostra riforma del Senato va bene, puntiamo al referendum"

Renzi: 'Sarà il popolo a decidere se la nostra riforma del Senato va bene, puntiamo al referendum'
TiscaliNews

"Sarà il popolo a decidere se la nostra riforma del Senato va bene oppure no". Non i Fassina, non i Brunetta. E neanche Silvio Berlusconi, che annuncia il "no" di Forza Italia alla Camera. "Puntiamo al referendum", dichiara Matteo Renzi. Alla vigilia del voto finale alla Camera sul ddl costituzionale, è un messaggio tanto ai partiti di opposizione, quanto alla minoranza Pd. "Nessuno può permettersi di fermare il cambiamento", dichiara "tosto e deciso" il premier. E ribadisce che il testo dell'Italicum sarà approvato così com'è, senza modifiche. Un proposito che, lo avverte la sinistra dem, rischia di spaccare il Pd e far saltare l'intero percorso delle riforme.

"Puntiamo al referendum finale perché per noi decidono i cittadini" - "Il Paese si sta rimettendo in moto. L'Italia sta davvero cambiando verso, passando dal meno degli ultimi anni al più, ma proprio per questo adesso dobbiamo intensificare gli sforzi. Tutta la fatica di quest'anno rischia di essere vana se adesso non acceleriamo. Guai dunque a sedersi". E' quanto scrive il premier Matteo Renzi sull'E-nwes. Il presidente del Consiglio passa poi alla legge elettorale: "Ci siamo. Martedì 10 andiamo alla Camera con il voto finale della seconda lettura. Puntiamo al referendum finale perché per noi decidono i cittadini, con buona pace di chi ci accusa di atteggiamento autoritario". E aggiunge: "Certezza del vincitore, ballottaggio, garanzia di governabilità, parità di genere, metà preferenze e metà collegi" sono i principi cardine della legge elettorale. "Manca l'ultima lettura - quella finale - alla Camera". "Il popolo, nessun altro, dirà se i parlamentari hanno fatto un buon lavoro o no - prosegue Renzi -. In settimana iniziamo l'esame in Consiglio dei ministri per chiuderlo velocemente. Poi la palla passa al Parlamento con lo stesso metodo della scuola".

"Il Jobs Act aumenta le tutele per chi perde l'occupazione" - Il premier affronta anche il tema del tanto discusso Jobs Act. "In un anno sono aumentati i posti di lavoro, più 134mila. Con le misure della legge di stabilità, zero tasse per chi assume a tempo indeterminato e con la riforma del lavoro sarà ancora più facile assumere - scrive Renzi -. Il JobsAct aumenta le tutele per chi perde l'occupazione, ma soprattutto facilita le assunzioni, con buona pace di chi ha trascinato per mesi una polemica ideologica".

"Continuiamo con decisione sulle principali sfide che abbiamo davanti" - "Il quadro economico non è mai stato così invitante - sostiene il presidente del Consiglio -. Si aggiunga, e su questo noi non c'entriamo niente, ma siamo felici per gli effetti, che il costo del petrolio è molto basso e questo è un dato molto significativo specie per un Paese con la nostra bolletta energetica. Insomma fuori torna a splendere il sole. Ma uscire di casa e mettersi in cammino dipende solo da noi. Per questo noi continuiamo con decisione sulle principali sfide che abbiamo davanti". Lo scrive il premier Matteo Renzi sull'Enews. "Mutui e compravendita di auto crescono a doppia cifra. Mercato immobiliare, consumi, indice di fiducia delle famiglie e delle imprese tornano al segno più dopo anni. Nel primo trimestre è probabile che il Pil torni positivo dopo decine di rilevazioni negative. Tutto questo deriva dalla solidità delle nostre riforme. Così il premier Renzi sull'enews.

"In Europa siamo il partito più votato" - Se dopo un anno di governo "possiamo portare il primo carnet di risultati, ancora per me non sufficiente ma certo superiore rispetto anche alle mie aspettative, il merito non è mio. E non è nemmeno della squadra che mi aiuta. Tutto il merito è del 41% delle elezioni Europee", scrive ancora nella sua newslettere Enews. "Ci ha dato una forza straordinaria ovunque. Ce la dà in Europa dove siamo il partito più votato. Ce la dà in Italia in Parlamento. Ce la dà dentro il nostro partito, non come forma di ricatto ma come richiamo alla responsabilità", aggiunge.

"Nessuno può permettersi di fermare il cambiamento" - "Dobbiamo discutere e farci carico delle ragioni di tutti, anche di chi non ha la maggioranza, ma nessuno può permettersi di fermare il cambiamento che gli italiani ci hanno chiesto". "Il 41% inchioda il Pd a una grandissima responsabilità: rispondere agli italiani che vogliono tornare a sperare - prosegue - E se è vero che molto è stato fatto, diciamo la verità: il meglio deve ancora venire. E arriverà". Facendo un bilancio del primo anno di governo, il premier racconta che il "momento peggiore" lo ha vissuto "tutte le volte in cui abbiamo dovuto affrontare una crisi aziendale", perché "il dolore di una donna o di un uomo che perde il posto di lavoro senza che nessuno lo aiuti è indescrivibile". Il momento migliore invece "è quello che deve ancora arrivare".