Cosa apre e cosa chiude con il nuovo decreto. I nuovi colori delle Regioni. "Giallo" sulle seconde case

Quasi tutta Italia in zona arancione e il divieto di spostarsi tra le regioni fino al 15 febbraio. Non c'è limitazione ad andare verso le seconde case che si trovano nelle regioni dove non si risiede

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TiscaliNews

Il premier Giuseppe Conte ha firmato il nuovo dpcm con le misure che saranno valide dal 16 gennaio al 5 marzo. Tre Regioni vanno in area rossa: sono la provincia autonoma di Bolzano, Lombardia e Sicilia. La decisione del ministro della salute Roberto Speranza, sulla base dei dati e delle indicazioni della Cabina di Regia. La nuova ordinanza andrà in vigore a partire da domenica 17 gennaio. Per il resto quasi tutta Italia in zona arancione e il divieto di spostarsi tra le regioni fino al 15 febbraio. La nuova stretta per evitare che anche l'Italia finisca nella stessa situazione di Gran Bretagna e Germania, costringendo il governo all'unica soluzione possibile in quel caso: un nuovo lockdown nazionale. Il testo integrale del decreto.

 

I colori delle Regioni

E in base all'ultimo monitoraggio, con le modifiche introdotte dal decreto, solo 6 regioni rimangono gialle: Abruzzo, Basilicata, Campania, Sardegna, Toscana e Valle d'Aosta. Tutte le altre in arancione, mentre Lombardia e Sicilia e la provincia autonoma di Bolzano sono in zona rossa. Se però a mandare in rosso la Lombardia sono i numeri, a far scattare le restrizioni più dure in Sicilia è stat la richiesta del presidente Nello Musumeci.

Gli spostamenti tra Regioni

Quelli tra Regioni e province autonome saranno vietati dal 16 gennaio 2021 al 5 marzo 2021, salvo quelli motivati da comprovate esigenze lavorative o situazioni di necessità ovvero per motivi di salute. E' comunque consentito il rientro alla propria residenza, domicilio o abitazione. Qualora la mobilità sia limitata all'ambito territoriale comunale sono comunque consentiti gli spostamenti dai comuni con popolazione non superiore a 5.000 abitanti e per una distanza non superiore a 30 chilometri dai relativi confini, con esclusione in ogni caso degli spostamenti verso i capoluoghi di provincia.

Manca il divieto per le seconde case fuori regione

In attesa che le nuove faq di Palazzo Chigi in via di aggiornamento chiariscano in modo inequivocabile la questione, c'è un "giallo seconde case" nel nuovo Dpcm del 14 gennaio: nel comma 4 degli articoli che vietano gli spostamenti nelle regioni è "sparita" la limitazione ad andare verso le seconde case che si trovano nelle regioni dove non si risiede. Nel nuovo Dpcm si dice soltanto che "è comunque consentito il rientro alla propria residenza, domicilio o abitazione" senza, sottolinea il Corriere della Sera, l'esclusione relativa alle seconde case. Il quotidiano cita fonti di Palazzo Chigi che confermano che "per 'abitazione si intende dunque anche una seconda dimora, anche in affitto', che si trovi in una regione in fascia gialla, arancione o rossa. L'unico limite riguarda il fatto che potrà spostarsi soltanto il nucleo familiare". 

Visite amici e parenti

Viene confermata la regola che consente a un massimo di due persone di andare a visitare amici o parenti, una volta al giorno. Il decreto prevede che in ambito regionale, lo spostamento verso una sola abitazione privata abitata è consentito, una volta al giorno, in un arco temporale compreso fra le ore 05:00 e le ore 22:00, e nei limiti di due persone ulteriori rispetto a quelle ivi già conviventi, oltre ai minori di anni 14 sui quali tali persone esercitino la potestà genitoriale e alle persone disabili o non autosufficienti conviventi. 

Rt e cambio di colore

Le regioni che attualmente si collocano dal punto di vista epidemiologico in uno scenario di tipo 1 e con un livello di rischio alto, con il nuovo decreto legge vengono inserite nel più restrittivo scenario di tipo 2 e con livello di rischio moderato. Questo di fatto, sancisce il più facile passaggio di una regione 'gialla' in fascia arancione. Con Rt 1 o con un livello di rischio 'alto' si va in arancione, con Rt a 1,25 in rosso.

Arriva la zona bianca

Il nuovo decreto legge anti-Covid disciplina anche la nuova cosiddetta zona bianca nella quale gran parte delle misure restrittive vengono a cessare. In particolare è il ministro della Salute, con una sua ordinanza, a individuare quali saranno queste regioni. Si tratta di quelle che "si collocano in uno scenario di tipo 1 e con un livello di rischio basso, ove nel relativo territorio si manifesti una incidenza settimanale dei contagi, per due settimane consecutive, inferiore a 50 casi ogni 100.000 abitanti". In queste regioni, "cessano di applicarsi le misure" previste dal decreto legge che detta le varie limitazioni oggi in vigore.

Niente asporto e coprifuoco

Viene confermato il coprifuoco dalle 22 alle 5 e l'apertura dei ristoranti fino alle 18 nelle zone gialle. Per i bar e le attività commerciali che vendono bevande e alcolici, come le enoteche, scatta il divieto di vendita da asporto alle 18. Per i soggetti che svolgono come attività prevalente una di quelle identificate dai codici Ateco 56.3 e 47.25 (bar e esercizi specializzati nella vendita al dettaglio di bevande e alcolici, ndr) - si legge nel testo - l'asporto è consentito esclusivamente fino alle 18. Nella riunione con il governo le regioni avevano chiesto che fosse vietata solo la vendita di bevande e non l'asporto in generale.

Sabato e domenica chiusi negozi nei centri commerciali

Nelle giornate festive e prefestive sono chiusi i negozi all'interno di mercati, centri, gallerie e parchi commerciali, a eccezione di farmacie, parafarmacie, presidi sanitari, punti vendita di generi alimentari, di prodotti agricoli e florovivaistici, tabacchi, edicole e librerie.

Ancora stop a palestre e piscine

Restano ancora chiuse anche palestre e piscine - anche se si continua a lavorare per consentire la ripresa almeno agli sport individuali nelle zone gialle - così come cinema e teatri. 

Scuola in presenza: dad solo in zone rosse

I ragazzi delle scuole superiori delle Regioni 'gialle e arancioni' torneranno a scuola lunedì 18 gennaio almeno al 50% della presenza. Nelle Regioni 'rosse' i ragazzi rimarranno a casa dalla seconda media a seguire la didattica a distanza. Questo fatte salve ordinanze regionali. Le precedenti disposizioni prevedevano che ci fosse la didattica a distanza per le scuole superiori anche nelle Regioni in area arancione; il nuovo Dpcm invece dispone didattica a distanza solo nelle Regioni rosse e in tutte le altre, per le superiori, presenza almeno al 50% e fino al 75%. La restante parte della didattica viene svolta a distanza. "Resta sempre garantita la possibilità di svolgere attività in presenza qualora sia necessario l'uso di laboratori o per mantenere una relazione educativa che realizzi l'effettiva inclusione scolastica degli alunni con disabilità e con bisogni educativi speciali", si legge nel Dpcm.

Università

Le Università in base all'andamento del quadro epidemiologico, predispongono piani di organizzazione della didattica e delle attività curriculari, da svolgersi a distanza o in presenza secondo le esigenze di sicurezza sanitaria nel rispetto delle linee guida del Ministero dell’università e della ricerca e ferme restando le attività che devono necessariamente svolgersi in presenza.

Musei e mostre 

Il servizio di apertura al pubblico dei musei e degli altri istituti e luoghi della cultura è assicurato a patto che garantiscano modalità di fruizione contingentata o comunque tali da evitare assembramenti di persone e da consentire che i visitatori possano rispettare la distanza tra loro di almeno un metro. Sono altresì aperte al pubblico le mostre, alle medesime condizioni previste dalla presente lettera per musei e istituti e luoghi della cultura. Mentre sono sospesi le mostre e i servizi di apertura al pubblico dei musei e degli altri istituti e luoghi della cultura, ad eccezione delle biblioteche dove i relativi servizi sono offerti su prenotazione e degli archivi, fermo restando il rispetto delle misure di contenimento dell’emergenza epidemica.

Sci 

Gli impianti sciistici continueranno a restare chiusi, fino al 15 febbraio. Nel testo si precisa che dal 15 febbraio potranno aprire gli impianti "solo subordinatamente all'adozione di apposite linee guida da parte della Conferenza delle Regioni e delle province autonome e validate dal Comitato tecnico scientifico, rivolte ad evitare aggregazioni di persone e, in genere, assembramenti".

Stop ingressi da Gran Bretagna

Continua lo stop per gli ingressi da Gran Bretagna e Irlanda del nord, causa nuova variante Covid. Nella bozza viene infatti prorogato fino al 5 marzo.

Concorsi 

Si è deciso di sbloccare i concorsi pubblici in presenza, ma per un massimo di 30 partecipanti per sessione. Il protocollo dovrà essere inoltre autorizzato dalla Funzione pubblica e dal Cts. A proporre il ritorno ai concorsi pubblici in presenza, seppur in sessioni contenute per numero di partecipanti, le ministre M5S Fabiana Dadone e Lucia Azzolina. Che subito hanno trovato il sostegno di tutte le forze di maggioranza. La misura entrerà nel dpcm che il premier Giuseppe Conte firmerà nelle prossime ore. Questa, viene spiegato, sarebbe l'unica novità di rilievo. Per il resto, il dpcm che Conte si appresta ad adottare non presenta differenze di rilievo rispetto alla bozza sottoposta alle Regioni.