Milano, Roma, Napoli: ecco il Risiko delle candidature per le comunali di primavera

Sono 1200 i comuni al voto a maggio. Incognita M5S nella Capitale, Ambrosoli per il Pd a Milano e De Magistris contro Bassolino. Renzi avverte: "Prima ricuciamo, poi il candidato"

Milano, Roma, Napoli: ecco il Risiko delle candidature per le comunali di primavera
di Antonella Loi

Milano, Roma, Napoli, Torino e Cagliari. Sono queste le città dove punta l'occhio dei riflettori in vista delle elezioni amministrative della primavera 2016. Cinque città dove il confronto fra i candidati è tutt'altro che scontato e dover i giochi si decideranno nei prossimi mesi in cui si delineeranno primarie e alleanze. In tutto i comuni interessati al voto sono 1200 equamente distribuiti da Nord a Sud, tra cui si annoverano anche Bologna, Trieste, Salerno e Caserta. La sfida più interessante sarà sicuramente quella della Capitale, dove la caduta del sindaco Ignazio Marino ha aperto il sipario su un confronto fra candidati serrato e all'ultimo voto. Giunto in città il commissario prefettizio Francesco Paolo Tronca, ex prefetto di Milano, già si fanno i conti per capire dove il partito di maggioranza relativa che reggeva (salvo poi farlo cadere) il sindaco "marziano", intenda approdare. Per ora il reggente del Pd, Matteo Orfini, non si fa sfuggire mezza parola su chi sarà l'uomo sul quale punterà il suo partito.

Intanto Renzi avverte: "Prima ricuciamo, poi il candidato" -  "Prima viene Roma. Nel frattempo riorganizzeremo il partito che è dilaniato da correnti interne, incomprensibili ai romani. Lavoreremo per ricucire e alla fine sceglieremo il candidato", dice Matteo Renzi a Bruno Vespa per il libro "Donne d'Italia". Ma sul nome del candidato, il premier taglia corto: "E' troppo presto per parlarne". Dopo il lavoro per il "trionfo" di Expo, "anche a Roma occorrerà una squadra, un dream team. Persone di primo livello su tutto, dalla cultura allo sport, dai trasporti all'istruzione. Non ho il chiodo fisso di fare una bella figura per vincere le elezioni: ho il chiodo fisso di far ripartire Roma. La priorità assoluta è la città", sostiene il premier.

Il premier: "Addii scenografici, politica falsa" -  "Quando vedo certi addii scenografici mi rendo conto di quanto possa essere falsa la politica. Chi fallisce la prova dell'amministrazione si rifugia nella cerimonia di addio, vibrante denuncia di un presunto complotto, con tono finto nobile e vero patetico. Non mi riferisco solo a Marino, certo", afferma Renzi. "I politici si dividono in capaci e incapaci. Non c'è disonestà intellettuale più grande di chi inventa congiure di palazzo per nascondere i propri fallimenti".

Difficile sfida a Roma - Non è escluso che lo stesso Marino stia covando una sua ricandidatura. Stando ai sondaggi che circolano nel dopo-dimissioni, il partito del presidente del Consiglio appare in difficoltà rispetto alle intenzioni di voto. In vantaggio sarebbe invece il M5S che potrebbe fare l'en plain di voti tra i delusi dei partiti di maggioranza. Per questo, dice la senatrice pentastellata Paola Taverna, il Pd potrebbe avere la "tentazione di usare il Giubileo" - che prenderà il via il prossimo 8 dicembre del 2016 - "come scusa per far slittare le elezioni comunali di un anno". Quanto al candidato, Taverna dice: "Non è Alessandro Di Battista, perché lo sceglierà la Rete". Non è escluso comunque che gli internauti scelgano proprio Di Battista. I partiti di Centrodestra sono ancora in alto mare: nessun nome condiviso. Timidamente si indica Giorgia Meloni (Fdi) ma ambienti moderati, compresa la Chiesa, frenano e spingono per altre opzioni.

Milano, Ambrosoli per il Pd? - Sfida importante è anche quella di Milano che, forte del buon risultato dell'Expo, cerca un degno successore del sindaco uscente Giuliano Pisapia, indisponibile a una seconda candidatura. Il nome che si fa con più insistenza in area centrosinistra è quello di Umberto Ambrosoli, che potrebbe rifarsi al Comune dopo la delusione della Regione Lombardia conquistata da Roberto Maroni. Ufficialmente però ancora nessuna investitura: il nome verrà selezionato nel corso delle primarie previste nei prossimi mesi. Altro nome che, sull'onda del successo Expo, potrebbe ambire alla candidatura all'ombra della Madonnina è il commissario, Giuseppe Sala, tirato in ballo da Repubblica. Storia tutta da scrivere. Caduta definitivamente l'ipotesi Matteo Salvini (che punta più in alto) per il Centrodestra, si attendono nuove carte sul tavolo. Il M5S si porta avanti con il lavoro e fissa per l'8 novembre "l'election day" per il proprio candidato. Un'occasione che il Corsera bolla come "show alla X Factor", nella quale ciascun aspirante avrà pochi minuti per convincere i delegati attivi nelle circoscrizioni milanesi. Partita ancora tutta aperta insomma.

Napoli: Bassolino vs De Magistris - Interessante anche la sfida di Napoli, dove il sindaco in carica, Luigi De Magistris, ha annunciato l'intenzione di ricandidarsi. Forte dell'assoluzione in appello nell'inchiesta "Why Not", dove era accusato di abuso d'ufficio, il primo cittadino uscente ha annunciato di presentarsi con una lista "mille culure". I sondaggi intanto - tra cui uno pubblicato da Repubblica - dicono che il grande favorito è proprio il sindaco uscente. Stando agli stessi sondaggi, il M5S, che non ha ufficializzato un candidato e che non convergerà su De Magistris, si troverebbe in seconda posizione. Il Centrosinistra prova il contropiede schierando un nome già noto della politica partenopea, il 68enne Antonio Bassolino, che però è possibile debba passare per le primarie. Altri nomi possibili sono Andrea Cozzolino, Francesco Nicodemo e Gennaro Migliore. Il Centrodestra invece sembra orientato verso la ricandidatura di Gianni Lettieri, sconfitto da De Magistris 5 anni fa e attuale capogruppo in consiglio comunale. Mara Carfagna (voluta da Berlusconi) e Stefano Caldoro, hanno declinato.

Zedda ci riprova a Cagliari - Se Bologna e Torino sembrano bandierine già sicure della geografia del Centrosinistra - con le ricandidature, rispettivamente, di Virginio Merola e Piero Fassino - ancora da definire si preannuncia la sfida di Cagliari, dove il primo cittadino uscente di Sel, Massimo Zedda, va verso la ricandidatura ancora una volta con l'appoggio del Pd. Sull'altro fronte è già giunta l'autoinvestitura di Piergiorgio Massidda, ex presidente dell'Autorità portuale di Cagliari, vicino a Forza Italia ma in campo con una lista civica. Improbabile però che il Centrodestra converga su di lui. E se questo venisse confermato un altro nome scenderebbe in campo a spaccare il fronte del centrodestra a tutto vantaggio del sindaco uscente. Su questa sfida pesa in ogni caso il M5S che non ha ancora sciolto la riserva sulla sua partecipazione al voto nel capoluogo sardo.