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Altra botta della Lega al M5s: saranno abbattuti gli ulivi con la Xylella

Beppe Grillo ancora a luglio aveva parlato di “bufala”, due mesi fa un senatore fedelissimo aveva eletto residenza su un ulivo per scongiurarne l’abbattimento, eppure Matteo Salvini è riuscito a imporre la linea sua e della Commissione Europea. Saranno abbattute le piante ammalate e distrutti i prodotti: chi nasconde un albero infetto rischia multe fino a 10 mila euro. Centinaio rinvia la visita e prepara aiuti per gli olivicoltori che hanno dati vita ai “gilet arancioni”

Uliveto pronto per l'abbattimento in Puglia (Ansa)
Uliveto pronto per l'abbattimento in Puglia (Ansa)

La consegna di Beppe Grillo non ammette equivoci: “Non dobbiamo farci trascinare nei temi da Matteo Salvini, ma essere noi a imporgli i temi del Movimento 5 stelle”. La stoccata del fondatore sembra proprio rivolta a Luigi Di Maio, il “capo politico” contestato dall’ala “sinistra” del suo partito che lo accusa di avere ceduto su temi importanti come la sicurezza e l’immigrazione e di avere pilotato il Movimento verso il salvataggio di Salvini sul “caso Diciotti”.

Il dossier Grandi navi e quello degli ulivi

Così Danilo Toninelli, già alle prese con la grana colossale della Tav, ha riaperto il dossier Grandi navi a Venezia, un tema storico dei grillini, mentre Roberto Fico è impegnato a seguire personalmente l’iter della proposta di legge sull’acqua pubblica. Proprio quando i Cinquestelle provano a rimettersi in carreggiata per resistere al sorpasso - più che probabile, stando ai sondaggi - della Lega alle Europee, si stanno però arrendendo - in un’altra battaglia simbolica, per la quale si erano molto spesi in campagna elettorale, quella contro gli abbattimenti degli ulivi colpiti dalla Xylella in Puglia. Proprio un anno fa, alla vigilia del voto del 4 marzo, si erano segnalati per l’opposizione decisa con lo slogan: “La Xylella fastidiosa è una gigantesca bufala!”.

La richiesta di Commissione parlamentare

“Il senatore Saverio De Bonis (M5S) proprio in questi giorni ha presentato una proposta di legge per chiedere di istituire una Commissione parlamentare d’inchiesta sul tema. Se il governo la prenderà in considerazione ne vedremo delle belle e dopo anni di bufalite, finalmente, speriamo di avere un po’ di chiarezza su ciò che è ed è stato l’affaire xylella”, scriveva il comico fondatore sul Blog addirittura il 2 luglio del 2018.

“La falsa epidemia”

I grillini sono così convinti che l’epidemia sia un falso e che pertanto non debbano essere abbattute le piante ammalate che ancora un mese e mezzo fa, quando si stava scrivendo la legge di Bilancio e si era ipotizzato di intervenire con quello strumento per eliminare tutte le piante malate allo scopo di evitare nuovi contagi, un senatore dei Cinquestelle, Lello Ciampolillo, aveva eletto un albero a sua residenza parlamentare ufficiale, sfruttando le prerogative parlamentari come escamotage per impedire l’eradicazione già decisa dai tecnici dell’Agenzia regionale per le attività irrigue e Forestali della Puglia incaricate di iniziare il trattamento farmacologico preliminare. “Che un senatore della Repubblica si opponga all’abbattimento di un ulivo affetto da Xylella, per di più affermando il falso, ovvero che il batterio non sarebbe la causa del disseccamento dell’arbusto, è gravemente irresponsabile”, aveva tuonato allora il segretario regionale della Lega, Andrea Caroppo.

Vince la linea della Lega

Cinquanta giorni dopo, con la bozza del decreto Agricoltura, sta per passare la linea della Lega, che prevede abbattimenti e multe salatissime per chi non si mette in regola. L’articolo due infatti dispone “l’abbattimento e le modifiche della chioma e dell'apparato radicale degli alberi monumentali infetti dagli organismi nocivi”, nonché “la distruzione delle piante e dei prodotti delle piante contaminate”, al fine di “proteggere i beni culturali, l’ambiente, il territorio, il paesaggio, l’agricoltura e le foreste dalla diffusione di organismi nocivi per le piante”.

Gli accertamenti

La norma è così severa da prevedere la deroga ai divieti di abbattimento “anche in presenza dei vincoli culturali, paesaggistici, ambientali e forestali derivanti dalle norme specifiche di settore” e da estendere l’azione della scure c anche alle piante che si trovano nelle aree protette e nei parchi.  Per capire quali piante siano malate e quali no, sarà disposto l'”accertamento della presenza delle infezioni, mediante prelievo di campioni di materiale vegetale, da parte di laboratori di analisi accreditati dagli Enti competenti per territorio, secondo specifici schemi di accordo o convenzioni”.

Arrivano le sanzioni

Per la prima volta il governo mette in piedi un serio apparato sanzionatorio. Il decreto, nel caso in cui il proprietario di un terreno non denunci la presenza di piante infette, prevede una sanzione da euro da 516 a 10.320 euro. E un’identica sanzione viene emessa in caso di omessa o ritardata esecuzione delle prescrizioni di estirpazione di piante infette dagli organismi. Il decreto, che dovrà comunque avere il via libera dal Consiglio dei ministri, introduce un’altra deroga, anche alle leggi sulla proprietà privata: “E’ consentito l’accesso degli ispettori fitosanitari e del personale incaricato in tutti i luoghi e i mezzi in cui sia necessario attuare le misure fitosanitarie ufficiali derivanti da emergenze fitosanitarie”.

Visita in Puglia rimandata da Centinaio

Si capisce, allora, perché, di fronte alla radicalità delle misure in discussione e alla possibilità di contestazioni e con un confronto tuttora aperto nella maggioranza, il ministro dell’Agricoltura Gianmarco Centinaio ieri, all’ultimo minuto, abbia deciso di rimandare la visita prevista da tempo in Puglia. Ma ha vinto solo la Lega? No. La relazione illustrativa del provvedimento che sarà esaminato la settimana prossima o quella successiva, rivela infatti che gli abbattimenti sono stati chiesti e considerati “indifferibili” dalla Commissione Ue, che dopo l’esplosione del caso del parassita degli ulivi, aveva aperto una procedura d’infrazione contro l’Italia per la mancata applicazione delle misure necessarie.

Si arrende anche Emiliano

Insomma, anche i sovranisti, alla lunga, sono stati costretti a cedere.  La “resa” pentastellata segue quella degli altri oppositori degli abbattimenti, a partire dalla giunta (a trazione Pd) della Regione Puglia, guidata dall’eretico Michele Emiliano. “E’ di tutta evidenza che la batteriosi stia lentamente progredendo e che quindi non ancora esista una terapia, un cura scientificamente valida da poter impedire il propagarsi del batterio”, ha ammesso giusto ieri l’assessore alle Risorse agroalimentari della Regione Puglia, Leonardo Di Gioia. Lo stesso decreto conterrà comunque alcune misure per sostenere le imprese colpite dagli abbattimenti. La battaglia, nella regione del presidente Giuseppe Conte, si sposta ora su questo fronte: “C’è bisogno di portare risultati importanti agli olivicoltori pugliesi; per questo motivo abbiamo concordato col ministro Centinaio di rinviare il suo arrivo in Puglia di qualche giorno, per consentirgli di chiudere definitivamente il gran lavoro di queste ore con l’approvazione dei decreti governativi”, dice il portavoce dei “gilet arancioni”, Onofrio Spagnoletti Zeuli.

Stefano Loffredodi Stefano Loffredo, direttore Tiscali News   

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