[Il retroscena] E la Cgil litiga sulla vicinanza al governo. “Landini e Camusso troppo vicini a Lega e Cinque Stelle”

Lo sfidante di Landini per la segreteria nazionale, Vincenzo Colla spara a zero. La replica della Camusso: “Noi ci poniamo oggi un'altra questione: non solo la rappresentanza del lavoro, che cambia in continuazione, ma anche come esercitare una rappresentanza se nella politica nessuno rappresenta le ragioni del lavoro. L’opposizione non esiste”

[Il retroscena] E la Cgil litiga sulla vicinanza al governo. “Landini e Camusso troppo vicini a Lega e Cinque Stelle”

"Non nascondo che mi ha fatto un certo effetto vedere  il Ministro Paolo Savona sul palco delle Giornate del Lavoro  della Cgil a Lecce. Il suo piano B per l’uscita dell’Italia dall’Europa è quanto di più distante dalle nostre posizioni e convinzioni. È soprattutto quanto di più distante da quello che serve al paese". Il segretario confederale Vincenzo Colla è  lo sfidante di Maurizio Landini nella corsa per la successione alla segreteria di Susanna Camusso. Finora era rimasto piuttosto defilato dalla competizione, ma l'altro ieri a Lecce ha deciso di rompere il silenzio, con un attacco frontale alla linea della dirigenza proprio nella giornata finale della tradizionale kermesse delle "Giornate del Lavoro" che aprono la fase congressuale preparando l'elezione a gennaio della nuova guida del sindacato. Colla, che contesta all'asse Camusso-Landini-Fiom un'eccessiva apertura di dialogo con la parte pentastellata del governo giallo-verde, ha affidato la sua critica ad un post su Facebook, che come prevedibile, ha avuto un effetto tellurico nella platea nazionale riunita a Lecce.

"Il dialogo è nella natura del sindacato e secondo me va ricercato sempre e con tutti. Lo stesso vale però anche per l’autonomia dalla politica. L’abbiamo avuta con il precedente governo, dobbiamo continuare ad averla anche con quello in carica". Il riformista Colla però, sottolineano alcuni, non parla da una posizione di totale imparzialità: espressione dell'Emilia operaia,  è  molto vicino ad ambienti del PD non renziano. A rispondere indirettamente nell'intervista finale di chiusura con Marco Damilano è stata la stessa Camusso, in un lungo ragionamento sul ruolo del sindacato e della politica che non ha risparmiato anche dure critiche ad alcuni punti del programma di governo, arrivando a toccare il tema della crisi della sinistra in Italia.

“La Cgil è sempre stata una organizzazione progressista di rappresentanza. Il nostro obiettivo quotidiano è rappresentare lavoratori e pensionati. Pensiamo che destra e sinistra non siano superate, sono categorie del pensiero sempre valide dentro cui ci collochiamo. Noi ci poniamo oggi un'altra questione: non solo la rappresentanza del lavoro, che cambia in continuazione, ma anche come esercitare una rappresentanza se nella politica nessuno rappresenta le ragioni del lavoro".

Ed ancora: "Le grandi conquiste sono state ottenute con la contrattazione. Lo Statuto dei lavoratori arriva dopo la stagione di negoziazione degli anni Sessanta, che fu oggetto di uno straordinario dibattito di massa. Poi, però, c'è bisogno che qualcuno rappresenti quelle ragioni in Parlamento”. “Perché la sinistra non ha immaginato una politica economica alternativa?”, si è poi chiesta la segretaria Cgil. “Si voleva solo smussare gli angoli, così il mondo del lavoro ha pagato i cambiamenti sulla sua pelle. Se non c'è più un pensiero forte, nelle persone si perde la differenza: oggi tutti dicono che bisogna abbassare le tasse, anche la sinistra, e questa è la sua sconfitta ideologica più grande, rinunciare alla tassazione progressiva per uno Stato più leggero. Cosa mi fa più paura oggi? Che non c'è un'opposizione".

Infine il passaggio sul Congresso, che sarà celebrato in gennaio a Bari, e sul futuro segretario generale: “Sarà frutto di un dibattito che la Cgil deve fare all'interno di un'idea. Non ci piace il leaderismo. C'è un documento unitario votato da tutta la segreteria, ora sono in corso le assemblee di base che decidono la linea politica. Se il documento viene approvato, allora la linea è quella. La Cgil non è un luogo che si scala - ha concluso -, ma un'organizzazione confederale che deve fare la sintesi tra tutti i settori del lavoro che rappresenta".