[La polemica] Il grande errore di M5s, era meglio Dibba il rivoluzionario del Di Maio moderato e vi spiego perché

Il voto nel paese più forte d'Europa ci dice che la rabbia non è finita. E non è una rabbia di pezzenti, di pasti caldi, di mense caritatevoli di nuovi poveri: è una rabbia di ceti dirigenti, di classi medie, di borghesia benestante ma impoverita che ha voglia di menare le mani a destra - come a sinistra - che schifa l'inciucio e i governissimi come la peste, che è stanca del rigore, e che vuole - a seconda dei gusti - egoismo o solidarietà, guerre sante o ideali

[La polemica] Il grande errore di M5s, era meglio Dibba il rivoluzionario del Di Maio moderato e vi spiego perché

Era meglio Dibba. E non è solo un problema di faccine, di primarie un po' farlocche, di sette nani di contorno che tutti insieme avrebbero potuto concorrere - non per il governo del Paese - ma per il comitato direttivo del club di Topolino. L'impressione paradossale è che nella loro ansia di pilotare senza scossoni l'eletto Luigi Di Maio al traguardo, alla Casaleggio & Associati abbiano fatto un errore di marketing che la lettura del terremotato sismografo elettorale tedesco sembra accentuare. Il voto nel paese più forte d'Europa ci dice che la rabbia non è finita. E non è una rabbia di pezzenti, di pasti caldi, di mense caritatevoli di nuovi poveri: è una rabbia di ceti dirigenti, di classi medie, di borghesia benestante ma impoverita che ha voglia di menare le mani a destra - come a sinistra - che schifa l'inciucio e i governissimi come la peste, che è stanca del rigore, e che vuole - a seconda dei gusti - egoismo o solidarietà, guerre sante o ideali: solo così si spiegano l'ottimo successo dei Verdi e il buon risultato della Linke (a sinistra), ma - soprattutto - il trionfo dell'Afd, la formazione di estrema destra, liberale, sciovinista, ma guidata da una professoressa gay e raffinata (con tanto di badante richiedente asilo). 

C'è voglia di radicalità, di rotture, di ricette nuove (anche se non si sa quali) persino nella moderatissima Germania, il paese politicamente più sonnolento d'Europa. Un milione scarso di elettori - in nome di questa inconfessabile aspirazione - in Germania si spingono fino a transitare da sinistra a destra, passando dall'Spd più scialba e spompata della storia tedesca fino all'estrema destra. Adesso anche nella Germania dove mai una forza radicale e nostalgica aveva superato lo sbarramento del 5% i ceti popolari travasano il loro consenso verso destra nei quartieri delle periferie che vivono la pressione migratoria come un'angoscia esistenziale, come una minaccia. 

Era meglio Dibba, perché sembra che con Di Maio -salvo sorprese - il M5s sia regolato su di un fuso orario sbagliato, sintonizzato su Parigi, piuttosto che su Berlino. Non era il movimento di Grillo la forza più antisistema partorita dalla crisi dei partiti europei nel terzo millennio? Non erano i grillini quelli della "scatoletta di tonno"? Quelli che tolgono l'acqua ai neonazisti di Alba dorata (Grillo dixit).

Proprio ora, che la partita arriva al dunque, i due dioscuri grillini erano come l'alfa e l'omega, come il fioretto e la sciabola come due risposte diverse alla stessa domanda. Forse Casaleggio ha sbagliato lettura, e i soli 30mila votanti alle primarie online potrebbero dire questo: era meglio Dibba - per il M5s - perché questa è una campagna elettorale in cui bisogna andare con le catene in mezzo al ghiaccio e alla neve, non con la bicicletta nella pista ciclabile. Se questo fosse vero si apriranno spazi elettorali importanti, a destra e a sinistra, per le Afd e per le Linke italiane.

E se la Germania fosse una lezione se ne vanno in soffitta per sempre i Nazareno, i Rosatellum, e gli inciucetti di casa.