[Il punto] La metamorfosi del M5s: ora vuole anche le Olimpiadi. La svolta potrebbe però essere pericolosa

Beppe Grillo, fondatore e garante del Movimento, ha definito i giochi olimpici una grande occasione per Torino

[Il punto] La metamorfosi del M5s: ora vuole anche le Olimpiadi. La svolta potrebbe però essere pericolosa
di Michael Pontrelli   -   Twitter: @micpontrelli

C’era una volta il Movimento 5 stelle anti palazzo e anti sistema. Ora lo possiamo dire con certezza. Non solo perché è ormai chiaro a tutti che Luigi Di Maio è disposto ad allearsi anche con il “diavolo” pur di governare ma anche perché, contro qualunque aspettativa, è arrivato l’endorsement all’organizzazione dei giochi olimpici in Italia.

Grillo: Olimpiadi una grande occasione per Torino

A dare il via libera ai giochi olimpici in Italia è stato il fondatore e garante del Movimento: Beppe Grillo. "Le Olimpiadi sono una grande occasione per Torino. Dimostreremo di saperle fare a zero debiti e in modo sostenibile" ha affermato il comico genovese durante una assemblea di attivisti pentastellati a Torino. La sindaca del capoluogo piemontese avrebbe già inviato una lettera al Cio per comunicare la manifestazione di interesse ad ospitare di nuovo i Giochi Invernali del 2026.

L’attacco di Giacchetti sui social

Le dichiarazioni di Beppe Grillo sono state accolte con stupore un po’ da tutti anche perché non è passato molto tempo dalla ferrea opposizione del M5s alla candidatura ai giochi olimpici di Roma. "Grillo, dopo il no per Roma, dice che le Olimpiadi a Torino nel 2026 sono una grande opportunità. Cari romani che li avete votati, fatevi qualche domanda e datevi qualche risposta su come vi considerano" ha immediatamente scritto su Twitter Roberto Giachetti, candidato del Pd alle ultime elezioni comunali romane, sconfitto da Virginia Raggi.

L’accusa: M5s ha fatto perdere 1,8 miliardi a Roma

"Grillo e M5s hanno cambiato idea sulle Olimpiadi! Ci fa piacere, ma Roma e l'Italia hanno perso un investimento da parte del Cio di 1,8 miliardi! Una cifra quasi identica a quella poi chiesta dalla Raggi al governo per sanare la città. Le Olimpiadi erano un'occasione irripetibile per mettere a posto periferie, bus, buche, o semplicemente offrire nuove opportunità di lavoro e di vita. Quell'occasione l'abbiamo persa" ha rincarato la dose un altro esponente del Partito democratico, Michele Anzaldi, sempre sui social.

L’ironia: i giochi non sono più un regalo ai ladri?

Ma probabilmente il commento che più di tutti rappresenta lo stupore degli italiani lo ha espresso Stefano Pedica, anch’esso esponente Dem. "Grillo benedice la candidatura di Torino alle Olimpiadi del 2026. I Giochi non sono più un regalo ai ladri? Quando c'è odor di governo si fa presto a cambiare idea" ha scritto sui social. "Il comico pentastellato – ha proseguito - come spiega questa giravolta? Perché a Roma le Olimpiadi sarebbero state uno spreco di denaro pubblico mentre a Torino sarebbero un'opportunità da non perdere? Direi che siamo davanti al classico caso di piroetta post-elettorale per trovare nuove alleanze e andare al governo. Da Movimento di lotta a Movimento di poltrona il passo è breve. Peccato che a rimetterci sia sempre la Capitale".

La delusione del gruppo No Torino 2026

Fino a quando gli attacchi arrivano dal Pd si può anche pensare che si tratti di qualcosa di scontato e sostanzialmente innocuo. Ma non è esattamente così. A mettere i Cinquestelle nel mirino sono state anche forze tradizionalmente amiche. "Grazie Beppe, ora vogliamo il raddoppio del tunnel di base del Tav" hanno commentato ironicamente sulla propria pagina Facebook i militanti di No Torino 2026 - le Olimpiadi del debito. "Tra tutti quelli che avrebbero potuto esserlo – hanno aggiunto - nessuno si aspettava che l'asso nella manica pro Olimpiadi della dirigenza pentastellare torinese fosse proprio lui, Beppe (Grillo eh, non Sala, il Sindaco di Milano). E dopo il prestigioso endorsement, lo short track e la pubblicità della Coca Cola all'Oval sono più vicini".

M5s uguale agli altri partiti corrotti dal potere?

L'appoggio alla candidatura di Torino alle Olimpiadi e le reazioni ad essa sono un primo segnale chiaro ed inequivocabile che la metamorfosi filo governativa (con tutto quello che questo comporta) dei Cinquestelle potrebbe rapidamente allontanarli da tutti quei movimenti antisistema, che sono stati tra i primi a sostenere l’ascesa della giovane creatura politica di Grillo e Casaleggio. Una rottura dunque con le proprie radici che alla lunga potrebbe snaturare e indebolire il Movimento. La storia, soprattutto quella italiana, è ricca di partiti che hanno mutato pelle una volta arrivati al potere. Se dovesse accadere anche ai pentastellati in fondo non sarebbe una sorpresa per nessuno.