[L’esclusiva] Incontro con il vice premier Di Maio: “Risparmiatori non abbiate paura. Con questa manovra vogliamo aiutare gli italiani”

“Non c’è un complotto, ma solo troppe persone in campagna elettorale. Eppure questa è una manovra espansiva che produrrà posti di lavoro, formazione per i giovani, respiro per le classi disagiate e aiuti alle imprese. Ma la vecchia politica teme che riusciamo a dimostrare che un’altra strada per aiutare l’Italia a risollevarsi è possibile. L’alta burocrazia? Ci sono dirigenti del mio ministero che prendono iniziative politiche senza nemmeno consultarmi. Entro sei mesi scatterà la rotazione negli uffici. Nessuna punizione ma aria nuova”. E annuncia: “Quasi pronta una legge delega per abolire 400 leggi inutili. I rapporti con la Lega? Grande lealtà ma divisioni su alcuni temi”

Il direttore di Tiscalinews a palazzo Chigi intervista Luigi Di Maio
Il direttore di Tiscalinews a palazzo Chigi intervista Luigi Di Maio

C’è aria di tempesta a Palazzo Chigi, la “manovra del popolo” voluta dal Governo è sotto assedio e lungo i corridoi la tensione è palpabile. L’ostilità dei burocrati verso l’esecutivo “del cambiamento” mal si nasconde nell’incrocio di sguardi con chi arriva da fuori. Ed è in questo clima che il vice premier Luigi Di Maio - ministro al Lavoro e allo Sviluppo Economico - apre le porte del suo ufficio a TiscaliNews per un colloquio a tutto campo sui temi più importanti per la vita del Paese.

Ministro, perché c’è tanta paura e resistenza verso questa manovra economica?
“Guardi, non credo ci sia un complotto, c’è solo tanta gente in campagna elettorale. Da parte dell’establishment è chiaro ed evidente che se questo governo continua ad andare avanti e a fare cose buone come mandare in pensione persone che lo aspettavano da tempo o trovare lavoro a tanta gente che in questo momento non solo non ha opportunità e non sa nemmeno come cercarle, significa dare un’altra scossa all’Europa. Gli attacchi arrivano da persone che rispondono a un disegno politico. Temono che se si alza l’asticella di aspettativa da parte degli elettori poi sarà difficile tornare indietro. Vogliono dimostrare che le nostre ricette per la crescita sono solo fantasie. Ma non sono preoccupato, perché credo che i mercati vogliano molto più bene all’Italia di tutti questi personaggi. Ritengo però che sia necessario che nei prossimi giorni la manovra venga spiegata proprio al mondo finanziario”.

E come si spiega la manovra ai mercati?
“Credo che il presidente del Consiglio Conte e il ministro Tria debbano incontrare tutti gli attori e raccontargli nello specifico cosa vogliamo fare. Snocciolare i numeri reali”.

Di quali numeri stiamo parlando?
“Con la riforma della legge Fornero si sbloccheranno centinaia di migliaia di posti di lavoro. Alcune aziende partecipate, ad esempio, faranno un turnover uno a tre: vuol dire che per ogni pensionato ce ne saranno tre che verranno assunti. E questo nel privato, per non parlare del pubblico che avrà un ulteriore forte ricambio. Sull’altro fronte ci adeguiamo all’Europa per quanto riguarda la formazione. Voglio far sapere alle imprese che d’ora in poi grazie al reddito di cittadinanza troveranno sul mercato del lavoro persone già formate per gli impieghi professionali di cui hanno bisogno. Penso a tante competenze nel settore meccanico e tecnico, dove c’è domanda ma manca personale qualificato”.

L’Ires?
“L’Ires passerà dal 24 al 15 per cento a tutte le imprese che investiranno o che assumeranno. Per le partite Iva invece ci sarà una tassa unica al 15 per cento fino a 65 mila euro di reddito, che significa aiutare soprattutto i più giovani. Tutto questo unito ad un miliardo a mezzo per aiutare i truffati delle banche che sono state le vittime-simbolo dell’arroganza della politica nella scorsa legislatura. E quanto le ho esposto va sempre inquadrato in un’ottica espansiva. Le misure produrranno crescita, unito ad un piano di semplificazione delle norme e di investimenti che porterà a sbloccare 10 miliardi quest’anno, più 5 miliardi ogni anno per tre anni. Altro che populismo, qui è in gioco il futuro degli italiani. Che è l’unica cosa che a noi interessa”.

E ai risparmiatori italiani preoccupati da tutte queste turbolenze e attacchi cosa si sente di dire?
“Di non avere nulla da temere, noi per primi vogliamo proteggere il risparmio e il sistema bancario. Lo vogliamo consolidare, ma in questi anni sono stati messi tanti soldi pubblici nelle banche e quella non è la strada, a nostro avviso. Occorre da subito spostare gli investimenti sull’economia reale, aiutare le imprese, così da rendere più stabile il sistema dei prestiti e dei crediti”.

Sabino Cassese, giudice emerito della Corte Costituzionale sostiene che il movimento Cinque Stelle abbia un’idea troppo romantica del potere affidato al popolo.
“Guardi, affrontiamo i temi concretamente: ci siamo presentati con un programma e con un contratto di governo. Gli impegni che abbiamo preso con i nostri elettori vanno realizzati, altrimenti meglio andare a casa. L’opinione generale per cui il popolo chiede sempre cose folli e distruttive è sbagliata ed ha fortemente condizionato i governi precedenti. I Cinque Stelle sono nati presentandosi come dipendenti dei cittadini e tali vogliamo continuare a essere. Il contratto di governo è frutto del lavoro di esperti e docenti universitari: non c’è nulla di utopistico nelle nostre proposte. Certo, l’altro giorno mi ha fatto effetto vedere nella commissione finanze della Camera tutti schierati contro il nostro governo: ha il sapore del pregiudizio. Del resto in Europa hanno iniziato ad attaccarci ancor prima di leggere le carte...”.

Avete rovesciato la piramide, portando al vertice le istanze della vostra base elettorale. E questo forse spaventa.
“Mettere al primo posto gli interessi dei cittadini non mi pare un’eresia”.

Nella sua ultima intervista a TiscaliNews pochi giorni prima delle elezioni disse: appena arriveremo al governo faremo ruotare l’alta burocrazia di Stato. Nei palazzi c’è bisogno di aria nuova. Già si vedevano le avvisaglie di uno scontro?
“Quando sono arrivato al ministero ho azzerato il mio ufficio di gabinetto e la gran parte dei ruoli di vertice. Nei prossimi sei mesi scadranno molti incarichi e sarà un’ulteriore occasione per portare forze nuove nelle stanze dove si prendono le decisioni per i cittadini italiani. La rotazione è fondamentale. Faccio qualche esempio: ci sono funzionari del mio ministero che rilasciano interviste sui giornali e annunciano scelte politiche... Senza aver parlato con me, presentano iniziative legate alla legge di bilancio. Il problema vero è che la politica in questi anni ha arretrato troppo e loro hanno guadagnato eccessivamente spazio”.

La ricostruzione del ponte Morandi sarà il vero banco di prova dell’efficenza della macchina amministrativa del vostro governo.
“Faccio una premessa: il vero banco di prova è aver detto ad Autostrade per l’Italia che deve andare a casa. La procedura di caducazione è partita e durerà cinque mesi. Poi abbiamo deciso di escludere Autostrade dalle ricostruzione perché chi non ha impedito che il ponte crollasse non può certo partecipare. Non sarà semplice, perché sicuramente la società tenterà la via del ricorso, ma a mio avviso la norma che abbiamo inserito nel decreto reggerà. I vertici di questa società hanno una pesante richiesta di condanna per la strage del bus in Irpinia, sono indagati a Genova per il crollo del ponte, ed è emerso in tutta evidenza che hanno ottenuto da precedenti governi una convenzione d’oro. Non so davvero come abbiano il coraggio di fare ricorso”.

Gli imprenditori del Nord non nascondono le loro critiche e perplessità sulle prime azioni del governo.
“Nelle prossime settimane mi dedicherò ad incontrare le forze produttive di questa parte fondamentale del Paese. A loro dirò che manterremo anche in questo caso le promesse fatte in campagna elettorale: avvieremo la sburocratizzazione e la semplificazione delle procedure. Aboliremo 400 leggi inutili che paralizzano piccole, medie e grandi imprese. Lo faremo con una legge delega che è quasi pronta. E nel decreto fiscale di lunedì ci saranno già delle certificazioni eliminate. Toglieremo da subito di mezzo adempimenti assurdi”.

Con Matteo Salvini appare evidente che sia una grande sintonia personale, seppure poi sui singoli provvedimenti Lega e Cinque Stelle paiano sempre impegnati in un estenuante tiro alla fune.
“Anche qui una premessa, il rapporto con la Lega si base sulla lealtà. Questo non significa che andiamo sempre d’accordo, ma quando ci sono divergenze ci confrontiamo e cerchiamo la soluzione, perché entrambi vogliamo portare avanti questa esperienza di governo. Anzi più ci attaccano e più ci compattano. Poi ci sono delle differenze, non è un caso che non ci siamo presentati insieme alle elezioni. Su alcuni temi le differenze sono profonde. Il tiro alla fune dipende dalla forte volontà di entrambi di realizzare il programma elettorale e ognuno cerca sempre di ottenere il massimo. A mio avviso non è sbagliato se due forze politiche che sono insieme al governo su alcuni provvedimenti non sono d’accordo e lo dicono pubblicamente”. 

Ogni giorno lei segue in prima persona i grandi drammi occupazionali del Paese.
“Al ministero sono aperti 220 tavoli di crisi occupazionali e per colpa del Job Act per molte di queste vertenze non è più impossibile ricorrere agli ammortizzatori sociali in deroga, ma per fortuna abbiamo da pochissimo almeno ripristinato la cassa integrazione per cessazione”.

L’aggressione alla manovra è pari solo a quella scatenata contro il reddito di cittadinanza. Anche qui tutte accuse ingiustificate?
“Il paradosso è che la sinistra in Italia pare diventata il primo nemico dei diritti sociali. Per non parlare di Forza Italia che tifa spread nonostante la loro drammatica esperienza di governo nel 2011. E’ un inutile gioco delle parti che li relega ad un ruolo marginale”.

Ultima domanda, la Legge di Bilancio.
“Sarò breve: taglieremo le detrazioni alle banche sugli utili passivi, i finanziamenti a voli di Stato, auto blu, le pensioni d’oro e tante spese inutili nella pubblica amministrazione. Oltre a cancellare 500 milioni di euro di spese per armamenti inutili, utilizzati non per difendere il Paese ma solo per spendere soldi. E mi fermo qui perché le assicuro che potrei continuare”.