Il gran lavoro dei deputati: 2 sedute alla Camera durate 25 minuti in tutto

Il 9 e il 26 agosto sono state convocate due sedute, ovviamente sono state semiclandestine. Pochi i deputati che hanno lasciato l’ombrellone per andare in Aula

Foto Ansa
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Rispetto al programma originario, che prevedeva la ripresa dei lavori del Parlamento rispettivamente il 6 settembre alla Camera e il 7 al Senato, è stata una piccola rivoluzione, un mese di ipotetico superlavoro per i deputati. Durato 25 minuti, divisi in due sedute, ovviamente semideserte; ma non stiamo a guardare il capello. Partiamo da Palazzo Madama dove in realtà la ”seduta pubblica” prevista il 7 settembre è sempre la 357esima della diciottesima legislatura del Senato della Repubblica. L’unica variazione è l’orario, che era previsto alle 16,30, e che invece sarà alle 12 e l’ordine del giorno che, inizialmente, prevedeva “Comunicazioni del presidente sul calendario dei lavori” e che ora è invece completamente transustanziato in “Informativa del Ministro degli Affari esteri e della cooperazione internazionale e del Ministro della Difesa sugli sviluppi della situazione in Afghanistan” con la presenza in aula di Luigi Di Maio e Lorenzo Guerini, già protagonisti nei giorni scorsi di un’apposita commissione.

Ma, insomma, quello di Palazzo Madama è un cambiamento minimo rispetto alla piccola rivoluzione d’agosto di Montecitorio, dove la 558esima seduta pubblica della diciottesima legislatura della Camera dei deputati è prevista per lunedì 6 settembre alle 10 con all’ordine del giorno: “Discussione sulle linee generali del disegno di legge: “Conversione in legge del decreto-legge 23 luglio 2021, n. 105, recante misure urgenti per fronteggiare l'emergenza epidemiologica da COVID-19 e per l'esercizio in sicurezza di attività sociali ed economiche””.

In questo caso, invece, è identico l’ordine del giorno, identico il giorno previsto per la ripresa, identico persino l’orario, le 10 del mattino, ma a cambiare è il numero della seduta, passata in venti giorni da 556, prima a 557 e poi a 558.

Che è successo per arrivare a questo cambiamento di numero? Nessun errore di stampa e nemmeno di calcolo, come capitò ad esempio alla Finanziaria del governo Conte bis, con numeri errati che portarono l’allora viceministro dell’Economia e delle Finanze Antonio Misiani, piddino precisissimo, serio, onesto e del tutto innocente rispetto allo strafalcione contabile del MEF, ad andare in aula a Palazzo Madama ed a metterci la faccia, ammettendo l’errore e spiegando che sarebbe stato corretto da un provvedimento successivo.

Semplicemente, a norma di Costituzione, sono state convocate nel frattempo ulteriori due sedute della Camera che devono obbligatoriamente svolgersi entro cinque giorni se il governo presenta decreti di legge e relativi disegni di legge di conversione. E non ci sono vacanze o scioglimento che tengano. Le sedute devono svolgersi comunque.

Recita infatti il secondo comma dell’articolo 77 della Costituzione: Quando, in casi straordinari di necessità e di urgenza, il Governo adotta, sotto la sua responsabilità, provvedimenti provvisori con forza di legge, deve il giorno stesso presentarli per la conversione alle Camere che, anche se sciolte, sono appositamente convocate e si riuniscono entro cinque giorni”.

In tutto, le due sedute sono durate 25 minuti, un quarto d’ora la prima e dieci minuti la seconda, e ovviamente sono state semiclandestine con un numero di deputati in aula che si contava sulle dita delle mani, visto che nessuno o quasi ha lasciato appositamente l’ombrellone per essere in aula. In entrambi i casi, infatti, l’ordine del giorno recitava: “Comunicazioni del presidente”.

Il 9 agosto a presiedere è toccato al farmacista azzurro Andrea Mandelli, mentre il segretario di turno è stato il deputato di Liberi e Uguali Luca Pastorino, che ha dovuto interrompere per qualche ora la sua campagna elettorale balneare per tornare a fare il sindaco di Bogliasco, alle porte di Genova. A Pastorino e Mandelli, come capita generalmente ai vicepresidenti di turno e ai segretari d’aula quando l’assemblea non si riunisce per un po’, sono toccati la lettura del verbale della seduta precedente, l’annuncio della lista dei deputati in missione, l’annuncio della presentazione dei disegni di legge di conversione dei decreti, l’assegnazione di atti alla commissione Bilancio, finchè il tutto si è ravvivato quando Paolo Trancassini di Fratelli d’Italia ha chiesto la parola sull’ordine dei lavori, lamentando il fatto che il “decreto Green Pass” sarebbe stato discusso solo dopo che la norma aveva già dispiegato i suoi effetti. Ma, chiaramente, nessuno aveva voglia di saltare le vacanze, con o senza Green Pass, per discutere di Green Pass.

Poi, a chiudere la giornata parlamentare del 9 agosto, ci ha pensato il deputato del Pd Filippo Sensi, sempre molto presente, informato e sensibile, che ha chiesto di parlare per gli “interventi di fine seduta” ed ha sollevato il caso dei problemi di democrazia in Bielorussia.

Morale della storia: Mandelli, che aveva aperto la seduta puntualissimo (come un farmacista, verrebbe da dire) alle 11,45, l’ha dichiarata chiusa a mezzogiorno in punto.

Giovedì 26 agosto, il bis, sempre con l’annuncio della presentazione di disegni di legge di conversione di decreti e relativa assegnazione. E, giusto per rimpolpare il tutto, è stato anche annunciato che il secondo giorno dopo la ripresa dei lavori, martedì 7, in aula ci sarà “un’informativa urgente” sulla situazione afghana, dove la parola “urgente” ha ovviamente il significato che ha nella politica d’agosto, che non è propriamente quella presente sul dizionario della lingua italiana.

Stavolta, il tandem composto dal vicepresidente di turno Fabio Rampelli, di Fratelli d’Italia e della segretaria d’aula Federica Daga, del MoVimento Cinque Stelle, è stato ancora più veloce e si è fatto perdonare il ritardo di cinque minuti nell’inizio della seduta post-ferragostana, prevista per le 12,30 e iniziata solo alle 12,35, con un andamento sprint: alle 12,45, dieci minuti dopo il fischio d’inizio, tutti i deputati (tutti si fa per dire, visto il numero di presenti) a casa.

Ma, a rendere il tutto un po’ più saporito, è stata la lettura da parte della segretaria d’aula Daga di una ventina di petizioni inviate dai cittadini ed assegnate alle commissioni a norma dell’articolo 50 della Costituzione: “Tutti i cittadini possono rivolgere petizioni alle Camere per chiedere provvedimenti legislativi o esporre comuni necessità”.

Purtroppo (e in qualche caso per fortuna), generalmente, la sorte delle petizioni inizia e finisce con il loro annuncio in aula. Fra quelle della seduta d’agosto segnaliamo Sergio Iacomoni, da Roma, che vorrebbe novità toponomastiche per la Capitale e “chiede modifiche dell'articolo 24 della legge 5 maggio 2009, n. 42, in materia di denominazione del comune e della città metropolitana di Roma”, in molti chiedono lumi sull’efficacia dei vaccini, sulle mascherine a scuola, sui numeri effettivi dei morti Covid e fra le tantissime petizioni presentate non oggi, ma in questi mesi c’è tutto un filone No Vax, No Mask, No Green Pass o negazionista tout court.

E poi c’è chi si occupa giustamente dei lombrichi come Fabio Barone, da Borgaro Ticinese (Torino), e altri cittadini che “chiedono l'approvazione di norme per disciplinare l'attività di lombricoltura, nonché l'equiparazione dei lombricoltori agli agricoltori a fini fiscali”.

E ce ne sono tante altre, ma la palma del protagonista di giornata se la aggiudica Cristian Stevanato, da Piazzola sul Brenta (Padova), che chiede: “norme in materia di indicazioni obbligatorie sulle confezioni dei vaccini pediatrici”; e poi “norme per assicurare maggiore trasparenza nelle procedure di affidamento dei minori a comunità o a case famiglia e minore discrezionalità per i servizi sociali”, e ancora: “norme per la regolamentazione dell'esercizio della prostituzione”; e poi “iniziative per combattere il fenomeno della scomparsa dei minori”; e ulteriormente “iniziative per la fuoriuscita dell'Italia dall'Unione europea e dalla NATO”; ma anche “interventi per impedire la riapertura dei manicomi”

Cittadino multitasking e appassionato anche d’agosto. Chapeau.