[Il retroscena] Il M5s rivoluziona la comunicazione: a rischio il potente Rocco Casalino

La sconfitta alle elezioni europee ha lasciato strascichi profondi dentro il Movimento e dato spazio a chi da tempo lamenta un potere eccessivo degli spin doctor

Il M5s rivoluziona la comunicazione: a rischio il potente Rocco Casalino
Rocco Casalino

La sconfitta alle elezioni europee rischia di trasformarsi in uno tsunami per gli spin doctor (esperti di comunicazione) del M5s. Sul banco degli imputati anche il più noto di tutti, Rocco Casalino, portavoce del presidente del Consiglio, Giuseppe Conte. Secondo le indiscrezioni riportate da la Repubblica, il Movimento potrebbe riorganizzare l’intera struttura della comunicazione affidando la guida ad un politico.

L'insofferenza degli eletti 

La decisione di affidare la guida del nuovo dipartimento a un politico sarebbe figlia non solo della sconfitta elettorale ma anche di un profondo malumore presente da tempo tra i Cinquestelle. Il portavoce di un membro del governo, che ha preferito restare anonimo, ha spiegato il nocciolo della questione. “Negli altri partiti – ha raccontato – di solito i comunicatori ricevono le direttive dai vertici politici, da noi è il contrario. E’ la comunicazione che detta la linea e gli eletti seguono”. Pratica emersa in modo evidente nel corso del G7 di giugno 2018 in Canada, quando il neo premier, Giuseppe Conte, è stato letteralmente portato nel mezzo di una conferenza stampa da Rocco Casalino.

L'ascesa di Ruberi 

Le proteste del presidente del Consiglio contro l’invasività del suo portavoce non sono tardate ad arrivare ma dentro il Movimento la sostanza dei fatti non è mai cambiata: a dettare la linea sono sempre stati gli spin doctor. Le cronache giornalistiche raccontano che la propaganda elettorale in vista delle europee è stata decisa da Augusto Ruberi, giornalista e portavoce della ministra della Difesa, Elisabetta Trenta, che in precedenza ha guidato la campagna vittoriosa di Virginia Raggi alle comunali di Roma. Sarebbe stato lui l’ispiratore del cambio di passo nei confronti della Lega di Salvini, diventata per diverse settimane bersaglio di feroci attacchi.

L'annuncio di Di Maio 

La sconfitta elettorale non ha portato ad una “condanna” dei leader politici. Di Maio si è presentato sulla piattaforma Rousseau per chiedere una conferma del suo mandato, che è arrivata con un vero e proprio plebiscito: l’80% dei voti a favore. "La riconferma del mio ruolo - ha immediatamente annunciato il capo politico - è solo il primo passo per avviare una profonda organizzazione del M5S, per renderlo più vicino ai cittadini per rimarcare la nostra identità. Tra qualche settimana conoscerete la nuova struttura organizzativa”.

La difesa di Casalino 

La comunicazione si appresta dunque ad essere uno dei tasselli più importanti della riorganizzazione. Rocco Casalino ha però respinto al mittente le accuse. “Hanno messo in giro la voce che adesso dovrei rinunciare ad un ruolo che però non ricopro da un anno, dato che da tempo non mi occupo più del Movimento” avrebbe spiegato l’ex concorrente del Grande Fratello ad alcuni colleghi giornalisti. 

Il crollo del consenso 

Dovrebbe invece rimanere relativamente al sicuro un altro degli spin doctor più noti dei Cinquestelle, Pietro Dettori, uomo di fiducia di Davide Casaleggio, in passato ghostwriter di Beppe Grillo e ora responsabile Comunicazione del Vicepresidente del Consiglio, Luigi Di Maio. Il dimezzamento del consenso (32% alle politiche di marzo 2018, 17,1% alle europee di maggio) è però un fatto troppo grave per poter pensare di proseguire come se nulla fosse. Con o senza Rocco Casalino su un fatto in pochi hanno dubbi: la comunicazione dei Cinquestelle sarà cosa molto diversa rispetto a quanto visto nel corso dell’ultimo anno di governo.