Il Governo stringe sull'Italicum, primi voti dal 13 gennaio

Il Governo stringe sull'Italicum, primi voti dal 13 gennaio
TiscaliNews

Il governo stringe i tempi sull'Italicum e e sulla riforma della Costituzione. La Camera ha già iniziato a votare gli emendamenti alla riforma costituzionale, mentre in Senato, dove è stato bocciata la richiesta di rinvio avanzata da Sel, M5s e Lega, il voto sull'Italicum prenderà il via dal 13 gennaio. C'è dunque un cauto ottimismo da parte del governo sul cammino parallelo delle due riforme: Renzi spera di farle approvare prima che i grandi elettori inizino a votare per il nuovo presidente della Repubblica. Se ci riuscirà sarà quasi un omaggio al "novennato" di Napolitano, che ha sempre insistito sulla necessità delle riforme.

Legge elettorale - Al Senato è proseguita la discussione generale sulla legge elettorale, che dovrebbe concludersi tra martedì sera e mercoledì mattina della prossima settimana, per dare poi spazio al voto sugli emendamenti, che potranno essere depositati entro martedì sera. Solo in quel momento si capirà il grado di consenso al nuovo Italicum. Due sono i principali nodi ancora da sciogliere, evidenziati anche dagli interventi in Aula. La minoranza Pd, con Sergio Lo Giudice, ha ribadito la richiesta di eliminare i capilista bloccati, cosa però invisa a Forza Italia: questa a sua volta chiede di tornare al premio di maggioranza attribuito alla coalizione e non alla lista vincente.

Minoranza interna - Renzi e il capogruppo Luigi Zanda hanno lanciato un' operazione di distensione a tutto campo verso la minoranza interna: visto che è difficile accettare la richiesta di eliminare i capilista bloccati si cerca di coinvolgere il più possibile la minoranza su altri temi. E così, per svelenire sulla vicenda del decreto fiscale, Zanda ha autorizzato il bersaniano Massimo Mucchetti a intervenire in aula per chiedere chiarimenti a Renzi. Cosa che ha provocato malumori tra i senatori renziani e tra quelli di Ncd. Si spera poi di "accontentare" la minoranza con gli altri punti del nuovo Italicum, a partire dalla soglia per il premio di maggioranza al 40%.

Capolista bloccato - D'altra parte Fi incasserebbe il capolista bloccato ma non il premio alla coalizione. Nei colloqui con Berlusconi e con i suoi sherpa è stato osservato che questo sistema non inibisce la possibilità di presentare più partiti in un unica lista. All'obiezione di Berlusconi sull'ostilità della Lega a rinunciare al proprio simbolo, Renzi ha replicato che, visto che si voterà nel 2018, ci sono i tempi per costruire una coalizione del centrodestra.

Camera più avanti  - Alla Camera la riforma costituzionale del bicameralismo è più avanti e potrebbe essere conclusa prima dell'Italicum. Qui la minoranza Pd ha già ottenuto alcune cose, come l'eliminazione del voto bloccato sui ddl del governo. Resta la richiesta di inserire una norma transitoria che affida alla Corte costituzionale un giudizio preventivo di legittimità sull'Italicum. Anche a questa richiesta si oppone Forza Italia e le prossime ore serviranno a definire quale delle due posizioni prevarrà.