[L’intervista] Iacoboni: “Il M5s non è morto. E’ come un virus, può recedere ma è difficile da debellare”

Il noto giornalista, uno dei massimi esperti italiani di Cinquestelle, ha fatto il punto con Tiscali News sulle prospettive future del Movimento

[L’intervista] Iacoboni: “Il M5s non è morto. E’ come un virus, può recedere ma è difficile da debellare”
Davide Casaleggio e Luigi Di Maio, i fondatori del "nuovo" M5s
di Michael Pontrelli   -   Twitter: @micpontrelli

Senza troppo clamore mediatico la principale forza di governo ha cambiato pelle. Nell’atto costitutivo della nuova associazione Movimento 5 stelle come soci fondatori figurano Luigi Di Maio e Davide Casaleggio. Beppe Grillo, “padre” storico dei Cinquestelle (assieme a Gianroberto Casaleggio) nel nuovo atto figura solo come garante. Si tratta dell’inizio di una nuova fase storica che segna un netto taglio con il passato?  Tiscali News lo ha chiesto al giornalista de La Stampa, Jacopo Iacoboni, uno dei massimi esperti in materia e autore del libro L'esperimento edito da Laterza , in cui ha ricostruito l’intera storia del M5s fin dalle origini.

Nel tuo libro hai affermato che il M5s è stato di fatto un grande esperimento politico. Questo processo è ancora in corso oppure si è concluso con l’atto costitutivo della nuova associazione?
“Prosegue. E’ semplicemente entrato nella sfera dell’esecuzione. Un esperimento i cui i fili non sono retti solamente dagli attori che sono sulla scena” .

In che senso?
“Nel senso che il M5s è uno strumento neutro, perfetto per la costruzione e la manipolazione del consenso, che può essere messo a disposizione di gruppi di interesse nazionali o internazionali. Una conferma è lo spostamento continuo dei Cinquestelle sull’asse geopolitico internazionale. Prima i contatti con la Russia e gli incontri di Davide Casaleggio con personaggi di estrema destra angloamericani come Steve Bannon. Ora la vicinanza con la Cina attraverso il consigliere di Di Maio, Michele Geraci”.

Beppe Grillo è stato fatto davvero fuori dalla guida del M5s?
“E’ così da anni. Grillo è sempre stato il frontman usato da Gianroberto Casaleggio, importante per il consenso ma di fatto sempre tagliato fuori dalle scelte, o comunque non centrale”.

Beppe Grillo

E Alessandro Di Battista? Anche lui ormai è ai margini?
"La sua riapparizione è coincisa con un calo notevole nei sondaggi. Siccome i Cinquestelle sono molto attenti a testare la sentiment analysis, si sono accorti subito che Di Battista non stava più funzionando, anzi alcune sue sparate sono state dannose. L’hanno messo in naftalina e mi dicono che lui adesso sia molto scontento e anche arrabbiato”

Alle elezioni europee il M5s affonda?
"Tutti i dati lo danno in calo ma io non lo do per morto, non solo alle europee ma anche in prospettiva. Grillo su una cosa ha sempre detto il vero: il M5s è un virus che ormai è stato inoculato nella società italiana. In certi momenti il virus può recedere ma è molto difficile da debellare. A mio avviso in futuro si andrà sempre più verso una confluenza del mondo elettorale del Movimento con quello della Lega”.

Pensi alla creazione di un unico blocco politico?
“Affermare questo significa spingersi un po’ troppo in avanti. Diciamo che potrebbero iniziare ad aiutarsi alle prossime elezioni regionali in Emilia Romagna e Piemonte”.

Mi sembra di capire che non sei dunque d’accordo con chi ipotizza uno spostamento del M5s verso il Pd e la sinistra.
"Un conto è riconquistare i voti persi a sinistra, un altro è instaurare un dialogo con il Partito democratico. Sarebbe un suicido”.

Se fosse rimasto in vita Gianroberto Casaleggio il M5s avrebbe fatto ugualmente l’alleanza di governo con la Lega?
"Secondo me sì. Sia lui che il figlio Davide originariamente erano filo leghisti. Gianroberto ha dato chiaramente l’indicazione di non andare con il Partito democratico e questo è stato un punto sui cui la sua volontà è stata pienamente rispettata ed eseguita”.

Vista la vicinanza con i brexiters e con personaggi sovranisti come Steve Bannon, l’obiettivo ultimo del M5s potrebbe essere quello di portare l’Italia fuori dall’euro?
“Sì, potrebbe essere. La storia del Movimento dimostra che spesso il peggio si è verificato. Chi avrebbe mai pensato che si sarebbero alleati con l’Ukip di Farage e i brexiters? Eppure lo hanno fatto. Chi avrebbe pensato che sarebbero diventati così duri sull’immigrazione? Lo hanno fatto. Hanno le stesse posizioni della Lega. Chi avrebbe pensato che avrebbero votato la legge sulla Legittima difesa? Lo hanno fatto senza grossi problemi”.

Finiranno per dare il via libera anche alla Tav?
"C’è già stato una specie di pastrocchio che fa si che l’opera alla fine si farà. Chiunque conosce un minimo quello che pensa Casaleggio sa che quella con la Lega sulla Tav è stata solamente una finta crisi. Le cose stanno andando troppo bene. Il Movimento partecipa alacremente e corposamente alla divisione del potere con la Lega. Non sta al palo”

Però è vero che c’è stato un calo di consenso.
“Se alle europee scendessero troppo sotto il 20% l’attuale linea politica diventerebbe un problema. Ma vedremo. I sondaggi non sempre rispecchiano la realtà”.

Jacopo Iacoboni