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Grillo plana a Roma ma vuole parlare solo di comunicazione e sistemare i suoi. Intanto Dibba fa il prof

Si racconta di trattative in corso tra il comico e l'attuale vertice del partito per sistemare alcune questioni economiche. Prima: a Grillo farebbe piacere che il M5S sistemasse la sua fedelissima collaboratrice Nina Monti

Ettore Maria Colombodi Ettore Maria Colombo   
Beppe Grillo (Ansa)
Beppe Grillo (Ansa)

Cosa ci fa Beppe Grillo a Roma? Tardo pomeriggio dell’altro ieri, nelle chat dei 5 Stelle rimbalza la notizia che il fondatore del M5S sta arrivando nella Capitale. Ed è effettivamente così: solito soggiorno all'hotel Forum, per cena arriva Roberto Fico - presidente della Camera e rapporto di lunga data - e si attende Giuseppe Conte, impegnato in televisione, che poi arriva. La permanenza di Grillo si protrae per tutto ieri.

Grillo era stato a Roma l’ultima volta in seguito al congelamento dei vertici da parte della sospensiva del tribunale di Napoli. Si era fatto fotografare a braccetto con Conte e aveva ribadito la sua fiducia al leader. Grillo aveva incontrato anche Luigi Di Maio. Un doppio colloquio con il fine di ricucire lo strappo tra i due big stellati. Tentativo che, però, non era andato a buon fine.

L’incontro con il tesoriere del partito Cominardi: vuole sistemare una sua fedelissima

Ma c'è un altro ospite che spiega qual è il motivo, o uno dei motivi, della presenza di Grillo: il tesoriere del partito, Claudio Cominardi. Da settimane, infatti, si racconta di trattative in corso tra Grillo e l'attuale vertice del partito per sistemare alcune questioni economiche. Prima questione: al comico farebbe piacere che il M5S sistemasse la sua fedelissima collaboratrice Nina Monti. Finora, però, i gruppi parlamentari di Camera e Senato, vincolati nell'utilizzo dei fondi che devono essere destinati esclusivamente per l'attività istituzionale, non hanno fatto il passo definitivo. Se ne può far carico allora il partito, che non ha di questi vincoli? Ecco, va discusso.

Così come ci sarebbe, all'ordine del giorno, l'ipotesi di remunerare lo stesso blog di Beppe Grillo. Il tema, si capisce bene, è assai scivoloso. Il M5S potrebbe avere l'interesse di far tornare beppegrillo.it ad essere un veicolo di propaganda. E il fondatore, sempre meno preso dalle questioni di politica interna, ne avrebbe un ritorno economico utile anche a sopperire alle perdite avute da collaborazioni interrotte o implausibili politicamente come fu per il caso Moby. Ma anche in questo caso, chi pagherebbe? Il partito o i gruppi? E, a parte questo dilemma tecnico, Grillo stesso non sarebbe poi così convinto di una soluzione del genere. Di certo però, come detto, la presenza a tavola di Cominardi è indicativa degli argomenti sul piatto. Per Grillo il contratto della  Monti sarebbe fondamentale per 'gestire' più da vicino (e secondo  qualcuno 'controllare') la comunicazione del Movimento.  Grillo si aspetta di ricevere il contratto di Nina Monti. I vertici M5S, a tal proposito, avrebbero  mostrato delle resistenze. Fonti vicine alla leadership del Movimento  smentiscono però seccamente questa ricostruzione: non ci risulta. Ma il tema resta.

La discussione centrata sulla comunicazione 

Grillo, come si diceva, si è fermato anche ieri. Non ci sarebbe stata, almeno per ora, la questione delle prossime amministrative sul tavolo degli incontri fra il garante del M5s e i suoi interlocutori politici. La discussione si è concentrata sul Movimento, sulle prospettive politiche, sulla strategia da seguire, senza, come già sottolineato, tralasciare lo sguardo alla guerra in Ucraina. "Lui non è solo il garante ma il megafono del Movimento", sottolinea una fonte e se "nel 2013 siamo arrivati in Parlamento è merito della sua follia visionaria", aggiunge. "Conte è bravissimo - spiega ancora la fonte - ha incanalato i contenuti e il metodo di M5s, ma chi lo ha creato è Grillo".
Proprio per questo il tema della comunicazione non è da sottovalutare: l'obiettivo è integrare i canali del M5s con il blog di Grillo per renderla più forte. Resta il nodo economico dell’accordo. Forse se ne parlerà nelle prossime ore, visto che Grillo resterà a Roma fino a oggi compreso.

Un coinvolgimento maggiore di Beppe Grillo nella divulgazione delle idee del Movimento è stato, dunque, il vero tema al centro degli incontri che il fondatore e garante del Movimento sta tenendo con esponenti di spicco del Movimento. Il tema della comunicazione del M5s è centrale per orientarsi nella bussola delle relazioni tra il vecchio e il nuovo Movimento. Se si arrivasse ad una intesa in questo campo sarebbe un segnale rilevante non solo in termini di compattezza del gruppo ma anche per dare maggiore visibilità alle posizioni del Movimento. Senza tralasciare, si fa notare in ambienti 5 stelle, la questione economica: un'intesa sarebbe conveniente per rilanciare entrambi i blog, quello del Movimento e quello di Grillo, anche se non manca chi tra i parlamentari chi teme che i costi dell'integrazione possano ricadere sulle loro spalle.

Di Battista fa il prof di ‘comunicazione’

Sempre dal punto di vista di comunicazione, va segnalato che è sceso in campo, su questo terreno, anche un ex di pregio, Alessandro Di Battista.

Di Battista, il più amato dalla base del Movimento prima che lo lasciasse, ormai da tempo indeciso sul da farsi, politicamente parlando, si lancia come ‘comunicatore’. Dopo la non ricandidatura nel 2018, i viaggi in giro per il mondo e i reportage, la doppia paternità, l'uscita dal M5S, un libro contro Mario Draghi e una mezza idea di fondare un qualcosa di nuovo - il tour Su la testa! è nato e morto nel giro di poche settimane - oggi "Dibba" è più che altro un influencer politico. E ora anche consulente in comunicazione.

"Apprendi le strategie più efficaci da usare in campagna elettorale per ottenere il miglior risultato alle elezioni di giugno", è spiegato nella presentazione di un evento previsto il 18 maggio su Google Meet. Tre ore di corso al costo di 39 euro (c'è anche lo sconto per i gruppi) e posti limitati con un professore d'eccezione a rendere il tutto più invitante, lui: Alessandro Di Battista.

A pubblicizzare l'incontro è il sito del consulente in comunicazione Marco Venturini. C'è tempo fino al 27 aprile per prenotarsi a questa "call interattiva con possibilità di fargli domande (a Di Battista, ndr) e chiedere consigli personalizzati, in vista delle imminenti elezioni amministrative. Se sei un candidato alle prossime elezioni - è spiegato - non puoi perdere questa opportunità di formazione di alto livello ad un prezzo molto accessibile". I prezzi, è scritto, saliranno a breve. In regalo, con spedizione gratuita, il libro cartaceo Il Manuale del Candidato. Insomma, anche se fuori dal M5s, Dibba continua a dire la sua e a ‘rivaleggiare’ con Grillo nella sua ‘materia’.

L’energia e il no al termovalorizzatore a Roma

Tornando agli incontri del tour di Grillo a Roma, se l’altro ieri ha visto il presidente del M5s Conte e il presidente della Camera, Fico; ieri, tra gli altri, Grillo ha incontrato il ministro Patuanelli, l'ex Guardasigilli Bonafede, i capigruppo Crippa e Castellone, l'ex sindaca di Roma, Raggi, altri esponenti di peso del Movimento 5 stelle come Gubitosa e Ruocco. L'arrivo di Grillo a Roma, come sempre, ha naturalmente portato numerosi big ad accorrere all'hotel Forum:   Virginia Raggi e Laura Bottici (entrambe componenti del Comitato di garanzia), Carla Ruocco (presidente della Commissione Banche), Gianni Girotto (presidente della Commissione Industria del Senato), l'ex ministra del Lavoro Nunzia Catalfo.

Sul tavolo anche il vecchio piano di legare i destini del Movimento a quelli del suo blog e l'idea di un supporto economico dei gruppi pentastellati, anche se tra deputati e senatori ci sono molte riserve sulla possibilità di andare in questa direzione. La questione finanziaria resta aperta, ecco perché il fondatore M5s ha incontrato anche il tesoriere del partito Cominardi. Ma l'ex comico con i suoi interlocutori, riferiscono fonti parlamentari M5s, ha spaziato su vari argomenti. Tra questi anche il tema dell'arrivo di un termovalorizzatore nella Capitale dopo l'annuncio del sindaco Gualtieri. Il fondatore M5s avrebbe espresso la sua contrarietà al progetto, per la gioia della ex sindaca Raggi, oggi all’opposizione di Gualtieri, si sarebbe lamentato sul fatto che si continuano a portare avanti ricette vecchie e avrebbe rimarcato la necessità che anche il governo dia maggiori segnali sulla transizione ecologica. "Il 3 maggio – annunciano dal Movimento - ci sarà un evento a cui parteciperanno sia Grillo che Conte, sarà l'occasione per rilanciare il tema delle comunità energetiche".

Il rilancio della linea ‘pacifista’ sulla guerra

Grillo in queste settimane è rimasto in contatto con il premier Draghi ma anche sul tema del caro bollette avrebbe chiesto più coraggio e di insistere anche su messaggi legati al risparmio e alla tutela dell'ambiente. Il fondatore M5s da quando è scoppiata la guerra in Ucraina ha scelto una linea di basso profilo, evitando di esporsi. Del conflitto tra Mosca e Kiev e delle ripercussioni ne ha parlato con i suoi interlocutori nella Capitale rilanciando, secondo quanto si apprende, una linea super-'pacifista', rivelando tutti i suoi dubbi sull'invio delle armi da parte dell'Italia e sulla direzione di aumentare la spesa militare. Una linea ancora più radicale di quella di Conte che ha costretto il capo politico a smentire ogni dissenso con Grillo su questo punto: Non mi risulta affatto che Grillo abbia assunto una posizione critica o in dissenso rispetto alla linea politica del Movimento… La linea del Movimento è di contrarietà alla corsa generale al riarmo e, per quanto riguarda gli aiuti militari all'Ucraina, quel passaggio, come ho sottolineato più volte, è stato molto sofferto. E' un passaggio che ricolleghiamo e giustifichiamo esclusivamente con il legittimo alla autodifesa della popolazione ucraina". Una precisazione che vuol dire che il dissenso resta.

A quanto viene riferito da fonti parlamentari, nei suoi colloqui, parlando del tema del conflitto in Ucraina e dei suoi effetti, Grillo teme non solo quelli economici e geopolitici ma anche quelli 'interni', riconducibili ai valori pacifisti del Movimento. Il fondatore non sembra biasimare i dubbi manifestati da molti 5 Stelle sull'invio di armi a Kiev e sulla spesa militare e avrebbe auspicato l'accelerazione per una soluzione diplomatica. Tema di cui Grillo potrebbe parlare anche con il ministro degli Esteri Luigi Di Maio, che ieri non si è visto al Forum ma - a quanto filtra - potrebbe arrivare domani in mattinata.

Le perplessità di Grillo non sarebbero legate alla netta scelta di campo compiuta dal governo, quanto – viene sottolineato da chi gli ha parlato - dall'incertezza del quadro di guerra e dalla prospettiva che lo scontro militare è destinato a durare a lungo. L'obiettivo - il 'refrain' del Fondatore – è quello di fare di tutto affinché si riesca a raggiungere la pace ed evitare l'escalation. Del conflitto in Ucraina Grillo ne ha parlato anche con Conte. L’altro ieri l'ex premier lasciando l'albergo dopo aver incontrato Grillo, si è limitato a rispondere solo a una domanda legata alla richiesta Renzi per un confronto in tv sul 'Russiagate'. "La sfida è al Copasir, vada lì dove ha l'obbligo di dire la verità", ha spiegato Conte.

Ma gli eletti non ci stanno e protestano

Ma gli eletti, la mitica ‘base’ (parlamentare in questo caso) non ci stanno. Si sentono scavalcati. Chiedono un'assemblea congiunta dei parlamentari M5s ai capigruppo di Senato e Camera, soprattutto dopo la girandola di incontri del garante Beppe Grillo con i 'big' del Movimento. Il leit motiv che ricorrerebbe nelle chat: “noi tenuti all'oscuro, ma vorremmo capire cosa è venuto a fare Grillo a Roma e quali decisioni a noi oscure ha preso con i vertici”.

E proprio il fatto che il leader M5S Giuseppe Conte avrebbe raggiunto un'intesa con Grillo per remunerare i post del Movimento che vengono ospitati dentro il blog del comico per amplificarne la diffusione crea malumori e polemiche. Un'idea che circolava già da qualche tempo e che - riferiscono le stesse fonti - avrebbe provocato non pochi malumori tra deputati e senatori. "Da molti è visto come un tentativo di Conte di compiacere Beppe e il problema è che lo fa con i soldi dei parlamentari", riferisce un portavoce M5S a Montecitorio. A fronte del fatto - spiega un altro deputato - che "da mesi non facciamo un'assemblea e non ci viene detto nulla. Chiediamo almeno un po' di trasparenza".
Insomma, non c’è mai pace, dentro il Movimento.

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