Forza nuova è “fascista” e può essere sciolta subito: ecco le sentenze della Cassazione

Superare almeno questa settimana per evitare di incendiare le piazze. Nuove regole per l’ordine pubblico

Foto Ansa
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La richiesta, alla politica, è di abbassare i toni. Perchè la situazione, là fuori, in vista del 15 ottobre è “preoccupante”. Così Mario Draghi affida ad un diplomatico “stiamo valutando” la decisione sullo scioglimento di Forza Nuova in quanto forza politica di chiara matrice fascista (legge Scelba). La leader di Fratelli d’Italia Giorgia Meloni fa outing e finalmente dopo anni di ambiguità ammette: “Sono orgogliosamente di destra ma non sono fascista”. Quello di sabato è stato un episodio “squadrista di stampo fascista” mentre fino a domenica non sapeva riconoscerne la matrice. Il Pd accetta di rinviare alla prossima settimana (20) il voto della mozione che chiede al governo di procedere con lo scioglimento di FN. Anche la ministra Lamorgese terrà la sua informativa la prossima settimana. Qualche lamentela circa il tempo eccessivo è stata subito sopita.

Spostare la manifestazione del 16?

Tutto si muove, come si vede, in un’unica direzione: svuotare almeno questa settimana - che è quella dei ballottaggi -   da scadenze che possono esasperare il clima più di quello che già è. Figurarsi che il  Viminale ha fatto presente a Landini quanto sarebbe importante rinviare la manifestazione dei sindacati “per la libertà e in difesa del lavoro e dei lavoratori”  di sabato 16.   Intendiamoci: il corteo è più che legittimo e sacrosante ne sono le ragioni dopo la vigliacca devastazione della sede di Roma subita sabato pomeriggio. Ma non c’è dubbio che sono comprensibili le rimostranze di Salvini e Meloni che accusano i sindacati di violare, in questo modo, il silenzio elettorale prima del ballottaggio nella Capitale che è una delle tre sfide più importanti (con Torino e Trieste). Improbabile che la manifestazione venga rinviata. In compenso la Cgil saprà garantire un servizio d’ordine vecchia maniera. Il fatto è che continuano ad essere recapitate note investigative della prevenzione che lanciano l’allarme sulle piazze: per la “trasversalità" delle presenze visto che c’è soprattutto gente nè di destra nè di sinistra ma solo furiosa contro l’obbligo del green pass per andare a lavorare.  E per la  “saldatura” tra frange dell’estremismo politico - a destra ma anche a sinistra - e la rabbia sociale. Una miscela socio-politica ad alto rischio. Era stata previsto, a volte persino evocato, l’autunno caldo. Ecco: possiamo dire che ci siamo dentro fino al collo. E’ necessario che la politica, che in queste 72 ore non ha dato prova di grande lucidità e misura cavalcando subito i fatti in chiave anche propagandistica,  dimostri almeno da ora in poi di avere misura.

“Forza nuova è fascista”

Ciò detto, il governo potrebbe sciogliere Forza Nuova ieri. E non si capisce perchè in tutti questi anni nessuno lo abbia ancora fatto. In Italia esiste il divieto di ricomposizione del partito fascista. Un principio che in base alla legge Scelba del '52 dice che il divieto scatta non solo come conseguenza di minacce e violenze ma per il fatto di propugnare la soppressione delle libertà costituzionali denigrando la democrazia. Fra le fattispecie di reato c’è anche l'incitamento all'odio razziale. Nel 2000 una sentenza del giudice mise il Ministero dell'Interno nelle condizioni di sciogliere il Fronte Nazionale. Altri due casi risalgono al ‘73 e al ’76: allora la messa al bando di Ordine Nuovo e di Avanguardia Nazionale fu decisa dal Viminale senza attendere una sentenza giudiziaria. Rispetto a Forza Nuova si sono già verificate entrambe le circostanze. Nato nel 1977 sul progetto di due camerati doc come Fiore e Morsello, la formazione di estrema destra ha già collezionato varie sentenze che ne certificano “la natura fondamentalmente eversiva” e la “vicinanza genetica con il fascismo e il nazifascismo”. Il 19 aprile del 2011 proprio il Tribunale di Pisa ha ritenuto che “la qualificazione di Forza Nuova come movimento fascista non potesse definirsi in alcun modo diffamatoria delle reputazione del movimento” dato che “la natura del movimento Forza Nuova risulta incontestabilmente caratterizzata dall’adesione all’ideologia fascista per espressa enunciazione dello stesso movimento”. E’ una sentenza. Scritta. Nessuno però decide lo scioglimento.

I verdetti della Cassazione

Il 10 febbraio 2013 viene depositata la sentenza numero 4938 della Quinta sezione penale della Cassazione. Il dispositivo assolveva dall’accusa di diffamazione direttore e giornalista del Corriere della Sera che in un’intervista a un politico aveva definito FN “organizzazione dichiaratamente fascista e portatrice di valori quali la xenofobia, il razzismo, la violenza e l’antisemitismo”. I giudici scrivevano che i giornalisti “non solo avevano onorato il diritto di critica storica e politica” ma soprattutto che “alla luce dei dati storici e dell’assetto normativo vigente durante il ventennio fascista, segnatamente delle leggi razziali”, la qualità di fascista “non può essere depurata dalla qualità di razzista e ritenersi incontaminata dall’accostamento al nazismo”. Nel 2010 c’era già stata una sentenza analoga della Suprema Corte: Fiore si era indispettito per l’accusa di “nazifascismo”, ma i giudici la giudicarono legittima.

Si tratta di un’interpretazione giurisprudenziale in via di consolidamento e ribadita ormai in varie sentenze. Nel maggio 2010 a Ivrea un esponente del Pd è stato assolto con formula piena per aver definito Forza Nuova “un’organizzazione eversiva neofascista”.  Nella sentenza di Pisa (aprile 2011), il Tribunale ha ritenuto che “la natura di FN risulta incontestabilmente caratterizzata dall’adesione all’ideologia fascista per espressa enunciazione dello stesso movimento” che, peraltro, ostenta bandiere che riecheggiano “in modo evidente quella delle SS naziste per il loro colore e per il loro disegno grafico” a conferma delle equiparazione del fascismo al nazismo e alle sue espressioni in tema di razzismo, discriminazione sociale e violenza”.

La finalità eversiva

E’ stata riconosciuta dalla Corte d’Appello di Bologna (2010) ai componenti della cellula di Forza Nuova di Rimini intercettati dai carabinieri mentre erano diretti armati di manganelli, mazze bastoni ad un centro sociale “per un raid punitivo”. Nel 2005 a Siracusa viene arrestato A.A, 40 anni, per cinque attentati dinamitardi. Tra gli obiettivi la Cgil e l’ospedale cittadino. 

La cronaca ha “regalato” altre conferme con le condanne di militanti o dirigenti di Fn condannati per aggressioni violente. A Salerno nel 2008 cinque appartenenti alla sezione locale del partito sono stati condannati (hanno patteggiato): A Bologna altri quattro neofascisti condannati per aggressione e violenze.  Il Tribunale di Verona ha condannato 24 aderenti al partito di Roberto Fiore per violenza privata e lesioni al presidente dell’Unione musulmani d’Italia. Il Tribunale di Bari nel 2010 ha condannato 12 esponenti di Fn per pestaggi com mazze e bastoni. Vicende analoghe negli anni a Brescia, Palermo, Roma, Milano, Pavia, Taranto, Treviso.

Gli ultimi giorni

Gli archivi a ben vedere sono pieni di fatti di cronaca con protagonista Forza Nuova e i suoi adepti. Gli ultimi giorni hanno arricchito e di molto i file. Altri quattro esponenti sono stati indagati ieri, dopo i sette arrestati tra domenica e lunedì (su 19 in totale).  Giuseppe Provenzale, Luca Castellini, Davide Cirillo e Stefano Saija sono stati iscritti nel filone di inchiesta della Procura di Roma che lunedì ha portato all'oscuramento del sito web dell'organizzazione. I pm contestano l’aver istigato “pubblicamente a commettere una pluralità di delitti e contravvenzioni” nel comunicato in cui - parlando degli scontri di piazza- si sosteneva che “la rivolta non si ferma” e che il popolo “ha deciso di alzare il livello dello scontro”. Saija è anche indagato a Torino per apologia di fascismo. Arrestati i vertici del movimento, nuovi generali neri stanno prendendo in fretta il comando. Con i vertici del movimento decapitati, spuntano nuovi generali neri. Dopo l'oscuramento del sito, l'organizzazione pensa ora ad un luogo virtuale alternativo. Oltre ai già esistenti social come Vk, chat di Telegram e varie riviste della galassia neofascista, potrebbero provvedere - almeno nei loro intenti - allo spostamento della piattaforma sui domini web in Russia.

Se non ora, quando?

Con questa lista di precedenti e le evidenze delle ultime ore, ci si chiede perchè aspettare ancora per sciogliere Fn. Il premier Draghi ieri è stato chiaro: “Stiamo valutando e anche aspettando le decisioni della magistratura”. Che non vuole dire una sentenza (di quelle ce ne sono già a sufficienza) ma almeno le contestazioni dei pm che indagano sui fatti di sabato 9 ottobre.  Il suggerimento del Quirinale è di vincolare ogni decisione relativa allo scioglimento su pronunciamenti dei giudici.  Pd, 5 Stelle, Leu, lo stesso Landini e il segretario Letta sono stati espliciti: “Questa cosa va fatta subito, almeno il primo possibile”. Persino Meloni ha detto: “Mi sono stufata. Se il governo vuole sciogliere lo faccia, dico che lo poteva fare anche molto prima visto che Fn partecipa alle elezioni politiche da qualche anno”.  Sicuramente non questa settimana, però, quando l’allarme per le piazze in vista del 15 ottobre crescono di ora in ora.  Difficile anche la prossima. 

Una nuova eversione

Una “nuova eversione”, infatti, sta montando nelle piazze, sobillata anche dall’estrema destra ma non solo.  Una massa che cresce pericolosamente in vista del 15. Palazzo Chigi è fermo: nessun passo indietro sul green pass (al netto del pasticcio combinato a Trieste con i portuali). Il Viminale corregge la strategia di prevenzione e contenimento dei disordini che sarà messa a punto oggi Comitato nazionale per l'ordine e la sicurezza pubblica. Le date sono quella del 15, del 16 e poi il vertice del G20 del 30 e 31 ottobre. Sono molte le cose che non hanno funzionato sabato scorso nella Capitale. Serve “ grande attenzione” nella concessione delle piazze; massimo rigore verso i cortei non autorizzati; fitta attività info-investigativa per conoscere il numero e la qualità dei manifestanti e predisporre un adeguato dispositivo di ordine pubblico; analisi delle chat per intercettare intenzioni ostili; linea dura con i “professionisti della violenza”. In realtà è l’ABC dell’ordine pubblico. Non si capisce perchè nulla o quasi abbia funzionato la scorsa settimana. Prefetto e questore, al momento almeno, restano al loro posto.

Il presidente del Copasir Adolfo Urso (Fdi)  ha attivato un'istruttoria per “verificare le modalità procedurali adottate nella predisposizione delle misure utili a garantire l'ordine pubblico”. In sostanza, visto che da tempo l'intelligence segnala il rischio di infiltrati nelle manifestazioni, l’autunno caldo e la saldatura dei movimenti nopass e io apro con il disagio sociale, si vuole capire “che peso hanno dato le forze di polizia agli alert degli 007 nella predisposizione dei servizi di ordine pubblico". Ci manca solo di innescare la guerra tra 007 e forze di polizia e poi siamo a posto.