[Il retroscena] La Flat Tax sul passato. L’azzardo della Lega sulla “pace fiscale” che fa arrabbiare i Cinque Stelle

La Lega si sta impuntando su questo tema, con una incredibile rincorsa allo sfondamento dei massimali ipotizzato (due giorni fa si è parlato di colpo di spugna fino ad un milione di euro!) per poter trasmettere una sorta di messaggio fortissimo e subliminale, ma nemmeno troppo, all’elettorato del Nord. Ecco quale

[Il retroscena] La Flat Tax sul passato. L’azzardo della Lega sulla “pace fiscale” che fa arrabbiare i Cinque Stelle

Cosa voleva dire ieri sera Matteo Salvini quando, con tono insolitamente duro verso gli alleati, rispondendo ad una domanda di Massimo Giletti diceva dai microfoni di “Non è l’Arena”: “Il Movimento 5 Stelle deve togliersi dalla testa l’idea di opporsi alla pace fiscale”. Il leader della Lega si riferiva al braccio di ferro sui tetti di indebitamento per cui scatterebbe il colpo di spugna sulle cartelle pregresse e ha aggiunto: “Questi non sono cittadini che hanno evaso le tasse. Sono persone che hanno dichiarato i loro redditi, non ci sono riusciti per colpa della crisi e adesso sono costretti a lavorare in nero. Noi vogliamo restituire loro la serenità di produrre e lavorare”.

Il saldo e stralcio

Domanda. Come mai dopo aver affrontato tanti scogli il governo sta entrando in fibrillazione proprio sul cosiddetto “saldo e stralcio”, il tema sui cui c’era un accordo di massima fin dalla nascita del governo? Mi pare che questo accada da un lato per un motivo di merito e dall’altro per un problema - diciamo così - di “compensazione simbolica”. La Lega si sta impuntando su questo tema, con una incredibile rincorsa allo sfondamento dei massimali ipotizzato (due giorni fa si è parlato apertamente di colpo di spugna fino ad un milione di euro!) per poter trasmettere una sorta di messaggio fortissimo e subliminale, ma nemmeno troppo, all’elettorato del Nord.

Per compensare il reddito di cittadinanza

Un patto non scritto che io provo a tradurre così: siete preoccupati per il reddito di cittadinanza? Avete dei dubbi sulla manovra perché pensate che il governo stia facendo dei regali eccessivi al sud? Vi dispiace che la mini-Flat Tax si sia fermata alle partite IVA con reddito fino a 65mila euro e non ci siete rientrati? Ebbene (e questo è il grande non-detto) voi sapete che per il presente non potevamo fare di più, sia per i vincoli economici, sia per gli equilibri di coalizione. Ma proprio perché siamo consapevoli di questi limiti per ora invalicabili nel presente, in attesa del futuro, vi concediamo uno sconto sull’unica partita dove abbiamo la possibilità di farlo: il passato. Se speravate nella Flat Tax e non ci siete ancora rientrati dentro, infatti, con il saldo e stralcio vi diamo la possibilità di rientrare subito nel grande giro di bonus che la manovra distribuisce.

Messaggi trasversali tra vice premier

La conferma che tutto questo è sul tavolo è nelle parole pronunciate da Luigi di Maio a Barbara D’Urso, e si può riassumere in un numero citato dal vicepremier per mandare un messaggio al suo principale alleato e al suo elettorato: “Il reddito di cittadinanza andrà per il 47% alle famiglie del Nord”. Parole che il ministro per il Sud Barbara Lezzi, ai suoi collaboratori spiega così: “Tutte le proiezioni di queste ore ci dicono che nella platea di chi rientrerebbe nei criteri è larghissima la fascia di coloro che vivono nelle periferie delle grandi città: non solo Palermo, Napoli e Roma, ma anche in tutte le capitali del nord, a partire da Torino e Milano”.

I bonus

Ecco perché il problema di queste ore è costruire una offerta che non lasci nessuno deluso. Il reddito di cittadinanza, limitato nel tempo, legato all’Isee e al controllo patrimoniale, seguirebbe il modello del Rei (il reddito di inclusione già sperimentato con successo, anche se per pochissimi) e taglierebbe fuori i lavoratori in nero del meridione. Chi metterebbe a rischio la sua attività coperta - infatti - esponendosi volontariamente a monitoraggio sui conti correnti? “Ormai, con i controlli incrociati - spiegava la Lezzi - è molto difficile sommergere le proprie attività”. Ma una volta appurato che il reddito di Cittadinanza - sia sul piano dei controlli che dell’erogazione - può essere distribuito in modo sostanzialmente omogeneo fra nord e sud, una volta appurato che con la mini-flat si dà sollievo alle partite Iva di giovani, professionisti e non garantiti, la Lega vuole la quadratura del cerchio offrendo ai ceti produttivi in difficoltà un bonus che non pesa sui conti della manovra.

Il vincolo di legalità

Lo stralcio parla agli imprenditori di Veneto Lombardia e Italia centrale, a imprese che hanno grossi debiti con Equitalia. Ma sulla soglia di questo quantum si apre il problema con il M5s e con il suo vincolo di legalità. Si può mandare la gente in carcere con condanne a sei anni per aver provato a prendere illecitamente il reddito di cittadinanza (questo prescrive il M5s nella sua proposta legge) mentre si abbuona un finito fiscale da un milione di euro a qualcuno che non ha pagato? E - aggiungo io - si può promettere di combattere gli evasori iniziando con un colpo di spugna così generalizzato?
Ecco perché dalla proporzione tra i pesi e contrappesi di questi provvedimenti dipende il futuro del rapporto tra Lega e M5s.