[L’analisi] Il Far West dentro casa: non è più reato sparare ai ladri. La legittima difesa è quasi legge. E si venderanno più armi  

Una rivoluzione culturale in 9 articoli di legge. In meno di tre ore il Senato approva la nuova legittima difesa. Entro fine anno il sì della Camera. Salvini: “Un’altra promessa mantenuta”. La riforma a costo zero è utile adesso per tenete buona la base elettorale della Lega molto scontenta per la manovra. Minisci (Anm): “Resta il processo e sarà sempre un magistrato a valutare la proporzionalità tra offesa e reazione”. Inevitabile adesso un aumento delle armi. Romeo (Lega): “Ma non sarà il Far west”. Il duro attacco di Grasso (Leu) ai 5 Stelle: “State ballando sulla musica della Lega rinnegando voi stessi”

[L’analisi] Il Far West dentro casa: non è più reato sparare ai ladri. La legittima difesa è quasi legge. E si venderanno più armi   

Prima di leggere qua, prendetevi 6 minuti e 20 secondi, andate su  YouTube e guardate il video di Emma Gonzales. Diciotto anni, era nella sua classe del liceo di Parkland in Florida la mattina del 14 febbraio 2018 quando un ex alunno espulso cominciò a fare fuoco uccidendo 17 studenti e ferendone altri 15. Impiegando, per l’appunto, 6 minuti e 20 secondi. Sopravvissuta, Emma ha reagito a quella tragedia, l’ennesima nel paese dove le armi si comprano al supermercato, fondando il movimento Never again. IL 24 marzo, dieci giorni dopo, più di 500 mila ragazzi hanno marciato su Washington e decine di migliaia in altre 800 città americane. Sono i nuovi elettori americani, una nuova generazione di ragazzini che dice “mai più”. Quella mattina Emma  disse “combatti per la tua vita prima che diventi il mestiere di qualcun altro”. Combatti perché le armi non siano un bene comune. Perché una società con più armi è una società meno sicura.

L’esempio di Emma

Quel video avrebbe dovuto essere proiettato ieri pomeriggio nell’aula di palazzo Madama dove in meno di tre ore, con grande fretta – forse per non pensarci su - è stata compiuta, per realizzare un dividendo politico e con grande soddisfazione,  una rivoluzione  culturale che segna una cesura importante nella storia del paese: sparare in casa propria diventa un diritto se c’è un “grave turbamento”. Chi spara in casa propria per difendersi non dovrà più dimostrare perché lo ha fatto, perché la difesa diventa sempre legittima. Le armi in Italia non saranno – si spera – mai vendute in un supermercato. E però è chiaro che la fabbrica della paura che ha conquistato così tanti consensi nel nostro paese ha spinto molte persone ad armarsi. Molte altre lo faranno perché ora sanno che usare le armi è, banalmente, più facile. 

Larga maggioranza

Ieri pomeriggio alle 17 e 40 il Senato ha dato il primo via libera alla nuova legittima difesa. Una maggioranza di ben 195 voti, mai stata così larga in 4 mesi di governo, ha votato sì alle legge Molteni (Nicola, sottosegretario all’Interno, Lega, ndr) per cui la difesa è sempre legittima  anche se resta il principio di proporzionalità. Tuttavia, la legittima difesa scatta anche senza la minaccia vera e propria di un'arma e se solo si è in uno stato di “grave turbamento”. Uno dei cavalli di battaglia della campagna elettorale della Lega, periodicamente, in coincidenza con qualche disgrazia, brandito come soluzione di tutti i mali, è legge dello stato. Per metà, visto che manca ancora il via libera della Camera. Che però potrà comunque arrivare entro la fine dell’anno vista la velocità che ha impiegato il testo al Senato. 

Assenze nei 5 Stelle

Nei 195 sì ci sono anche i senatori del Movimento 5 Stelle che hanno votato compatti nonostante i numerosi mal di pancia. Sono mancati una decina di voti grillini: hannopreferito non essere presenti per evitare di dover rinnegare quello che è sempre stato il loro pensiero. Scriveva su Facebook: “Uno Stato serio non dovrebbe consentire ad un singolo individuo di tenere armi in casa. La detenzione delle armi andrebbe ridotta drasticamente”. Era il 2015. A dir la verità anche Di Battista ci andava giù pesante: “Faremo di tutto per non permettere che il nostro paese diventi come gli Stati Uniti”. 

Il voto a favore è un pezzo del patto d’acciaio tratto tra Salvini e Di Maio. Un patto che è un compromesso: i 5 Stelle danno il via libera a legittima difesa e decreto sicurezza (pur mettendo in conto alcune posizioni contrarie) in cambio del voto compatto della Lega sulla manovra (reddito di cittadinanza) e decreto Genova, quello con dentro il condono a Ischia. Un compromesso che sta mandando in fibrillazione, e da giorni, la base del Movimento. Ieri sera, dopo il voto, il malcontento è circolato tra i 5 Stelle torinesi. Sulla chat era possibile leggere commenti come quello di Daniela Albano, consigliere comunale a Torino.  ”Eh no, pure la legge sulla legittima difesa no! Ora mi pare che stiate esagerando”. Un collega di gruppo, Damiano Carretto, ironizza: “Pare fosse nel contratto. Ma sai per me ‘sto contratto dove può andare a finire…Preferisco continuare a marciare per fermare la Tav in val di Susa piuttosto che piegarmi al maschilismo omofono, razzista e violento della Lega”. 

Non punibilità

Il testo del disegno di legge modifica alcuni articoli del codice penale e, in particolare, l'articolo 52 e l'articolo 55. La riforma leghista allarga l’ombrello di copertura della legittima difesa e per far scattare la non punibilità non è necessario che il ladro abbia un'arma in mano ma è sufficiente la sola minaccia di utilizzare un'arma. Non ènecessaria neppure la minaccia specifica “alla persona”. Inoltre, viene riconosciuta la legittima difesa e, quindi, la non punibilità “se chi ha commesso il fatto per la salvaguardia della propria o altrui incolumità ha agito in stato di grave turbamento, derivante dalla situazione di pericolo in atto”.

9 articoli 

Per la rivoluzione bastano 9 articoli. Il primo modifical'articolo 52 del codice penale e stabilisce che “chi compie un atto per respingere l'intrusione posta in essere agisce sempre in stato di Legittima difesa”. Attenzione però, le modifiche lasciano intatto e quindi necessario il principio della “proporzionalità tra le difesa e l’offesa”. L’articolo 2 modifica l’articolo 55 del codice penale che disciplina l'eccesso colposo e riconosce la legittima difesa a chi si trova in uno stato di “grave turbamento derivante dalla situazione di pericolo in atto”. Questo articolo è stato votato anche dal Pd perché riprende la vecchia modifica presentata dall’allora deputato e oggi vicepresidente del Csm David Ermini che però non è mai diventata legge. L’articolo 3 interviene sulle pene ed esclude dalla sospensionecondizionale della pena “chi si è reso  responsabile di furto in appartamento se prima non risarcisce la  vittima”.L’articolo 5 aumenta le pene per chi commette furti e scippi (minimo 4, massimo 7; erano 3 e 6 anni). Nessuna spesa legale (ok al gratuito patrocinio, art. 7) per chi si è difeso per legittima difesa e che dovrà comunque affrontare un processo. Esclusa anche la responsabilità civile per chi si è difeso (art.8). Negli anni talvolta si è assistito a famiglie di romeni, il cui congiunto era stato ferito o ucciso durante una rapina, presentarsi puntuali in aula a chiedere i danni.  

Ma il processo resta

Ora, una cosa è bene chiarire subito: la rivoluzione  delle armi inverte il principio dell’onere della prova (è il magistrato che deve dimostrare che non c’è stato, per esempio, il grave turbamento) ma non arriva ad eliminare l’inchiesta penale. Comunque sia, sarà sempre un magistrato a valutare se la difesa è stata legittima e l’uso delle armi proporzionale al pericolo.  Una puntualizzazione che l’Anm si affretta subito a rimarcare. “Sia chiaro - dice Francesco Minisci, presidente dell’Anm - che nessuna modifica potrà prescindere da due cardini fondamentali per la nostra cultura giuridica: sarà sempre valutato il principio di proporzionalità tra offesa e difesa e i fatti saranno sempre accertati all' interno di un procedimento penale”.

“Nessun Far west”

Salvini festeggia con “promessa mantenuta” e il tormentone di ogni suo tweet “dalle parole ai fatti”. E’ una riforma a costo zero e torna utile in un momento in cui la base elettorale leghista soprattuto del nord è spiazzata e scontenta per il contenuto della manovra, lo spread a 320 e la Borsa in calo. Il capogruppo al Senato Massimiliano Romeo rivendica “il provvedimento di buon senso” e parla di “strumento necessario per consentire ai cittadini di difendersi in casa propria quando si è costretti a vivere un’esperienza drammatica con quella di un’aggressione domestica”. Nessun Far west, dunque, “nè scardinamento del nostro ordinamento”. Gli imputati per eccesso colposo di legittima difesa - che in tutta Italia stanno sulle dita di una mano, segno che non c’è un’emergenza in questo senso  - sono convocati per festeggiare già domenica. A cominciare da quel Mario Cattaneo, l’oste di Lodi che uccise un ladro ed è sotto processo per eccesso colposo di legittima difesa.

Le sinistre unite

La legge unisce il centrosinistra in una generale bocciatura del testo. Pippo Civati (Possibile) parla di “regalo di Salvini alla lobby delle armi”. “Dopo il decreto raddoppia armi per i titolari di licenza di tiro sportivo - dice Civati - gli italiani hanno adesso un motivo in più per armarsi nell’illusione di sentirsi più sicuri”. I dati, aggiunge, “smascherano la propaganda del governo a trazione leghista: i reati sono in calo, anche furti e rapine, la legittima difesa è già nel nostro codice e il 90% dei casi trovano l’assoluzione o l’archiviazione”.   Valeria Valente, vice capogruppo del Pd, elenca quelle che erano le uniche vere e necessarie modifiche:  “La richiesta di archiviazione nei casi di legittima difesa, le detrazioni per l'installazione di sistemi di allarme e di video sorveglianza, l'aumento del Fondo per le vittime di violenza, l'investimento di risorse per le esigenze di investimento delle Forze dell’ordine”. Emendamenti che “avrebbero garantito maggiore sicurezza ai cittadini, ma sono stati respinti a dimostrazione del fatto che questo provvedimento non tutela i cittadini, ma strumentalizza le loro paure”. Durissime, anche con i 5 Stelle, le parole dell’ex presidente del Senato Piero Grasso (Leu). “Nel nostro Paese non hanno diritto di  cittadinanza né la vendetta né la pena di morte soggettiva” ha tuonato in aula l’ex magistrato. “Il danno grave, oltre che a livello normativo, è anche a livello culturale: la  vostra propaganda sta facendo credere ai cittadini che sarà lecito  sparare in casa propria, e produrrà un aumento di armi in circolazione nel  nostro Paese”. Ai 5 Stelle ha rivolto un’amara considerazione: “State  ballando sulla musica della Lega, rinnegando i vostri principi”.