Una sfida dal valore nazionale. Conte è nato in Puglia…

In marcia verso l’election day/6. La Puglia è contesa e contendibile. Sfida all’ultimo voto tra Emiliano e Fitto. Conte e il Pd guardano con apprensione al risultato

Michele Emiliano e Raffaele Fitto
I contendenti principali: Michele Emiliano e Raffaele Fitto

E’ la sfida in Puglia tra centrodestra e centrosinistra la più attesa e anche la più contesa tra le elezioni regionali del prossimo 20/21 settembre. Innanzitutto, perché la Puglia è la terra del premier, Giuseppe Conte, nativo di Volturara Appula (provincia di Foggia), e proprio Conte ha riservato, sin dall’inizio, un interesse speciale e specifico alle sorti della sua regione. Per dire, è stato lui, con un atto d’imperio, ha far calare il diktat dell’assoluto rispetto delle ‘quota rosa’ (60/40 nella composizione delle liste tra uomini e donna) e della doppia preferenza di genere, nella sua Puglia, imponendosi sul consiglio regionale pugliese e sullo stesso Emiliano, che fingeva di stracciarsi le vesti perché il consiglio regionale, in una notte turbolenta, non era riuscito a vararla (unica tra tutte le 20 regioni italiani) ma, come tutti gli altri suoi sfidanti, non entusiasta all’idea. Anche rispetto alla possibilità di accordo tra Pd e M5s (poi sfumato ovunque, tranne in Liguria), Conte puntava a chiederlo e a ottenerlo soprattutto in Puglia al fine di poter celebrare una vittoria che, poi, sarebbe stata ‘anche’ sua. Infine, Conte sa che mentre il M5s è già predestinato alla sconfitta in tutte e sei le elezioni regionali, il Pd non può perdere la faccia – che ci sta mettendo – in tutte le elezioni perché, ove dovesse succedere, non inizierebbe a ‘ballare’ solo la poltrona di Zingaretti come segretario dem ma anche quella di Conte: il governo ne subirebbe scossoni forse letali. E dato che Veneto, Liguria e sostanzialmente pure le Marche sono già belle che andate (saranno, cioè, vinte dai candidati del centrodestra), mentre invece Toscana e Campania sono considerate già vinte, dal centrosinistra, la differenza tra una sconfitta 4 a 2 a favore del centrodestra o di un pareggio 3 a 3 la fa e la farà solo e soltanto la Puglia. Ma ovviamente anche per il centrodestra le elezioni pugliesi sono decisive. Non solo perché la Puglia segnerebbe, insieme alle Marche, un duro ‘cappotto’ di sconfitte per il Pd e il centrosinistra (e, dunque, per il governo), ma anche perché la leader di Fratelli d’Italia – in ascesa, con il suo partito, in tutti i sondaggi nazionali – è proprio in Puglia (e nelle Marche) che si gioca la capacità di aver imposto e azzeccato i candidati (Acquaroli e Fitto) e di potersi porre, legittimamente, alla guida del centrodestra.

I contendenti principali: Michele Emiliano e Raffaele Fitto

Poi, naturalmente, in Puglia, come nelle altre regioni, i candidati locali si giocano la loro partita di consenso come di potere. In primis il governatore uscente, l’ex magistrato ed ex sindaco di Bari Michele Emiliano, che ha spesso diviso i Dem per le sue posizioni controcorrente e per la sua cocciuta rincorsa a un’alleanza, quella con i M5s – partito che Emiliano ha sempre blandito e finanche scimmiottato – ma che si concretizzato in una porta sbattutagli in faccia. Un Emiliano che – secondo solo a De Luca in Campania – è anche un ras locale del Pd del Sud e che, nella sua Puglia, decide il bello e il cattivo tempo. In sostanza, se vuoi fare il segretario del Pd, senza Campania e Puglia dalla tua parte non riesci a farlo. Un potere locale, ma anche nazionale, come la proiezione mediatica di Emiliano su scala global, che il governatore, anche grazie all’ondata di Covid19, è riuscito a mantenere intatto e preservare, spazzando via avversari interni ed esterni, peraltro mai nati, dentro il Pd.
Per il centrodestra corre Raffaele Fitto: eletto presidente della Puglia nel 2000, a soli 31 anni, è stato il più giovane d'Italia. Tra le altre cose ex ministro, deputato ed europarlamentare, in tempi lontani ‘pupillo’ di Berlusconi (con il quale poi ruppe), fondatore di un movimento autonomo e discretamente radicato, tra Lecce e l’Otranto, i Conservatori e Riformisti, è stato proprio Fitto che ha aperto alla Meloni le porte dell’ingresso nella famiglia dei Conservatori europei all’interno del Parlamento europeo. La Meloni lo ha ricandidato imponendolo a un centrodestra dentro il quale FI nicchiava mentre la Lega, per mesi, ha cercato di stopparlo e ostacolarlo opponendogli la candidatura di un pugliese finito nella Lega, Nuccio Altieri. Salvini si è dovuto arrendere e, oggi, sostiene di malagrazia Fitto, pronto a far pagare alla Meloni il fio di una sconfitta.

Gli outsider: la grillina Laricchia e il renziano Scalfarotto

Gli altri due candidati di un certo peso, numerico e politica, sono Antonella Laricchia – la quale annuncia anche, ma a ottobre, il suo matrimonio - del M5s, pasdaran del Movimento che ha puntato i piedi per restare in corsa da sola anche quando sembrava che i livelli nazionali del suo partito fossero pronti a cedere all’accordo con il Pd ed Emiliano (del governatore la Laricchia è storica e fiera avversaria), e il renziano Ivan Scalfarotto, candidatura imposta da Renzi e dalla ministra (salentina e renziana) Teresa Bellanova, storica avversaria di Emiliano già nel Pd. Sottosegretario agli Esteri, pasdaran del renzismo, Scalfarotto, pugliese d’adozione, ha unito quel grumo liberal-democratico presente, in modo esile, in Puglia (renziani, calendiani, radicali di +Europa, riformisti) che non ha mai digerito l’influenza e la forza di Emiliano e proprio i suoi voti potrebbero venire a mancare, insieme a quelli della Laricchia, facendo perdere al governatore attuale la sfida, seppure al fotofinish. Infatti, tutti i sondaggi parlano, come vedremo, di un testa a testa Emiliano-Fitto, con una volta avanti l’uno e una volta avanti l’altro.

I candidati minori

Tra i candidati minori e ‘originali’ si segnalano le candidature a governatore di Mario Conca (ex M5s), appoggiato da una lista civica, Cittadini pugliesi, Pierfranco Bruni per il Movimento sociale; Nicola Cesaria (Pci, Rifondazione, Risorgimento socialista); Andrea D’Agosto per Riconquistare l’Italia (di area ‘sovranista’ locale…).

Il numero impressionante di liste (15) e candidati (700) del centrosinistra

Naturalmente, come in tutte le elezioni regionali, le liste – civiche o direttamente ispirate dai diversi candidati – fanno la parte del leone: acqua al mulino degli acchiappavoti.
Sono oltre 29 le liste presentate in Puglia e oltre 1300 gli aspiranti consiglieri regionali. Insomma, una enormità. Ma, enormità nell’enormità, impressiona il numero delle liste e dei candidati a sostegno di Emiliano. A sostegno del quale ecco la presenza – un vero ‘esercito’ – di 15 liste e oltre 700 candidati. Declinare le liste a sostegno di Emiliano è come sgranare un rosario: sono Partito Animalista, Partito del Sud, Sud Indipendente, Democrazia Cristiana, Sinistra Alternativa, Sindaco di Puglia, Con, Senso Civico, Pd, Italia in Comune, Popolari con Emiliano, Puglia Solidale e Verde, Pensionati e Invalidi, I Liberali e Partito Pensiero e Azione. Solo cinque invece le liste per Raffaele Fitto: Fratelli d'Italia, Lega, Forza Italia, Nuovo Psi-Udc e la civica La Puglia domani. Due, inoltre, le liste a sostegno di Antonella Laricchia: oltre a quella ufficiale del M5S c’è anche – una novità per il Movimento, rispetto ad altrove - la presenza di una lista civica, Puglia Futura. Sono tre, infine, le liste che sosterranno la candidatura di Ivan Scalfarotto: Italia Viva, Scalfarotto presidente e Futuro verde.
Ma, come dicevamo, è Emiliano ad aver fatto il ‘pieno’ delle liste e dei candidati, alla ricerca come è di una difficile rielezione, poggiandosi soprattutto sui consiglieri regionali uscenti, noti portatori di voti. Ben sei sono presenti nella lista “Senso civico – un nuovo Ulivo per la Puglia”: Nel collegio di Bari c’è l’assessore alla Pianificazione Territoriale, Alfonso Pisicchio, a Brindisi il presidente della commissione Sanità, Pino Romano, nella Bat il capogruppo Sabino Zinni, a Lecce, Ernesto Abaterusso, a Taranto l’assessore allo Sviluppo Economico Mino Borraccino e il componente dell'ufficio di presidenza del Consiglio regionale, Giuseppe Turco. A Brindisi è stato riconfermato il consigliere regionale uscente Fabiano Amati. Sempre con Emiliano, a Foggia, è candidato l'assessore Raffaele Piemontese e il capogruppo del Pd in Consiglio regionale, Paolo Campo, mentre a Taranto scendono in campo gli attuali consiglieri regionali Michele Mazzarano e Donato Pentassuglia. A Lecce, il Pd schiera il consigliere regionale uscente Sergio Blasi, oltre all'assessore regionale all’Industria turistica e culturale Loredana Capone. Nella Bat c’è la riconferma per l’ex assessore all’Ambiente, Filippo Caracciolo, e per il consigliere Ruggiero Mennea. Anche nella lista “Popolari con Emiliano” ecco ben tre assessori uscenti: Gianni Stea (Ambiente), Salvatore Ruggeri (Welfare) e Sebastiano Leo (Lavoro). A Bari, con il Pd, sono candidati lo scrittore Leonardo Palmisano, l'attuale presidente del Consiglio regionale, Mario Loizzo, il consigliere politico del governatore, Domenico De Santis, l'assessore regionale ai Trasporti, Giovanni Giannini, e Francesco Paolicelli, uno degli uomini più vicini al sindaco di Bari Antonio Decaro.
Scalpore e polemiche, infine, ha creato la candidatura, a Bari, con la lista civica di Emiliano ‘Con’, di Pierluigi Lopalco, l'epidemiologo della task force che gestisce l'emergenza in Puglia - incarico da 120mila euro all'anno lordi (“inferiore alla contribuzione che mi veniva corrisposto da professore” dice lui, e che ora lavorerà come consulente a titolo gratuito) – e che è assurto a gloria nazionale grazie ai suoi ‘funanbolici’ interventi televisivi.

Molte meno liste e candidati per il centrodestra, ma diversi cambi di casacca

Forza Italia, che insieme a Lega e Fratelli d'Italia sostiene Raffaele Fitto, schiera i consiglieri regionali uscenti Domenico Damascelli, Napoleone Cera, Leonardo Di Gioia, Aldo Aloisi, Francesca Franzoso, Lugi Morgante. Spiccano, sempre in FI, i nomi dell’ex senatore ed ex consigliere regionale, Euprepio Curto, del colonnello dei Carabinieri ed ex consigliere regionale, Antonio Buccoliero, dell’ex deputato ed ex assessore regionale Luciano Sardelli. Il candidato più anziano nella lista del partito di Berlusconi è l'ex manager della sanità pugliese, Santo Monteduro, con i suoi 78 anni. Cambio di casacca, invece, per il consigliere foggiano de “I Popolari”, Napoleone Cera, che nella legislatura in corso sosteneva la maggioranza di centrosinistra e ora va con il centrodestra. Cambio di casacca anche per l'ex assessore all'Agricoltura, Leonardo Di Gioia, nonché per il forzista Saverio Tammacco, che nel 2015 si candidò con il centrosinistra. Nella Lega non si candida Nuccio Altieri, candidato ‘in pectore’ di Salvini alla Regione, ma gli è stato promesso un posto da vicepresidente della Puglia, in caso di vittoria. Per il resto, la Lega punta a radicarsi in regione con nomi local.
Nel partito di Fitto, Fratelli d’Italia, che oltre agli uscenti candida Irma Melini punta molto sull'agricoltura – tallone d'Achille dei cinque anni di governo di Emiliano – non a caso si candida il generale Giuseppe Silletti, ex commissario straordinario per la xylella, e Francesco Losito, presidente Confagricoltura Bari e Bat. Fitto però ci ha tenuto a rafforzare molto anche la sua civica “La Puglia domani”. Non a caso conta Danila De Vito, virologa già ribattezzata come l'anti Lopalco, e tanti ex come Patrizio Mazza (medico tarantino ex vendoliano) e Saverio Tammacco (nel cda di Puglia Sviluppo, già campione di voti nel 2015 , ma quella volta al fianco di… Emiliano).
E così mentre Fitto punta a riconquistare quella che, fino a 15 anni fa (cioè prima della doppia vittoria di Vendola e poi della prima di Emiliano) veniva detta “l’Emilia nera”, Emiliano finge di snobbare il suo principale competitor, dicendo che lui “non farà campagna elettorale perché sono troppo occupato con l’emergenza coronavirus”… Invece, la Laricchia battaglia contro tutto e tutti, Pd e centrodestra, ma soprattutto contro Emiliano, lo stesso cui Scalfarotto punta, più che a vincere, a impedire una sua straripante vittoria.

I sondaggi sono altalenanti ma per tutti è testa a testa

Per quanto riguarda, infine, i sondaggi, è un continuo saliscendi sulle montagne russe, per i due principali contendenti. Secondo un sondaggio dei primi di agosto commissionato alla società Tecné dall’agenzia Dire, Fitto partiva avvantaggiato, ma di poco: era dato tra il 40 ed il 44% con Emiliano che insegue con il 35-39% mentre i Cinque stelle erano molto indietro con Antonella Laricchia tra il 13 ed il 17% e Scalfarotto che oscillava intorno al 5% (2,5-6,5%), mentre sotto il 3% restavano tutti gli altri.
Ma in altri sondaggi la situazione si capovolge del tutto. Secondo la società di rilevazione Emg-Acqua Fitto sarebbe in vantaggio, addirittura, con sei punti di vantaggio su Emiliano (43,5% contro 36,5%) con la Laricchia al 12% e Scalfarotto al 5%. Sempre ai primi di agosto Bidimedia vedeva Emiliano e Fitto molto vicini ma con il governatore davanti (38,8% contro 38,1%) e la Laricchia al 16,7%.
Pochi giorni prima era stata Bidimedia a realizzare un sondaggio, con Emiliano e Fitto che sarebbero molto vicini anche se il governatore viene dato di poco avanti. Insomma, una gara davvero serrata, quella in Puglia, e che sarà di certo decisa al fotofinish. In ogni caso, il risultato delle elezioni pugliesi potrebbe ‘sballare’ in un senso e nell’altro, il tabellino delle vittorie tra centrodestra e centrosinistra e, dunque, avere ripercussioni nazionali, governo in primis. Non a caso, Conte spera e prega in ‘san Pio Emiliano’….