[La storia] Elezioni europee, la mossa di Facebook per combattere le fake news

A Dublino aperta una war room ovvero una sala operativa per ripulire il social da account falsi e disinformazione

[La storia] Elezioni europee, la mossa di Facebook per combattere le fake news
Mark Zuckerberg, fondatore e ceo di Facebook

Lo scandalo di Cambridge Analytica è servito a qualcosa. In vista delle prossime elezioni europee di fine maggio Facebook si è attrezzata per evitare che la disinformazione possa farla ancora una volta da padrona e condizionare l’opinione pubblica. L’azienda di Mark Zuckerberg ha creato una war room, ovvero una sala operativa, per contrastare la diffusione delle fake news. La sala, allestita nella sede di Dublino, ricalca quella predisposta negli Stati Uniti l'anno scorso, per vigilare sulle elezioni di metà mandato, e quella creata a Singapore per le più recenti elezioni indiane.

Pulizia di account falsi e bufale 

Alcune prestigiose testate giornalistiche internazionali, come il Guardian e il New York Times, protagoniste delle inchieste che hanno portato allo scoppio dello scandalo su Cambridge Analytica, hanno visitato la war room. Secondo il loro resoconto sarebbero attive una quarantina di persone con il compito di ripulire il social da account falsi, bufale ed eventuali interferenze estere. Il controllo avviene nelle diverse lingue parlate nei 27 Paesi (28 con il Regno Unito) che tra il 23 e il 26 maggio andranno a votare per rinnovare il Parlamento Ue.

Cancellati gli account degli haters 

I risultati della maggiore attenzione di Facebook verso i temi che circolano sulla piattaforma si incominciano a vedere. E’ notizia di pochi giorni fa il blocco degli account di noti esponenti americani dell’estrema destra che sistematicamente incitavano all’odio razziale.

L'appello del manager di Facebook 

"Stiamo affrontando una sfida di sicurezza. Ci sono una serie di attori che vogliono manipolare il dibattito pubblico" ha spiegato Nathaniel Gleicher, responsabile della sicurezza informatica di Facebook. Tuttavia, ha osservato, "in una situazione del genere una singola organizzazione non basta. C'è bisogno del maggior numero possibile di persone concentrate sul problema". 

Il contributo dei singoli lettori 

Un messaggio, quello del manager di Facebook, indirizzato anche ai singoli lettori/cittadini che devono essere i principali protagonisti della lotta alla disinformazione. In che modo? Attraverso due semplici attività: recuperando lo spirito critico (troppo spesso assopito) e variando le fonti di informazione ovvero frequentando anche siti di notizie alternativi ai social network. Internet è troppo vasto e bello per essere ridotto al solo utilizzo delle piattaforme sociali.