[L’analisi] Ecco perché il Paese rischia la secessione del Nord quando finirà la stagione gialloverde

Mai come oggi Settentrione e Meridione sono distanti tra loro. E per la prima volta nella storia della Repubblica manca un partito federatore

[L’analisi] Ecco perché il Paese rischia la secessione del Nord quando finirà la stagione gialloverde

Uno dei problemi maggiormente trascurati dall’opinione pubblica è il grande divario esistente tra la parte più avanzata del Paese (il Nord) e quella più in difficoltà (il Sud). A sorpresa si è occupato del tema il Corriere della Sera con un lungo editoriale del politologo Angelo Panebianco. Quando si concluderà l’alleanza di governo M5s-Lega “il rischio è l’esplosione della divisione tra settentrione e meridione, due società diverse alla luce di tutti gli indicatori disponibili” ha denunciato, senza mezzi termini, lo studioso.

Non c'è più un partito federatore 

Panebianco ha spiegato che “per la prima volta nella storia della Repubblica non c'è un federatore” ovvero “un partito capace di tenere insieme Nord e Sud”. “Lo fu - ha proseguito - per decenni la Democrazia Cristiana dominante in Veneto ma anche in Sicilia. Lo fu poi Silvio Berlusconi. Sembrava sul punto di diventarlo in seguito il Partito Democratico nella veste di partito della Nazione”.

Lega partito del Nord, 5 Stelle movimento del Sud 

“Oggi – ha scritto ancora il politologo - non è più così. Al Centro Nord dilaga la Lega, il Sud è in mano ai 5 Stelle. Vero che il Movimento ha ottenuto successi anche al Nord e che Salvini ha raccolto alcuni buoni risultati nel Meridione ma è evidente che dentro il governo ci sia una competizione per le risorse tra nordisti e sudisti”. “Ed è probabile – ha aggiunto - che quando si voterà di nuovo gli insediamenti regionali contrapposti di Lega e M5s diventeranno ancora più netti”.

Di Maio: metà del reddito di cittadinanza al Nord

Una conferma che l’analisi di Panebianco sia corretta è arrivata proprio ieri da Luigi Di Maio. Ospite di Barbara D’Urso nel salotto di Domenica Live il vicepremier ci ha tenuto a sottolineare che “il 47% delle famiglie destinatarie del reddito di cittadinanza sono del Centro Nord”. Un chiarimento per smentire quanti da tempo affermano che il cavallo di battaglia elettorale dei pentastellati sia rivolto principalmente al Sud Dunque un tentativo di mascherare quella contrapposizione Settentrione-Meridione denunciata da Panebianco. I numeri del ministro dello Sviluppo e del Lavoro saranno pur veri ma resta il fatto che i sondaggi sono concordi nel mettere in evidenza una netta contrarierà tra gli abitanti del Nord al reddito di cittadinanza.

Secessione possibile traguardo per Salvini 

Quando si materializzerà il rischio spaccatura del Paese? Secondo Panebianco quando finirà l’alleanza di governo tra Lega e M5s. “Arriverà un giorno in cui i compromessi non saranno più possibili. Allora il governo cadrà e la divisione Nord-Sud probabilmente ci esploderà in faccia” ha concluso il politologo. Pensare a questa possibilità nel giro di qualche mese o anno (a seconda della durata dell’esecutivo del Cambiamento) probabilmente è eccessivo ma non c’è dubbio che su un punto lo studioso abbia ragione: mai come oggi le due estremità del Paese sono lontane tra loro e mai come oggi manca un partito federatore. La secessione potrebbe davvero diventare il più grande risultato conquistato dalla Lega di Salvini.