Conte guadagna 6 mesi per la Tav, ma Di Maio attacca Salvini: “Basta folklore e minacce”

Il governo si arrende alla linea leghista e scrive a Telt per non perdere i finanziamenti per la Tav, ma invece di chiamare i “bandi” col loro nome, autorizza “inviti per i lotti”. La sottosegretaria Castelli ammette: “Abbiamo guadagnato sei mesi”. Il vicepremier pentastellato cerca di spacciarla per una vittoria e attacca il leghista: “Basta sfide a chi ha la testa più dura, la smetta di creare tensioni”.

Conte guadagna 6 mesi per la Tav, ma Di Maio attacca Salvini: “Basta folklore e minacce”

Sarà che era il suo compleanno e non voleva troppe scocciature o che, come ha spiegato a margine della festa, “con Luigi Di Maio e con Giuseppe Conte in questi mesi ci siamo sentiti più che coi miei parenti”, fatto sta che Matteo Salvini è stato per tutto il giorno conciliante. “Crisi di governo? Non c’è nulla di cui preoccuparsi, di tutto hanno bisogno gli italiani piuttosto che del caos…”, ha detto il vicepremier, che ha trascorso la domenica a Milano con la figlia e ci resterà pure oggi, col figlio maschio. Tra le ragioni per cui si sente tranquillo c’è che alla fine ha prevalso la linea leghista: il premier, che pure si era  detto pubblicamente contrario alla Tav, ha scritto alla Telt, la società italo-francese incaricata di realizzare e gestire la linea ferroviaria dell'Alta velocità tra Torino e Lione, autorizzando l’opera, anche se in modo da guadagnare molto tempo, tenendosi aperta la possibilità di cambiare idea più avanti. Il premier ha infatti invitato la società ad “astenersi, con effetti immediati, da qualsiasi ulteriore attività che possa produrre ulteriori vincoli giuridici ed economici per lo Stato italiano con riguardo ai bandi di gara”. Telt riunirà lunedì prossimo il proprio Consiglio di amministrazione, nel corso del quale saranno autorizzate le gare per i lotti francesi del tunnel. Oltralpe, dunque, i lavori si faranno eccome. Difficile pensare che “il buco” si fermerà a metà della montagna.

“Bandi” denominati “inviti per i lotti”

A dispetto delle apparenze e dei toni della lettera, il governo si è mosso dunque  in direzione sì tav: le procedure saranno infatti avviate in modo da “rispettare il termine del 31 marzo” che consente di non perdere il finanziamento europeo per il 2019. Se i Cinquestelle non avessero recapitato quella missiva, sarebbe finito tutto. La società, partecipata al 50% dal governo francese senza intermediari e al 50% da Ferrovie dello Stato, aveva segnalato un problema: un nuovo rinvio della pubblicazione oltre il mese di marzo “comporterebbe la riduzione della sovvenzione europea di 300 milioni di euro”. Il governo, dove è comunque prevalsa la linea leghista favorevole alla realizzazione dell’opera - la stessa delle parti sociali e degli altri partiti del  centrodestra - ha giustificato  la decisione di autorizzare gli appalti proprio con questo rischio. Il “trucco” è non avere chiamato le cose con il loro nome: i “bandi” sono stati infatti denominati “inviti per i lotti”, anche se la sostanza resta la stessa. Si tratta di pubblicare sulla Gazzetta ufficiale europea l'avvio della ricerca di aziende interessate a realizzare il tunnel di base: tre lotti da 2,3 miliardi di euro complessivi per realizzare i 45 chilometri del lato francese della galleria.

Nella lettera di Conte si legge

“Al momento appare necessario, da un lato, evitare di assumere impegni di spesa gravanti sull'erario italiano e, dall'altro, adoperarsi per non pregiudicare gli stanziamenti finanziari posti a disposizione dall'Unione Europea”. Ciò non toglie che, come ha chiesto a gran voce Luigi Di Maio arrivando fino a far minacciare dai suoi una crisi di governo, la linea ufficiale del governo, quella contenuta nel “contratto” tra Lega e M5S, rimanga il proposito di  voler “ridiscutere integralmente il progetto”. Anzi, da Palazzo Chigi si sono affannati a far sapere che “come previsto, non partiranno i bandi lunedì”.

A spiegare chiaramente il senso della mossa che ha evitato la crisi di governo a due mesi dalle Europee è stata - inconsapevolmente?- la sottosegretaria all’Economia Laura Castelli: “Abbiamo ottenuto il rinvio dei bandi per il Tav che partiranno tra 6 mesi solo se Italia e Francia raggiungeranno un accordo serio” ha detto infatti l’esponente dei Cinquestelle.

Tav è stata messa in discussione

Luigi Di Maio, scrivendo su Facebook, prova comunque a spacciare l’accordo per un successo, assicurando che il governo va avanti e che i soldi degli italiani non saranno vincolati a un'opera che ai pentastellati non piace. La Tav “è stata messa in discussione” con un’analisi che “ha più costi che benefici” scrive. Ma stavolta, messo alle strette, col partito che in Piemonte e a Torino ribolle, lancia una frecciata all’omologo leghista: “Non possiamo pensare che ci sia sempre la narrazione della crisi di governo: ‘andiamo fino in fondo’, ‘vediamo chi ha la testa più dura’. Questo è folklore, non stiamo parlando di quello che ci chiedono gli italiani”. Il capo politico dei pentastellati ha esposto sulla linea no tav anche il premier che, infatti, è finito nel mirino dei principali esponenti dell’opposizione. “Non dobbiamo creare sempre tensioni”, avverte. Il ministro dell’Interno, come detto, non ha voluto stravincere: “Non c’è nessuno che vince o che perde, la Lega governa perché vincano gli italiani”. L’escamotage, nel resto del centrodestra, però non è  piaciuto. Forza Italia ne approfitta per dire, con il presidente del Parlamento europeo Antonio Tajani, che “non decidere significa isolare il nostro Paese e perdere centinaia di milioni di euro e lavoro” . Per cui i forzisti chiederanno un referendum. Ma anche Roberto Maroni, uno dei padri fondatori della Lega ed ex governatore della Lombardia, è critico: “Fossi in Matteo Salvini direi: se si fa, bene, sennò tutti a casa”.

Conte guadagna 6 mesi per la Tav, ma Di Maio attacca Salvini: “Basta folklore e minacce”

Il governo si arrende alla linea leghista e scrive a Telt per non perdere i finanziamenti per la Tav, ma invece di chiamare i “bandi” col loro nome, autorizza “inviti per i lotti”. La sottosegretaria Castelli ammette: “Abbiamo guadagnato sei mesi”. Il vicepremier pentastellato cerca di spacciarla per una vittoria e attacca il leghista: “Basta sfide a chi ha la testa più dura, la smetta di creare tensioni”.