Cittadini armati o cittadini disarmati? Il punto di vista del delegato Firearms United per il Comitato Direttiva 477

Andrea Favaro: "E' evidente che sia in corso un attacco politico contro Salvini. Il settore armiero è stato preso in mezzo solamente perché quando si parla di armi è facile arrivare alla "pancia" delle persone"

(Arma demilitarizzata)
(Arma demilitarizzata)

Cittadini armati o disarmati? E' uno dei temi più caldi di questa già calda estate politica. Soprattutto, come sarà congegnata la prossima legge sulla legittima difesa e quali sono gli interessi in gioco? La scorsa settimana un articolo pubblicato da Repubblica e ripreso da molte testate on line ha messo in subbuglio il mondo dei collezionisti di armi e di chi si esercita per diletto nei poligoni italiani. L’oggetto del contendere è stata una molto discussa stretta di mano tra il ministro dell’Interno Salvini e una associazione vicina agli hobbisti delle armi, il Comitato D-477. Per l’accusa, Salvini avrebbe spalleggiato le lobby per le armi in cambio di voti. E’ davvero così? Tiscali Notizie, anche per garantire la par conditio, ha intervistato Andrea Favaro, il delegato Firearms United per il Comitato Direttiva 477.

Favaro, può spiegare qual è il vostro segmento economico e di che cosa vi occupate?
“Parlare di "segmento economico" è inappropriato, Firearms United non ha fini di lucro e l'unico denaro raccolto in passato fu frutto di una campagna di donazioni da parte dei tiratori Europei. Firearms United è una rete internazionale di associazioni che si occupano di difendere i diritti di chi detiene legalmente armi per tutti gli scopi leciti previsti dalla normativa: caccia, collezione, tiro sportivo, difesa ... Nasce nel 2012 come un piccolo gruppo su Facebook composto da appassionati della materia provenienti da vari Paesi e si sviluppa in seguito al tentativo della Commissione Europea di trasporre in legge una proposta che avrebbe permesso di rendere illegali e sequestrare ai cittadini armi da fuoco comunemente usate negli sport di tiro".

Potete spiegare che cosa è Firearms United?
"Il Comitato Direttiva 477 nasce invece nel Giugno 2015 per iniziativa di alcuni cittadini italiani come risposta al cosiddetto "decreto antiterrorismo" che ha in realtà colpito ancora una volta cacciatori e tiratori sportivi. Più in generale è un punto di aggregazione per i legali possessori di armi al fine di organizzare una difesa della categoria dai continui attacchi ideologici, pervenuti principalmente sotto forma di continui inasprimenti della legge in materia di armi (in media uno ogni due anni dal 2008 ad oggi, tanto per intenderci). Il Comitato è l'unica associazione Italiana membro della rete di Firearms United".

Il “patto d’onore” firmato da Salvini lo scorso febbraio (prima delle elezioni) è sembrato strumentale. In sostanza, le società che producono o gestiscono attività connesse alle armi, ora (dopo il voto) sarebbero orientate a chiedergli una legge più vicina ai propri interessi. Secondo voi è una interpretazione plausibile?
"Perché? Il documento di cui si parla è disponibile sul sito del Comitato Direttiva 477 già da febbraio scorso e non è un "patto d'onore", ma un semplice impegno, sottoposto a tutti i candidati di tutte le forze politiche in vista delle elezioni, a coinvolgere le associazioni di categoria nei casi in cui si discuta una legge che riguarda il nostro mondo: richiesta di buon senso, fra l'altro, considerato che in precedenza le norme di volta in volta introdotte sulla questione si sono spesso dimostrate mal scritte, generanti incertezze normative con conseguenze spiacevoli anche gravi per i detentori legali di armi o si sono rivelate foriere di carichi di lavoro assurdi per la Pubblica Amministrazione, quasi sempre senza beneficio alcuno in termini di pubblica sicurezza. Sentire gli esperti in materia avrebbe evitato conseguenze di questo tipo. Tutti i punti del documento riguardano unicamente la detenzione e l'uso di armi da parte dei privati, non la loro produzione o vendita".

In un post, un vostro simpatizzante ha sostenuto: “Chi scrive questi articoli è, nel caso migliore, disinformato. Nel caso peggiore in malafede. Non si raccontano con onestà le finalità del comitato direttiva 477”. Bene, spiegatele voi ... 
"La finalità del Comitato Direttiva 477 è la tutela dei diritti e dei legittimi interessi dei legali possessori di armi, anche attraverso il miglioramento e la semplificazione della norma in materia, che tenga comunque conto delle esigenze di pubblica sicurezza e preservi i necessari controlli, evitando però misure penalizzanti per i detentori di armi che non comportino benefici in termine di lotta alla criminalità o al terrorismo o che distolgano risorse di Polizia e di Pubblica Amministrazione da compiti e controlli efficaci.  Il Comitato Direttiva 477 non rappresenta né è composto da entità che producono armi. Il Presidente, i Consiglieri e i nostri associati sono semplici cittadini che detengono legalmente armi. In definitiva, il Comitato Direttiva 477 è una libera associazione di cittadini regolarmente costituita, ovvero la più classica espressione della società civile. E' ovvio poi che dialoghi e collabori con tutte le associazioni e federazioni sportive del comparto, come è naturale".



Per alcuni giornali italiani, ma anche stranieri, in particolare francesi e belgi, i fucili d’assalto utilizzati al Charlie Hebdo sarebbero provenuti da collezioni private o da forniture per collezionisti o demilitarizzati. E' plausibile o si sta tentando di mettere in cattiva luce il settore per “impallinare” Salvini e tutto il settore degli “armieri”?
"La provenienza delle armi utilizzate negli efferati attacchi compiuti a Gennaio 2015 era già stata appurata nel mese di febbraio 2015: acquistate da un trafficante basato in Belgio, provenivano dai Balcani e comprendevano perfino un lanciarazzi anticarro M80, assieme a tre fucili d'assalto, una pistola mitragliatrice e alcune pistole Tokarev. Tali armi vengono introdotte nel territorio EU tramite quello che in gergo viene chiamato ant-trafficking e provengono ovviamente da ex arsenali governativi. Le illazioni riguardanti i collezionisti o perfino i poligoni non hanno la minima base di fondamento, anche perché le armi legalmente detenute dai civili sono tracciate al 100% e se una dovesse mancare, il proprietario subirebbe conseguenze legali pesantissime".

Nell'attacco al Hyper-Cacher, Coulibaly ha sparato con "un fucile disattivato"
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In effetti era stato venduto come arma a salve e poi illegalmente riattivato dal trafficante. Questo è stato possibile a causa del fatto che la Commissione Europea avrebbe dovuto emanare un regolamento comune per la disattivazione delle armi (che le rende completamente e irreversibilmente inerti) già nel 2008, si è rifiutata di farlo per 7 anni nonostante fosse legalmente vincolata nonostante fosse legalmente vincolata (e nonostante le associazioni di categoria avessero segnalato il problema più volte). e ha preferito attendere un evento eclatante, gli attacchi di Parigi appunto, per pubblicare la settimana successiva una proposta di Direttiva che includeva il famoso sequestro coatto delle carabine sportive. Carabine che, a parte la somiglianza estetica, non hanno alcuna attinenza con le armi dei terroristi sia per funzionamento (non possono sparare a raffica), sia per provenienza *".

Quindi è un attacco politico?
"E' evidente, secondo noi, che sia in corso un attacco di tipo politico nei confronti del Ministro. Il settore armiero è stato preso in mezzo solamente perché quando si parla di armi è facile arrivare alla "pancia" delle persone, specialmente di quelle che non conoscono l'argomento o la normativa vigente. Ne è la riprova il fatto che i media generalisti non hanno mai parlato delle nostre associazioni e della nostra battaglia, nonostante i nostri comunicati stampa e le nostre battaglie in merito risalgano già al 2016 (reperibili su adnkronos, ad esempio) e nonostante l'impegno proposto dal Comitato Direttiva 477 ai candidati sia pubblico da Febbraio 2018 e ne abbiano parlato tutte le nostre pagine web, social e le riviste di settore. I cronisti di Repubblica, che per prima ha "lanciato" la notizia, erano presenti durante Hit Show, dove hanno intervistato anche noi. Perché quindi pubblicare la notizia solo oggi, dandole un tono "torbido", quasi si trattasse di qualcosa fatto di nascosto e scoperto solo ora? **".

Infine, se ne sta discutendo, per voi come dovrebbe essere congegnato l’articolo del codice penale che regola la legittima difesa? E se la legge passa, potrebbe produrre un indotto importante per l’industria delle armi?
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Ho appena partecipato ad una conferenza sul tema, dove ho avuto il piacere di ascoltare giuristi di altissimo livello esprimersi sulla questione, che è decisamente delicata a livello tecnico e giuridico: è evidente che la norma attuale vada rivista, soprattutto al fine di evitare lunghissimi e costosissimi calvari giudiziari, nonché richieste di risarcimento assurde, nei confronti di persone che di fatto sono state vittime di un crimine e sono state costrette a proteggere la propria incolumità o quella dei propri cari. E' altrettanto evidente che la norma non possa prescindere dai nostri principi costituzionali e da quanto sancito dai trattati internazionali, quindi il modo corretto per riformarla dovrebbe necessariamente passare attraverso una discussione approfondita con esperti della materia, anche per evitare che la norma venga poi dichiarata illegittima. Una riforma corretta della normativa sulla legittima difesa dovrebbe tener conto e modificare anche e soprattutto gli articoli 55 e 59 del codice penale, non solamente il 52, altrimenti si rischia un nuovo marasma interpretativo che porterà a dover riformare la norma a breve. Esistono poi tante altre assurdità nel nostro ordinamento: un aggredito che decide di sparare un colpo in aria per dissuadere gli aggressori senza ferire nessuno in genere si trova denunciato per "esplosioni pericolose", gli vengono sequestrate le armi e revocata la licenza, magari esponendolo a facili ritorsioni. Insomma, c'è tanto lavoro da fare per arrivare ad una normativa più sensata in materia".  

Per quanto riguarda gli interessi del comparto industriale?
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Una revisione della norma sulla legittima difesa non farebbe alcuna differenza per i produttori di armi, per due motivi: innanzitutto, gli articoli che regolano questo istituto giuridico non sono quelli che regolano la detenzione di armi, ovvero: una modifica della legge sulla legittima difesa non modifica i requisiti per poter acquistare e detenere un'arma, che sono molto stringenti e comprendono un'istruttoria di polizia su chiunque richieda un porto d'armi di qualsiasi tipo. L'altro fattore che rende improbabile un beneficio tangibile per quelle aziende è squisitamente numerico: i produttori di armi civili e sportive italiani esportano circa il 93% della produzione, mentre il restante 7% viene venduto in Italia. Di questa piccola percentuale, una gran parte riguarda armi venatorie o fucili per tiro a volo, armi decisamente inadatte alla difesa personale o abitativa. Inoltre nonostante le licenze di porto d'armi siano in aumento da diversi anni, il trend delle vendite è in calo. Le associazioni di categoria dei produttori di armi da fuoco potranno fornire dati più precisi al riguardo, ma a grandi linee la situazione è questa".

*(Fonti: https://www.telegraph.co.uk/news/worldnews/europe/france/11351855/How-did-the-Paris-terrorists-get-hold-of-their-weapons.html http://time.com/how-europes-terrorists-get-their-guns/. Dossier di Firearms United: https://firearms-united.com/wp-content/uploads/2016/03/EU-wrong-target-it.pdf).

** (Fonti: http://www.adnkronos.com/immediapress/2016/11/22/conferenza-sulla-direttiva-armi-organizzata-firearms-united-svela-enormi-irregolarita-nella-proposta-della-commissione-europea_L4F6bHRQhmxzWg3autArcP.html www.comitatodirettiva477.it)