Draghi riunisce la cabina di regia sulla Manovra. Cdm approva il decreto sul Recovery

Approvata anche la delega sulla disabilità. Braccio di ferro con i sindacati sulle pensioni, ma Draghi tira dritto

TiscaliNews

Ecobonus per gli alberghi, e fondi per rilanciare e digitalizzare il comparto del turismo per 2,4 miliardi, che potranno arrivare fino a quasi 7 miliardi attirando investimenti privati. Sconti a chi investe in formazione digitale, iniettando risorse nel nuovo 'Fondo per la Repubblica digitale'. E Pa che diventa più attrattiva per i professionisti, che potranno passare più facilmente al pubblico per partecipare alla realizzazione del Pnrr. Sono solo alcune delle misure del decreto Recovery bis, approvato dal Consiglio dei ministri, che attua diverse delle linee di investimento e delle riforme del piano con deadline fine 2021, a partire dall'assegnazione delle risorse per la rigenerazione urbana. E che insieme all'approvazione del disegno di legge sulla disabilità fanno centrare all'esecutivo altri 8 obiettivi dei 51 milestone e target il cui conseguimento è previsto, secondo il Pnrr, entro il 31 dicembre prossimo.

"Dobbiamo lavorare per rendere il nostro Paese ancora più equo e coeso. Nel Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, il governo ha stanziato circa 11 miliardi per le infrastrutture sociali", ha ricordato il premier Mario Draghi sottolineando il ruolo "centrale del terzo settore" e spiegando che sarà affrontato "il problema del disagio abitativo e riqualificare le periferie". In questo contesto il decreto distribuisce subito 2,5 miliardi previsti dal piano per combattere il degrado delle città.

Il decreto più in generale ha l'obiettivo di accelerare e rendere più fluide le procedure per mettere a terra i progetti e interviene su tutte le missioni, coinvolgendo anche gli enti locali che si potranno avvalere di un nuovo Nucleo di coordinamento tra le istituzioni locali e lo Stato per elaborare il loro "progetto bandiera" con particolare valenza strategica, uno per ogni Regione e provincia.

Sul fronte scuola, università e ricerca arriva "una grande innovazione", sottolinea la ministra Maria Cristina Messa: si va dagli incentivi alla mobilità per i professori universitari e ricercatori alla flessibilità dei percorsi di laurea. Vengono introdotte le norme per rafforzare le borse di studio e aumentare gli alloggi per gli studenti. Scatterà anche il concorso per la progettazione di scuole innovative.

Per il turismo arriva l'annunciato ecobonus all'80% e un contributo a fondo perduto fino a 100mila euro per la ristrutturazione degli alberghi. Ma anche un contributo diretto del 35% per i lavori tra i 500mila euro e i 10 milioni e una "Sezione Speciale Turismo" del Fondo di garanzia per le Pmi nonchè un credito d'imposta del 50% per agenzie e tour operator per lo sviluppo digitale. Mezzo miliardo poi andrà a Roma Caput Mundi. Sempre con un occhio al turismo nasce anche un nuovo Fondo dei fondi denominato "Fondo ripresa resilienza Italia".

Il decreto punta a migliorare i meccanismi della spesa pubblica, altra riforma da realizzare entro dicembre, con la creazione di un comitato al Mef per la Spenging review, e spinge gli investimenti, con la riforma del contratto di programma tra il Mims e Rfi per gli investimenti ferroviari, ma anche attraverso un taglio dei tempi per le autorizzazioni ambientali strategiche (Vas).

"Cambia passo" poi, come spiega la ministra Mara Carfagna, la gestione commissariale di Bagnoli che sarà in capo al sindaco di Napoli mentre sarà rafforzato il ruolo del commissario di Taranto e quello del commissario unico per le bonifiche delle discariche abusive. Per il Sud viene anche esteso il "metodo Pnrr" anche alla gestione dei Fondi di Sviluppo e coesione e il ministero siederà nella commissione tecnica per i fabbisogni standard. Arriva infine una proroga per la commissione consultiva tecnico-scientifica e per il comitato prezzi dell'Aifa, nelle more della loro riorganizzazione. Nel decreto infine un pacchetto di norme per garantire gli investimenti rafforzando allo stesso tempo il sistema di prevenzione antimafia.

Resta il nodo pensioni

Draghi ha incontrato i sindacati internazionali in vista del G20. "La tutela dei più deboli ci unisce", sono state le parole del premier italiano. "Lavoriamo perché innovazione e produttività vadano di pari passo con equità e coesione sociale".

Ma è una doccia fredda, per Cgil, Cisl e Uil che chiedevano una riforma complessiva delle pensioni. I toni si inaspriscono soprattutto quando, dopo poco meno di due ore il premier, "per un altro impegno", lascia il tavolo e affida il confronto ai suoi ministri. E non bastano le rassicurazioni sul percorso graduale di uscita da Quota 100 e neanche l'annuncio della proroga di un anno di Opzione donna e dell'Ape social, con estensione ad altre categorie di lavori gravosi. I sindacati vedono "luci e ombre", ma sentenziano che l'incontro non è andato bene: non c'è accordo sulle pensioni ma anche sugli ammortizzatori sociali e sul taglio delle tasse, che temono sbilanciato in favore delle imprese. Dopo il varo della legge di bilancio, valuteranno le modalità di una "mobilitazione". Non c'è ancora la quadra sulla manovra di Draghi. I rapporti sono tesi con i sindacati e il braccio di ferro prosegue anche nella maggioranza.

Si tratta sul meccanismo che sostituirà Quota 100, ma i partiti litigano pure su come usare gli 8 miliardi a disposizione per il taglio delle tasse: sarà deciso nel corso dell'iter in Parlamento della legge di bilancio. Quanto ai sindacati, all'uscita da Palazzo Chigi, dopo tre ore di confronto prima con Draghi, poi con i ministri Franco, Orlando e Brunetta, le parole sono assai dure. Luigi Sbarra della Cisl parla di "grandi insufficienze e squilibri, per effetto del mancato dialogo con le parti sociali": le misure sono "largamente insufficienti sia per le pensioni, che per gli ammortizzatori sociali e per la non autosufficienza", aggiunge. Non bastano "soli" 600 milioni, sottolineano Pierpaolo Bombardieri della Uil e Maurizio Landini della Cgil: "non è una riforma degna di questo nome". Quindi, sciopero generale? "Se giovedì il governo confermerà questa impostazione valuteremo iniziative unitarie di mobilitazione", risponde Landini. Ma i saldi della manovra, già indicati a Bruxelles con il Dpb, non possono - afferma il governo - cambiare. Anche se il ministro Renato Brunetta, che dopo l'uscita di Draghi prova a fare il mediatore in una riunione in cui - raccontano - i toni si fanno via via più accesi, spiega che porterà al premier la valutazione di alcuni aspetti concreti, non escludendo neanche nuovi incontri.