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[Il ritratto] Da Andreotti a Fini e Sollecito, fino agli scontri con Berlusconi. La Bongiorno folgorata da Salvini

Sarà capolista della Lega in diverse circoscrizioni del Paese. Naturalmente cambiare opinione è legittimo. Ci mancherebbe. Ma non può non colpire la sua decisione di sposare le posizioni di Matteo Salvini. Ex esponente di quella An di Gianfranco Finì che si è sciolta come neve al sole dopo l’uscita dal Polo delle libertà e le vicende processuali della famiglia Finì-Tulliani, Giulia Bongiorno ha deciso di sposare le posizioni di Salvini. Anche quelle sulla immigrazione.

Giulia Bongiorno e Matteo Salvini
Giulia Bongiorno e Matteo Salvini

E chi lo potrà mai dimenticare. Io c’ero quando uscì dall’aula e si mise in un angolo per parlare al cellulare. Sì quell’«evvai Presidente» io lo sentii forte e chiaro. Era il 23 ottobre del 1999, un millennio fa, e la giovane avvocata dello studio del luminare del diritto, Franco Coppi, Giulia Bongiorno, comunicò al senatore Giulio Andreotti l’assoluzione palermitana dalle accuse di collusioni con Cosa nostra.

Ne ha fatta di strada, l’avvocato. Che oggi, folgorata sulla strada di Damasco si candiderà alle politiche per la Lega di Matteo Salvini. «Salvini mi piace per la nitidezza delle idee. Voglio una politica con meno contumaci è più regole».
È il tasto della giustizia negata nel Paese, del bisogno della certezza della pena, della opposizione agli sconti di pena del rito abbreviato, dell’autodifesa che può essere legittima.

Temi, insomma, cari a una certa destra e che lei ha riscoperto. Eppure nel 2006 quando si ritrovò a presiedere la commissione Giustizia della Camera, lei esponente fidata del gruppo di ex An che dentro il Polo delle libertà si riunirono sotto la sigla di “Futuro è libertà”, fu la paladina dei diritti per esempio dei giornalisti contro i tentativi delle varie leggi bavaglio. E fu non certo tenera con le leggi desiderate da Silvio Berlusconi che voleva in tutti i modi neutralizzare gli effetti delle inchieste su di lui.

Oggi, invece, Giulia Bongiorno ha sparigliato le certezze della sua vita. Grande avvocata, ha difeso politici e gente comune. Da Giulio Andreotti a Raffaele Sollecito, il fidanzatino di Amanda Konx arrestati e poi assolti anche in Cassazione per l’omicidio della studentessa inglese Meredith Kercher, a Perugia.Giulia Bongiorno sarà capolista della Lega in diverse circoscrizioni del Paese.

Naturalmente cambiare opinione è legittimo. Ci mancherebbe. Ma non può non colpire la sua decisione di sposare le posizioni di Matteo Salvini. Ex esponente di quella An di Gianfranco Finì che si è sciolta come neve al sole dopo l’uscita dal Polo delle libertà e le vicende processuali della famiglia Finì-Tulliani, ha deciso di sposare le posizioni di Salvini.

Anche quelle sulla immigrazione. Per esempio sul reato di clandestinità, cavallo di battaglia leghista, lei in passato ha sostenuto posizioni diverse: «Di per sé la clandestinità non è un reato, lo diventa quando si può provare la pericolosità sociale del migrante clandestino».

In prima linea sulle battaglie contro gli stalker, insieme alla showgirl Michelle Hunziker dieci anni fa ha creato la Fondazione Doppia Difesa onlus per aiutare le donne vittime di violenze, abusi e discriminazioni. Battaglie molto coraggiose. È inutile dubitare del salto indietro dell’avvocato Bongiorno. 

Salvini sta trasformando la sua Lega in una forza moderata di destra nazionale. Può non piacere ma la svolta può attrarre ex esponenti della destra italiana verso la Lega. Non solo Giulia Bongiorno, che per una lunga parentesi, è stata amica personale e poi esponente di spicco di quella formazione politica Futuro e libertà fondata da Gianfranco Finì. Anche l’ex sindaco di Roma, esponente della Destra romana, Gianni Alemanno, si è schierato con Salvini insieme a Francesco Storace, portavoce storico di An. Dunque la scelta di Giulia in fin dei conti non è così controtendenza.

Guido Ruotolodi Guido Ruotolo, editorialista e giornalista d’inchiesta   
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